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Bonus revisione, oltre 40mila richieste

Con il bonus revisione si prova a controbilanciare gli aumenti delle tariffe per la revisione di autoveicoli (fino a 35 quintali), motoveicoli, ciclomotori e minibus (fino a 15 posti) nelle officine autorizzate. L'agevolazione è concessa ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta.

Pubblicato il 14/02/2022
meccanico stringe valvola sotto cofano di un'auto
Bonus revisione veicoli sicuri

Bonus revisione, piovono richieste. Sono già 40.796 le persone fisiche che hanno presentato domanda per accedere al contributo. Ben 122 le persone giuridiche. In totale, dunque, 40.918 utenti hanno inoltrato la richiesta per le revisioni effettuate tra il primo novembre e il 31 dicembre 2021.

È quanto risulta dai dati trasmessi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili dopo circa un mese dall’attivazione della piattaforma “Bonus veicoli sicuri”. Al momento sono 23.645 i rimborsi da 9,95 euro in corso di erogazione dalla Motorizzazione civile. Si tratta di un aiuto volto a controbilanciare gli aumenti delle tariffe scattati dal primo novembre 2021 per la revisione di autoveicoli (fino a 35 quintali), motoveicoli, ciclomotori e minibus (fino a 15 posti) nelle officine autorizzate.

Ma non finisce qui. A partire dal primo marzo, infatti, gli utenti potranno richiedere il bonus per le revisioni eseguite dal primo gennaio 2022. Si ha diritto al rimborso soltanto dopo la verifica sulla regolarità della richiesta. Tale agevolazione può essere concessa ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta. Non è possibile richiedere più di un contributo in caso di possesso di due o più veicoli. Il bonus viene erogato per un solo veicolo e soltanto una volta per tutta la durata dell’iniziativa (2021-2023). In caso di veicolo cointestato, il rimborso deve essere richiesto da chi ha gli oneri giuridici del mezzo, ovvero dal primo cointestatario sulla carta di circolazione.

Chi ha inserito una richiesta per un veicolo, ma preferisce eliminarla, può farlo entro tre giorni dall’inserimento della stessa sulla piattaforma. Al contempo può richiedere nuovamente un contributo per lo stesso o un altro veicolo salvo disponibilità di fondi ministeriali. Chi è in possesso di una minicar 50 cc può richiedere il contributo ma dovrà inserire il CIC (riportato sulla carta di circolazione) e selezionare la categoria Ciclomotore. Per chi è in possesso di una minicar con cilindrata superiore a 50cc, per richiedere il contributo è necessario inserire la targa e selezionare la categoria Motoveicolo.

Come richiedere il bonus

La somma viene accreditata direttamente sul conto corrente. I cittadini interessati dovranno accedere alla piattaforma ‘Bonus veicoli sicuri’ attraverso l’identità digitale Spid e compilare il modulo disponibile. Il numero pratica, che si riceverà poco dopo, serve ad identificare univocamente la propria richiesta di contributo. Il numero pratica va sempre conservato: può essere utilizzato, infatti, nel caso possa servire assistenza.

Il rimborso viene effettuato successivamente alla verifica dei dati inseriti. Gli utenti possono sempre controllare lo stato di avanzamento accedendo alla piattaforma e visualizzando lo stato della richiesta associata alla targa.

Con il rimborso di 9,95 euro si prova, così, a compensare l’aumento, pari alla stessa cifra, delle tariffe per la revisione dei veicoli a motore e rimorchi. Il contributo potrà essere chiesto per le revisioni effettuate dal primo novembre 2021, giorno in cui è entrato in vigore l’aumento tariffario, e per i tre anni successivi. 

A partire da novembre, intanto, secondo il decreto firmato dal Ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, anche la revisione dei mezzi pesanti può essere svolta dalle officine esterne, come già avviene per le autovetture.

Fino a qualche mese fa, infatti, la possibilità di effettuare i controlli presso un’officina esterna autorizzata, in alternativa agli uffici delle Motorizzazioni, riguardava i soli veicoli a motore con capienza massima di 16 persone, compreso il conducente, o con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate. Con l’arrivo della nuova disciplina anche la revisione dei mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate – se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata – può essere affidata alle officine autorizzate dalla Provincia competente. Un passo importante per assicurare maggiore sicurezza sugli assi viari e velocizzare i tempi di migliaia di pratiche pendenti negli uffici della Motorizzazione civile di tutta Italia.

A cura di: Tiziana Casciaro

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