Bonus edilizi: ecco chi si salva dopo lo stop alla cessione dei crediti
In alcuni casi residuali la cessione del credito e lo sconto in fattura per finanziare i lavori in campo edilizio sono ancora possibili. Anche se occorre prestare attestazioni incontrovertibili relative alla data nella quale sono state ottenute le autorizzazioni necessarie.
Chi ha ottenuto la Cila prima del 17 febbraio può ancora contare sullo sconto in fattura o sulla cessione del credito. Lo stesso vale per il condominio con delibera risalente allo scorso anno. Mentre chi è incapiente può battere la strada del comodato per il proprio figlio.
Il divieto alla cessione dei crediti decisa dal governo lascia salvi alcuni casi ed è fondamentale attivarsi tempestivamente prima di eventuali, nuovi interventi normativi restrittivi. Negli altri casi, non resta che effettuare il pagamento – se del caso ricorrendo a un prestito per la ristrutturazione – e poi detrarre in dichiarazione dei redditi la spesa.
Penalizzate le categorie più deboli
Secondo le stime de Il Sole 24 Ore, sono ben sette milioni i contribuenti italiani tagliati fuori dai bonus, a cominciare dai titolari di partita Iva che accedono al regime forfettario (sono circa 2,1 milioni di persone) e che pertanto non possono usufruire di deduzioni e detrazioni. Fino a questo provvedimento utilizzavano la cessione del credito, strada ormai non più praticabile.
Poi ci sono gli incapienti (4,9 milioni), vale a dire coloro che non devono pagare imposte dopo la detrazione da lavoro/pensione. Il sistema della cessione dei crediti era stato pensato in prima battuta per loro, per evitare soprattutto che ponessero il veto all’avvio dei lavori di ristrutturazione.
Già così si arriva a 7 milioni, ma in realtà la cifra è anche più alta se si considerano i residenti all’estero (5,9 milioni), alcuni dei quali hanno immobili nella Penisola. Senza dimenticare chi ha margine per detrarre, ma non abbastanza da sfruttare in pieno le agevolazioni più corpose come il Superbonus.
Infatti, dai dati dell’Enea, emerge che la spesa media per chi ha avuto accesso a questa misura è stata di 113.845 euro per le unifamiliari e 96.877 euro per le unità indipendenti, mentre per i condomini si scende a 44.616 euro di detrazione a testa, cioè quattro rate annuali da 11.154 euro ciascuna. Si tratta di livelli molto alti per la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani.
Le categorie risparmiate
Ci sono alcuni casi in cui l’accesso ai bonus immobiliari è ancora possibile. Se ad esempio i lavori sono iniziati prima del 17 febbraio 2023 (data in cui è stato approvato il decreto legge), c’è ancora la possibilità di effettuare la cessione del credito. A patto che la data sia provata con apposta dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Il proprietario di un’abitazione, con Irpef incapiente, potrebbe poi far pagare al proprio figlio capiente i bonifici agevolati con il sisma bonus ordinario, a patto di fargli sottoscrivere un contratto di comodato, da registrare con tutte le indicazioni del caso.
Inoltre, non si rientra nella stretta in caso di Cilas approvata prima del 12 novembre scorso. Pertanto tutti i pagamenti effettuati entro il 31 dicembre 2023 potranno essere ceduti a terzi.
Crediti in sospeso
Stesso discorso se è stata presentata la Cila prima del 17 febbraio per lavori come la sostituzione degli infissi. A questo proposito occorre però considerare un altro aspetto: ci sono molti casi di contribuenti che potrebbero ancora effettuare cessioni dei crediti e sconti in fattura, ma non trovano banche e imprese disposte a rilevarli. Un nodo di difficile soluzione, dato che si tratterebbe di incidere sulle capienze fiscali di soggetti privati.
Articoli correlati
Il cedolino della pensione di ottobre 2026 consente di verificare l’importo dell’assegno e le eventuali variazioni dovute ai conguagli fiscali. Scopri come consultarlo sul portale INPS e tramite l’app dell’Istituto, prima dell’accredito previsto per il primo ottobre.
Buone notizie per chi ha meno di 35 anni, per le donne e le imprese del Mezzogiorno. Lo scorso 28 febbraio il Parlamento ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto legge (n.200) che proroga il pacchetto di incentivi previsti dal cosiddetto Decreto Coesione. Ecco cosa prevede nel dettaglio.
Il profilo dei lavoratori privati che si rivolgono alla cessione del quinto è interessante: l'età media si attesta a 42 anni. Questa fascia di età riflette una situazione lavorativa generalmente stabile, un requisito fondamentale per accedere a questo tipo di prestito. Infatti, la cessione del quinto richiede non solo una posizione lavorativa solida, ma anche che l'azienda garantisca il rimborso delle rate per conto del debitore.
Guide correlate
Molti pensionati cercano un finanziamento con rata prevedibile, senza il rischio di dimenticare scadenze o di vedersi cambiare l’importo mese per mese. Per capire se la cessione del quinto per pensionati sia adatta, conta più la quota cedibile certificata che il semplice limite del 20%.
La legge 180/50 regola la cessione del quinto, una forma di finanziamento sicura per lavoratori e pensionati. In questa guida esploreremo come funziona: requisiti, vantaggi, tutele e le ultime novità normative per un accesso al credito semplice e trasparente.
Cos'è la cessione del quinto e come funziona
La cessione del quinto è un prestito che non può eccedere il quinto della retribuzione netta. Nasce per i dipendenti statali nel 1950 per essere poi esteso ai dipendenti privati e ai pensionati nel 2005.
Nella sezione News di PrestitiOnline.it riportiamo le novità del mercato dei finanziamenti e dei settori ad esso collegati con articoli scritti da professionisti esperti di prestiti e credito al consumo che collaborano con importanti testate nazionali e scrivono su blog specializzati. Puoi contattare la Redazione all'indirizzo: redazione@mavriq.com.
PrestitiOnline.it è un marchio di MutuiOnline S.p.A., società che fa parte di Moltiply Group S.p.A., quotato al segmento STAR di Borsa Italiana. PrestitiOnline.it opera in qualità di broker e garantisce una totale imparzialità e autonomia rispetto a gruppi bancari e società finanziarie confrontati; il servizio è gratuito per il cliente, sono gli istituti finanziari convenzionati con PrestitiOnline che si fanno carico della commissione.