Credito: a marzo volano i prestiti e i giovani sostengono i mutui
In marzo calano i mutui, soprattutto per il crollo delle surroghe, mentre tiene la domanda di quelli nuovi grazie agli under 36. In rialzo invece la domanda di prestiti personali e finalizzati. Sale l’importo dei mutui, mentre cala quello dei prestiti finalizzati. È boom del canale digitale.
Arrivano segnali contraddittori dal mercato del credito: da una parte si conferma il ridimensionamento accusato dalle surroghe, mentre dall’altra continuano a correre le richieste dei prestiti sia finalizzati sia personali. È quanto emerge dal Barometro di CRIF relativo al mese di marzo, secondo cui per ora la guerra in Ucraina non ha modificato l’andamento della domanda di credito delle famiglie rispetto al recente passato. Nel frattempo, l’analisi rileva un aumento dell’importo medio dei mutui e anche una marcata contrazione del valore dei prestiti finalizzati.
Su volume mutui pesano le surroghe meno convenienti
Nel mese di marzo le richieste di mutui delle famiglie italiane sono diminuite del 25,8% a causa del costante ridimensionamento delle surroghe (a seguito della riduzione dei mutuatari che non trovano più conveniente la rinegoziazione). Per questo, secondo l’indagine, il peso delle surroghe arriva a spiegare appena il 14% del totale. Sempre in marzo i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi sono invece balzati del 26,6% e quelli personali del 20,7%.
Il bilancio del primo trimestre dell’anno conferma la tendenza divergente: i mutui immobiliari denunciano una flessione del 25,5% tendenziale, mentre i finanziamenti finalizzati e personali crescono complessivamente del 24,3%, sempre rispetto allo stesso periodo del 2021.
Il boom delle richieste sui canali digitali
Nella componente dei mutui Simone Capecchi, executive director di CRIF, segnala comunque una nota positiva: i volumi dei nuovi mutui mostrano una sostanziale tenuta grazie soprattutto alla vivacità degli under 36, la cui incidenza è stabilmente sopra al 30% del totale ed esercitano un ruolo di traino nel comparto. Questa è la conferma dell'efficacia del Decreto Sostegni Bis, che ha favorito l'accesso degli under 36 al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa.
In totale, la domanda di prestiti resta tonica: è superiore sia rispetto al 2021 e sia al corrispondente trimestre 2019, prima dello scoppio della pandemia. In questo contesto, secondo Capecchi c’è da segnalare un altro fenomeno positivo, accelerato con la pandemia: le richieste indirizzate verso le piattaforme di operatori digitali, che nel primo trimestre 2022 sono cresciute del 178%, con una accentuazione marcata tra i consumatori della Generazione Z (+350%), i Baby Boomers (+183%) e i Millennnials (+165%).
Piani di rimborso più lunghi
Il clima d’incertezza generale, complici le molte variabili sul mercato (dal conflitto all’inflazione, dal rallentamento del ciclo all’orientamento rialzista dei tassi), spinge gli italiani a privilegiare i piani di rimborso più lunghi e importi più elevati per quanto riguarda i mutui ipotecari.
Oltre l’80% delle richieste pervenute in marzo prevede, infatti, un periodo di ammortamento superiore ai 15 anni. Per quanto riguarda l’importo medio richiesto, questo nel mese di marzo si è attestato a 143.423 euro, in crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’importo medio dei prestiti finalizzati cala del 17,8%
Per i quanto riguarda i dettagli, in marzo c’è stata una frenata dell’importo medio dei finanziamenti richiesti, con l’aggregato di prestiti personali e finalizzati risultato pari a 9.131 euro (-8,5% sullo stesso mese 2021).
Nello specifico, il valore medio dei prestiti finalizzati si è attestato a 6.337 euro (-17,8%, a conferma della crescente incidenza dei finanziamenti a sostegno di acquisti anche di importo contenuto), mentre quello relativo ai prestiti personali è nel frattempo cresciuto dello 0,3% annuo a 13.408 euro.
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