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Auto Ue: crollo delle vendite in marzo per Coronavirus

Pubblicato il 25/04/2020

Tutto come ci si aspettava, forse anche peggio: lo scorso marzo il mercato automobilistico del Vecchio continente ha subito un vero e proprio tracollo. Le immatricolazioni di nuove vetture nell’Unione europea ha accusato un calo del 55,1%, a 567.308 unità (1.264.569 nel mese precedente), a seguito dell’epidemia da Coronavirus. Dietro questa performance – che dovrebbe avere probabilmente un seguito ben più ampio in aprile – ci sono le misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria, come il distanziamento sociale e il blocco di buona parte delle attività dalla seconda parte di marzo e, più direttamente, la contestuale chiusura della stragrande maggioranza delle concessionarie in tutta Europa.

Dell’Italia la peggiore performance, -85,4%

Un quadro che ha accumunato tutti e 27 mercati dell’Ue, che hanno archiviato il mese tutti con un segno negativo. A guidare la classifica è l’Italia, che ha subito il colpo maggiore: -85,4% ad appena 28.326 veicoli. Pesanti i bilanci anche dagli altri grandi mercati: dalla Francia (-72,2% a 62.668 unità) alla Spagna (-69,3% a 37.644), dalla Germania (-37,7% a 215.119). Non si è salvato nemmeno il mercato del Regno Unito, che ha chiuso marzo con un -44,4% a 254.684 vetture nuove immatricolate. L’entità del calo è comunque, in molti casi, strettamente correlata alla data d’inizio della quarantena e all’entità delle misure restrittive adottate in ciascun singolo Paese.

Effetto “devastante”

L’effetto Covid-19, ha sintetizzato il Centro Studi Promotor, è stato “devastante”: l’emergenza sanitaria si è peraltro inserita in un mercato auto dell’Europa Occidentale, che già nei primi due mesi dell’anno era fiacco, ma che era comunque riuscito a contenere le perdite a -7,2%. Il bilancio con cui si è chiuso il primo trimestre rivela comunque la rapidità con cui è precipitato il mercato: le immatricolazioni di nuove auto registrate tra gennaio e marzo nell’Ue sono diminuite del 25,6%. L’Italia, che è stato il primo Paese ad adottare misure restrittive, chiude il periodo con -35,5% vendite, seguita dalla Francia (-34,1%), dalla Spagna (-31%) e dalla Germania (-20,3%).

Promotor, facile prevedere un ulteriore peggioramento

Anche se previsto, secondo l’analisi di Promotor, il crollo delle immatricolazioni nell’Europa Occidentale “costituisce un vero shock per il mercato dell’auto ed è il primo dato, su un mercato molto importante, relativo agli effetti della pandemia che ha colpito il mondo”. Facile prevedere, continua la nota, “che fino a quando non verranno allentate le misure di protezione contro il coronavirus, i dati sulle vendite di autovetture possono soltanto peggiorare rispetto al devastante risultato di marzo”. In tutti i Paesi le varie associazioni chiedono ai Governi azioni di rilancio  del settore e, con esso, dell’economia, così non appena ci sarà la possibilità materiale si tornerà ad acquistare un’automobile.

Quagliano, sempre più urgenti gli incentivi

Le misure chieste dagli operatori del comparto sono soprattutto due: la prima è un forte sostegno finanziario alla filiera dell’auto, e in particolare ai concessionari, che sembrano essere l’anello debole della catena. Il secondo provvedimento richiesto è l’adozione di significativi incentivi per sostenere la domanda.

“La ricetta appena indicata vale anche per l’Italia" dice Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, secondo cui "sarebbe opportuno che questa ricetta venisse adottata subito per assicurare il necessario apporto finanziario alle concessionarie e per rendere immediatamente operativo il sostegno alla domanda nel momento in cui le concessionarie riapriranno la vendita di auto.

Rispolverare la “rottamazione” del 1997

Questo secondo obiettivo, spiega ancora Quagliano, “si può ottenere prevedendo incentivi alla rottamazione di vetture di oltre 10 anni da sostituire con auto nuove Euro 6 o anche con vetture a emissioni zero o molto contenute”. La soluzione da adottare, sempre secondo il Centro Studi Promotor, dovrebbe essere costruita sulla base dei primi incentivi alla rottamazione, che nel 1997 consentirono al mercato dell’auto un incremento del 38,8%, un maggior gettito Iva che ha coperto il costo degli incentivi e ha determinato un avanzo per l’erario di 1.400 miliardi di lire e un aumento del Pil, certificato dalla Banca d’Italia, di 0,4 punti percentuali.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

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