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Banca d’Italia: prestiti ai privati in aumento a maggio

Nel mese di maggio, secondo i dati di Banca d’Italia, i prestiti concessi ai privati sono aumentati in totale del 3,8 per cento e quelli alle famiglie del 4 per cento, in linea col mese precedente. Quarto aumento mensile consecutivo per i tassi sui mutui, saliti all’1,76 per cento.

Pubblicato il 15/07/2021
Andamento dei prestiti al settore privato nel corso del mese di maggio

I prestiti erogati ai privati sono in costante accelerazione, sia alla luce della ritrovata fiducia delle famiglie nell’economia del Paese (e, di riflesso, nelle loro capacità di spesa) sia come effetto fisiologico rispetto alla gelata accusata dal credito nei primi mesi del 2020, durante la fase critica della pandemia.

I dati pubblicati da Banca d’Italia, tramite il suo tradizionale rapporto ‘Banche e moneta: serie nazionali’, confermano, infatti, un quadro all’insegna dell’ottimismo: in maggio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono complessivamente cresciuti del 3,8 per cento sui dodici mesi, performance che si confronta con il +3,7% del mese precedente.

+4% i finanziamenti concessi alle famiglie

Nel dettaglio, i prestiti concessi alle famiglie sono aumentati in maggio del 4 per cento sui dodici mesi (in linea con il mese precedente). Ma chi sono gli italiani che chiedono in questo momento i finanziamenti? Vale la pena sottolineare, secondo i dati di CRIF, il grande attivismo manifestato dai giovani nel primo semestre di quest’anno, con gli under 35 arrivati a rappresentare il 23% del totale delle richieste (contro il 25,3% coperto dalla fascia di età maggiormente rappresentata, quella compresa tra i 45 e i 54 anni). Tornando ai dati di Via Nazionale, i prestiti concessi alle società non finanziarie sono aumentati in maggio del 4,6 per cento (+4,5 per cento in aprile).

Rallenta ancora la corsa dei depositi

Nello stesso periodo i depositi del settore privato sono cresciuti dell’8,8 per cento sui dodici mesi, in rallentamento rispetto alla tendenza osservata in aprile (+9,6%). la raccolta obbligazionaria è diminuita del 4,9 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-4,5 in aprile). Contemporaneamente le sofferenze sono diminuite del 20,7 per cento sui dodici mesi (in aprile la riduzione era stata del 18,3 per cento). La variazione, precisa Banca d’Italia, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Dal report di maggio arriva la conferma che i tassi applicati ai mutui sono tornati a puntare al rialzo, in modo più accentuato rispetto a quanto visto negli ultimi mesi. Nel mese, secondo il report, i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono infatti collocati all’1,76 per cento (1,74% in aprile). Si tratta del quarto incremento mensile consecutivo per questo tipo di tassi, passati dall’1,61% di gennaio (e dicembre dello scorso anno) all’1,64% di febbraio e poi all’1,72% di marzo). Lieve spunto al rialzo anche per i tassi applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo, al 7,98 per cento dal 7,95 del mese precedente.

In calo i saggi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie

Hanno corretto la direzione invece i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, sono stati pari all’1,13 per cento (1,19 in aprile), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,81 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,70 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,32 per cento (come nel mese precedente).

In aumento i titoli di Stato nei portafogli delle banche

Per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane nel mese di maggio possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 429,72 miliardi di euro (+2,7% da inizio anno). Come solito, si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle di Banca d’Italia, è rappresentata dai Btp: in aprile sono aumentati a 307,56 miliardi dai 305,11 miliardi del mese precedente. Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (71,78 miliardi contro 70,43 miliardi). I Bot detenuti ammontavano invece a 13,24 miliardi (12,8 miliardi) e i Ctz a 15,28 miliardi (14,49 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini

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