Bonus sicurezza in scadenza. La carta del prestito per finanziare i lavori
È partito il conto alla rovescia. A fine 2024 scadrà la detrazione fiscale per chi realizza impianti di videosorveglianza o rafforza gli accessi alle parti comuni dei condomini. Ecco come accedervi e come finanziare eventualmente questa tipologia di intervento.
Il 52,8% degli italiani indica al vertice dei propri timori il furto in casa. Nove milioni di nostri connazionali hanno vissuto questa esperienza traumatica e uno su due conosce vicini e amici che sono stati vittime di intrusioni all’interno delle mura domestiche. I dati, che emergono da una ricerca di Verisure, evidenziano quanto il tema sia avvertito nel nostro Paese, tanto che in molti casi si ricorre a un finanziamento per acquistare e installare impianti di sicurezza che tengano il più possibile lontani i malintenzionati. Un discorso che vale a maggior ragione ora che la detrazione è in scadenza e – per varie ragioni – in tanti potrebbero ritenere più opportuno non intaccare la propria liquidità. Il costo varia in base alle esigenze e può essere sensibilmente abbattuto ricorrendo a un bonus fiscale. Vediamo meglio di cosa si tratta.
Come accedere al bonus sicurezza
I condomini intenzionati a effettuare lavori di miglioramento della sicurezza negli spazi comuni dell’edificio possono accedere al bonus sicurezza, che consente di abbattere il 50% delle spese sostenute. Il massimale è di 96 mila euro e la scadenza (a meno di una proroga è prevista per il 31 dicembre 2024).
La condizione iniziale per accedere alla detrazione è che i lavori vengano approvati dall’assemblea condominiale. Pertanto, data la scadenza ravvicinata, occorre attivarsi da subito, considerato che almeno il pagamento (per l’acquisto dei dispositivi e la manodopera) andrà effettuato entro la fine di quest’anno (attraverso canali tracciabili, come può essere il bonifico), ferma restando la possibilità di completare i lavori nel 2025. La detrazione, accessibile a tutti senza limitazioni di reddito, opera su un arco di tempo decennale, con somme identiche ogni anno. Questa detrazione non è legata alla realizzazione di lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico, per cui non è necessario eseguire tali interventi per accedere al bonus sicurezza.
Quanto ai soggetti interessati, possono accedervi sia i proprietari delle unità immobiliari presenti nel condominio, sia gli inquilini che partecipano alle spese condominiali. I lavori devono riguardare le parti comuni dell’edificio, come gli ingressi, i parcheggi o i cortili.
I lavori incentivati
Il beneficio fiscale viene concesso in relazione a cinque tipologie di lavori:
- porte blindate e portoni di sicurezza, con la sostituzione di quelli vecchi a beneficio dei nuovi più affidabili in termini di sicurezza;
- installazione di sistemi di videosorveglianza (sempre il controllo della parti comuni del condominio);
- realizzazione di cancelli automatici e sistemi di controllo accessi;
- installazione di allarmi per segnalare tentativi di intrusione o pericoli;
- rinforzo di finestre e infissi, intervenendo dunque su tapparelle e altri punti di accesso vulnerabili.
L’accesso al beneficio richiede la presentazione, accanto al verbale assembleare e alle ricevute delle spese, anche dei progetti tecnici e della documentazione relativa agli interventi, con il dettaglio degli interventi e dei costi relativi. L’azienda incaricata dei lavori è chiamata a fornire una certificazione dettagliata delle spese sostenute, inclusi i costi per manodopera e materiali.
Dopo aver effettuato i lavori e completato i pagamenti, il condominio deve inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione di fine lavori e la richiesta di detrazione fiscale, allegando tutta la documentazione raccolta.
Infine una postilla. Interventi di questo tipo possono essere un peso non trascurabile per il singolo condomino, per quanto – come visto – l’accesso a un finanziamento possa consentire di spalmare nel tempo il pagamento. Al tempo stesso va però ricordato che la messa in sicurezza consente di aumentare il valore dell’immobile, aspetto rilevante nel caso in cui si punti poi a rivenderlo, anche magari di là nel tempo.
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