CRIF: boom delle richieste di credito nel II trimestre
L’andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane nel secondo trimestre di quest’anno disegna un quadro “decisamente vivace”: le domande, nel complesso, hanno spuntato infatti un eloquente +79,3%. È quanto emerge dal Barometro CRIF (elaborazione su dati Eurisc). Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi evidenzia una performance fortemente positiva sia per le imprese individuali sia per le società capitali. In particolare, sono state le prime ad aver fatto registrare l’aumento più marcato, con un +99,4% annuo, mentre le seconde hanno segnato un progresso del 66,8%.
Domanda vivace anche nelle prime settimane di luglio
Dopo una fase di debolezza perdurata fino alla metà di aprile, in coincidenza con il lockdown, il numero delle richieste di credito presentate dalle imprese ha inizialmente registrato una violenta impennata, per poi stabilizzarsi da metà giugno su volumi più contenuti, seppur decisamente più elevati sia rispetto a quelli pre-Covid. A questo riguardo, anche le rilevazioni relative alle prime 3 settimane di luglio confermano la crescita delle richieste di credito da parte delle imprese, seppur in progressiva attenuazione, con un incremento rispettivamente pari a +28%, +12% e +17% rispetto ai corrispondenti periodi del 2019.
È calato l’importo medio
Dall’ultimo Barometro CRIF spicca il calo dell’importo medio delle richieste, che nell’aggregato si è attestato a 60.021 euro (-7,6% annuo). Nello specifico, le richieste delle imprese individuali hanno visto un importo medio di 24.941 euro (-16%) e quelle delle società uno di 83.415 euro (-5%). Per quanto riguarda le classi di importo, quasi un terzo (29,7%) è sotto la fascia dei 5mila euro (in virtù del peso preponderante delle richieste presentate da ditte individuali e PMI), mentre c’è un aumento nella fascia di importo 10.001-50mila (44,6%). Le richieste al di sopra dei 50mila (tipicamente di società più strutturate) sono il 15,8% del totale.
Le richieste dei mutui doppie rispetto a un anno fa
L’analisi della forma tecnica delle richieste del credito rivela, secondo quanto emerge dal Barometro CRIF, una dinamica tutt’altro che omogenea. Per quanto riguarda il comparto dei mutui immobiliari, dopo aver visto le richieste delle imprese quasi dimezzarsi nella 13.ma settimana dell’anno (quando i volumi si sono attestati al 57% rispetto a quelli che si registravano prima del lockdown), a partire dalla settimana iniziata il 20 aprile le richieste hanno fatto segnare una violenta impennata, per poi ripiegare parzialmente a partire dall’inizio di giugno, pur confermandosi su volumi più che doppi rispetto a quelli del 2019.
In ritardo solo le richieste di carte di credito
In forte aumento sono state anche le richieste di prestiti personali e finalizzati, così come quelle di fidi. Tra tutte le forme tecniche considerate nell’analisi, questi ultimi sono la tipologia di credito alle imprese che ha meno risentito degli impatti dell’emergenza, avendo contenuto il calo nelle settimane immediatamente successive al lockdown e avendo mostrato una significativa accelerazione già a partire dalla settimana compresa tra il 20 e il 26 aprile. Solo le richieste di carte di credito non si sono ancora riprese dallo shock Covid e mostrano ancora un saldo negativo rispetto ai volumi che si registravano nel 2019.
Capecchi, i provvedimenti del Governo primo supporto concreto
La pandemia, ha affermato Simone Capecchi, executive director di CRIF, “ha inciso pesantemente su quasi tutti i settori della nostra economia, ma i provvedimenti del Governo per contenerne gli impatti hanno fornito un primo supporto concreto alle imprese, specie a quelle di piccola e piccolissima dimensione, tipicamente più fragili ed esposte a shock congiunturali così violenti e inaspettati”.
E il ‘remote banking’ ha subito un forte impulso
Per quanto riguarda i processi del credito, ha aggiunto, “anche l’operatività degli istituti è stata fortemente impattata e in questi mesi l’utilizzo di soluzioni digitali è stato fortemente accelerato dall’emergenza, creando i presupposti per costruire una nuova relazione con la clientela business attraverso sistemi di remote collaboration e remote advisory che hanno consentito di non far mancare il supporto, più che mai necessario in questa delicata fase”.
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