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Banca d’Italia: prestiti in aumento a gennaio

I prestiti concessi alle famiglie in gennaio sono aumentati del 2,2 per cento, mentre i depositi sono cresciuti del 12,3 pct. Lo rende noto Banca d’Italia, precisando che nello stesso periodo i tassi applicati sui mutui per l’acquisto di abitazioni sono rimasti stabili, all’1,61 pct.

 

Pubblicato il 17/03/2021

I prestiti concessi al settore privato continuano ad aumentare, seppur con meno forza di quella vista a dicembre, in parte per gli effetti della crisi generata dalla pandemia da coronavirus e in parte per la crescente propensione degli italiani ad accantonare liquidità per via precauzionale.

A gennaio, infatti, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 4,3 per cento sui dodici mesi, contro il +4,7 per cento registrato nel mese precedente. È quanto emerge dal rapporto ‘Banche e moneta: serie nazionali’ che Banca d’Italia redige mensilmente.

Lieve limatura del trend di crescita

Nel dettaglio, secondo il report di Via Nazionale, i prestiti alle famiglie nel primo mese dell’anno sono aumentati del 2,2 per cento sui dodici mesi, in lieve rallentamento rispetto al ritmo osservato in dicembre (+2,3 per cento). Lieve limatura anche per la crescita dei prestiti concessi alle società non finanziarie, aumentati a gennaio del 7,2 per cento, contro il +8,3 per cento nel mese precedente.

Aumentano i depositi e scende la raccolta obbligazionaria

L’andamento dei depositi rivela la prudenza con cui gli italiani stanno guardano al futuro più prossimo, soprattutto all’indomani dell’introduzione delle nuove norme europee. A gennaio, infatti, i depositi del settore privato sono cresciuti del 12,3 per cento sui dodici mesi (contro il +11,1 registrato in dicembre). A questo proposito vale la pena segnalare che il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha precisato che la nuova definizione di default non modifica nella sostanza le segnalazioni alla Centrale dei Rischi, e non ha riflessi diretti sugli sconfinamenti, sulla classificazione a sofferenza o sul pagamento delle utenze sui conti correnti.

Sempre nel mese di gennaio, secondo i dati dell’Istituto centrale, la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,4 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-5,4 a dicembre). Le sofferenze sono nel frattempo diminuite del 19,3 per cento sui dodici mesi (in dicembre la riduzione era stata del 19,5 per cento): questa variazione – precisano in Via Nazionale - può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Tassi sui mutui stabili all’1,61%

In gennaio i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,61 per cento (invariati rispetto a dicembre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono cresciuti all’8,03 per cento dal 7,69% del mese precedente.

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,18 per cento (1,38 in dicembre), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,84 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,78 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,32 per cento (0,33 nel mese precedente).

Aumentano i titoli di Stato nei portafogli delle banche

Per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane nel mese di gennaio possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 426,54 miliardi di euro.

Ancora una volta si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle di Banca d’Italia, è rappresentata dai Btp: a dicembre sono aumentati a 300,73 miliardi dai 298,83 miliardi del mese precedente. Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (67,41 miliardi contro 67,46 miliardi). I Bot detenuti ammontavano invece a 15,22 miliardi (9,62 miliardi) e i Ctz a 14,48 miliardi (13,66 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

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