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Cessione del quinto e rinegoziazione

Pubblicato il 13/05/2020

Aggiornato il 15/05/2020

Quando si chiede, e si ottiene, un prestito personale con la formula della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, può capitare che, durante il periodo di restituzione del debito, si renda necessaria la sua rinegoziazione.

Attraverso la rinegoziazione della cessione del quinto è possibile ottenere nuovamente liquidità. Vediamo quindi, nei paragrafi successivi, cosa è necessario fare per avviare l’istanza.

La normativa in vigore sulla rinegoziazione della cessione del quinto

L’articolo 39 della Legge 180, varata nel 1950, chiarisce un punto molto importante sul diritto di poter rinegoziare la cessione del quinto, a patto che sia già stato restituito almeno il 40% dell’importo complessivo del debito contratto.

Per fare un esempio pratico: chi ha stipulato un contratto di prestito con cessione del quinto per una durata di 10 anni, potrà chiedere la rinegoziazione dopo il quarto anno.

Diverso è il caso di coloro che hanno sottoscritto un accordo con la banca per un periodo inferiore ai 60 mesi: in casi simili, infatti, il rinnovo della cessione del quinto è consentito anche prima di aver versato almeno il 40% del prestito.

Attenzione però: in questo secondo caso si sarà obbligati e stipulare un nuovo contratto di finanziamento con cessione del quinto ma della durata di 10 anni.

La stessa Banca d’Italia, nel 2019, ha voluto confermare che non è possibile ottenere una rinegoziazione prima dei termini previsti per legge.

Come funziona la rinegoziazione della cessione del quinto

È necessario sapere, prima di procedere con la rinegoziazione della cessione del quinto, che la prassi è la seguente:

  • Si procede all’estinzione anticipata
  • Si chiede un nuovo prestito

Per ciò che riguarda il vecchio prestito, ovviamente non dovranno essere versati gli interessi sui ratei non goduti in quanto estinti anticipatamente. È inoltre un diritto del debitore quello di ottenere che i premi assicurativi non goduti – assicurazione in questo caso obbligatoria – devono essere restituiti dall’istituto finanziario che ha erogato il precedente prestito, nel caso siano stati pagati anticipatamente alla stipula del contratto.

In fase di rinegoziazione, è bene cercare di ottenere condizioni migliori rispetto a quelle precedenti: è sufficiente parlarne con il funzionario della banca che valuterà le singole situazioni e proporrà le soluzioni più vantaggiose per il cliente, ma occorre arrivare preparati.

Rinegoziazione della cessione del quinto: a cosa si deve prestare attenzione?

Ottenere liquidità, in certi periodi, è un’esigenza che può essere impellente, ma che non deve, però, far perdere di vista alcuni punti fondamentali.

Ecco, di seguito, alcuni consigli utili da tenere a mente al momento della richiesta:

  • L’istituto bancario deve calcolare l’estinzione anticipata e produrre il relativo documento, il cosiddetto conteggio estintivo;
  • Chiedere quali saranno tutti i costi da affrontare per estinguere la precedente cessione del quinto;
  • Non dimenticare di chiedere l’importo delle spese di istruttoria della nuova pratica;
  • Rammentare anche di parlare dei ratei dell’assicurazione del precedente prestito, che devono essere recuperati.

Per quanto riguarda il documento di estinzione anticipata, è essenziale che la banca lo produca, in quanto esso contiene elementi molto importanti per il cliente, come per esempio le spese di rinegoziazione, oltre ad altri costi che si devono sostenere, e che a volte non sono dichiarati apertamente. In mancanza non è possibile procedere alla rinegoziazione.

A cura di: Emilia Urso Anfuso

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