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Bonus casa: cambiamenti in vista

Le risorse finanziarie sono limitate, per cui è meglio concentrare gli incentivi su pochi obiettivi, scegliendo le priorità soprattutto laddove ci siano condizioni di particolare disagio economico. È su questa linea che si muove il legislatore per la riforma dei bonus casa.

Pubblicato il 06/06/2023
pianta e scritta bonus
Verso il riordino dei bonus casa

Non c’è pace per i bonus casa. Dopo l’ultimo ritocco al Superbonus, che ha provato a sbloccare la situazione relativa alla cessione dei crediti, il settore sembrava avviarsi verso una relativa stabilità. Condizione da più parti sottolineata come indispensabile per riattivare gli investimenti. E invece si fa strada l’ipotesi di una riforma complessiva delle agevolazioni per i lavori relativi agli immobili. Cerchiamo di capire cosa potrebbe accadere.

I cambiamenti in vista per i bonus casa

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nelle ultime settimane diverse associazioni hanno pubblicato studi dai quali emergono i limiti degli attuali bonus, molti dei quali hanno finito col produrre risultati parecchio difformi rispetto alle previsioni iniziali. In particolare l’Ance (associazione nazionale costruttori edili) ha messo a punto una roadmap che sottolinea la necessità di mettere al centro la riqualificazione degli immobili più energivori, e consentire l’accesso alle agevolazioni a tutti i contribuenti, compresi quelli a reddito più basso spesso esclusi dalle misure più recenti per carenza di redditi da compensare. Secondo i costruttori, date anche le difficoltà dei conti pubblici, occorre concentrare le agevolazioni sugli edifici che abbisognano di interventi più radicali, garantendo la piena copertura, da parte dello Stato, “dei costi a carico dei soggetti a più bassa capacità reddituale”. Questo nella consapevolezza – a leggere il documento dell’associazione – che occorre “rendere sostenibile nel tempo l’impatto degli incentivi sulle finanze pubbliche, stanziando annualmente appositi fondi a copertura degli stessi e prevedendo adeguati meccanismi di controllo dei costi e dei benefici per l’Erario”.

Poi è importante adottare misure che siano effettivamente realizzabili. Come sottolineato di recente dal presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, “è inutile stabilire grandi incentivi – anche superiori al 50%, 60%, 70% – quando poi sappiamo che senza strumenti come la cessione del credito in moltissimi casi non c’è la possibilità di effettuare lavori, specie in condominio”.

A fine 2024 si chiuderà l’esperienza del Superbonus, che nel corso dell’ultimo anno ha reso molto più restrittive le condizioni d’accesso, ma intanto continua ad assorbire risorse pubbliche per gli impegni presi nel passato.

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La necessità di superare le sovrapposizioni

Il riordino è necessario anche per un’altra ragione. Per alcuni lavori esistono contemporaneamente più agevolazioni, con requisiti e percentuali differenti. Altre agevolazioni (come per bonus barriere architettoniche) sono nate con una finalità, ma hanno trovato un’applicazione distorta.

L’altra priorità sarà di massimizzare l’efficienza energetica degli interventi agevolati: il principio è che ogni euro andrà speso per lavori che portino il massimo risultato possibile. Su questo verranno in aiuto i dati già a disposizione dell’Enea. I tempi dell’operazione, comunque, non saranno brevi: si parla di uno schema di riforma entro l’autunno per avviare il riordino nel 2024. Sempre che non ci siano rallentamenti, resistenze, altre priorità da approfondire.

Una volta che sarà approvata la delega fiscale dal Parlamento, il Governo conta di varare i primi testi unici. Sempre che si sviluppi celermente il dialogo con le associazioni di settore. D’altro canto non si potrà andare troppo lunghi se davvero l’obiettivo è di utilizzare con questa finalità parte delle risorse che rientrano nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’edilizia è uno di quei settori in cui è più rapida la messa a terra dei progetti scritti su carta (molto più, ad esempio, delle iniziative che richiedono bandi), ma la finestra per la riforma del Pnrr si è aperta qualche settimana fa e dovrà essere chiusa al più presto.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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