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Così cambiano i bonus per l’immobiliare

La Manovra 2022 licenziata dal Governo rimodella una serie di bonus fiscali che riguardano il settore immobiliare, mentre esclude nuove misure a sostegno dell’acquisto di automobili. Così è opportuno andare a vedere quali saranno i benefici attivi dal prossimo anno.

Pubblicato il 17/11/2021
Bonus fiscali per l'immobiliare previsti per il 2022

La Manovra 2022 licenziata dal Governo rimodella una serie di bonus fiscali che riguardano il settore immobiliare, mentre esclude nuove misure a sostegno dell’acquisto di automobili. Così è opportuno andare a vedere quali saranno i benefici attivi nel 2022 per capire se è il caso di accendere o meno un prestito. Pur nella consapevolezza che ora tocca al Parlamento esprimersi, per cui non sono esclusi cambi di rotta rispetto a quanto deciso dall’esecutivo.

Dopo un lungo tira e molla tra i diversi orientamenti, il Governo ha deciso di rinnovare la possibilità di ricorrere a sconto in fattura o cessione del credito anche nel caso dei lavori che comportano la detrazione del 50% o quella del 65%. Il Governo era orientato a lasciare queste opzioni solo per il Superbonus, ma poi ha cambiato rotta, preoccupato dalla capacità di tenuta complessiva della manovra dinanzi al Parlamento. Al contempo si è preso atto che spesso i costi dei lavori venivano gonfiati inserendo in fattura anche le somme relative alle pratiche burocratiche (l’Agenzia delle Entrate ha rilevato raggiri per 900 milioni di euro, per cui le dimensioni del fenomeno sono verosimilmente di diversi miliardi), per cui è stato introdotto l’obbligo di asseverazione da parte di un tecnico, il quale è chiamato ad attestare che il costo indicato in fattura sia in linea con la media del prodotto in una data provincia (l’esempio classico è quello di una nuova caldaia a bassi consumi ed elevate performance).

I nuovi moduli non sono ancora disponibili sulla piattaforma digitale e questo sta rallentando le richieste di bonus. Ma l’asseverazione ovviamente comporta dei costi che potrebbero risultare eccessivi per lavori di piccolo importo, tanto da rendere poco conveniente procedere.

Facciate, cala la copertura

Il bonus facciate è stato confermato, anche se soltanto per il 2022 (ma l’esperienza passata ha insegnato che spesso i bonus casa che nascono come temporanei, poi vengono prorogati di anno in anno), ma passa dal 90% al 60%. Se fino a ieri la pronuncia delle assemblee condominiali chiamate a deliberare in merito era pressoché scontata, questo passaggio rimette tutto in discussione.

Prosegue anche il cammino il Superbonus 110%, al quale si può ricorrere in caso di lavori che garantiscano un miglioramento di almeno due classi energetiche. Ancora due nei quali il beneficio sarà maggiore della somma spesa, poi nel 2024 la detrazione scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. Tagli importanti che mettono seriamente a rischio nel lungo periodo il ricorso a questo strumento da parte delle famiglie, considerato che il gioco potrebbe non valere la candela, data la complessità delle procedure richieste.

Nulla cambia anche per Superbonus relativo alle villette: viene prevista una mini-proroga al 31 dicembre 2022, senza le modifiche prospettate nelle scorse settimane.

Mobili, tetto più basso

Perde quota anche il bonus mobili, che si attiva solo se l'immobile per il quale si fanno gli acquisti è interessato da interventi di ristrutturazione: la detrazione resta confermata al 50%, ma cala sensibilmente il massimale di spesa. Che passa da 16mila ad appena 5mila euro. Chiaro che, in queste condizioni, è difficile immaginare che la misura possa continuare a coprire metà delle spese, se non per interventi di piccola taglia.

Infine viene confermato il bonus giardini, che ammonta al 36% della spesa, fino a un massimo di 5mila euro di spesa.

A cura di: Luigi dell'Olio

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