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Banca d’Italia: aumentano i prestiti a privati e imprese

In Italia crescono le richieste di finanziamento sia alle famiglie sia delle imprese. In agosto i prestiti ai privati sono complessivamente aumentati del 3,6 pct, mentre i tassi per l’acquisto di case sono tornati a salire. Lo rende noto Banca d’Italia.

Pubblicato il 16/10/2020

Sull’economia italiana torna lentamente il sereno: ci sono più richieste di prestiti sia dai privati sia dalle imprese, cosa che ha determinato un rialzo pressoché generalizzato dei tassi, il primo dopo mesi in calo. Agosto comunque da una parte registra la ritrovata fiducia dei cittadini che, come rileva Confesercenti, hanno iniziato a percepire un miglioramento della situazione seppur all’interno di uno scenario di crisi. Dall’altra, Banca d’Italia segnala che nel terzo trimestre “il pessimismo delle imprese circa la situazione economica generale corrente si è attenuato rispetto a quello manifestato tre mesi prima”. In particolare, il saldo negativo tra giudizi di miglioramento e di peggioramento si è drasticamente ridotto (a -6 punti da -89), tornando sui livelli comparabili a quelli antecedenti alla crisi.

+3,6% a luglio i finanziamenti al settore privato

A segnalare la svolta è il positivo andamento del mercato del credito. In agosto i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti a un ritmo superiore rispetto a quanto visto in luglio: del 3,6 per cento sui dodici mesi (+2,8 nel mese precedente). È quanto riporta il rapporto di Via Nazionale ‘Banche e moneta’. Nel dettaglio i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,9 per cento sui dodici mesi (1,7 in luglio), mentre quelli alle società non finanziarie hanno accelerato in modo più significativo, del 6 per cento rispetto al +4,5% del mese di luglio.

Rallenta la crescita dei depositi

Sempre in agosto i depositi del settore privato sono cresciuti del 7,1 per cento sui dodici mesi (contro il 7,8 in luglio), mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,3 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-7,6 in luglio). Le sofferenze sono diminuite del 14,7 per cento sui dodici mesi (in luglio la riduzione era stata del 15,2 per cento). La variazione, precisa la nota ufficiale, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

I tassi per l’acquisto di case tornano a salire

I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, hanno registrato un aumento, all’1,67 per cento (dall’1,59), il primo dopo che questo saggio aveva aggiornato in luglio per il terzo mese di seguito il minimo dal gennaio 2003, ovvero da quando Via Nazionale ha iniziato questa rilevazione. Lo scorso agosto i tassi applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono saliti al 7,82 per cento (dal 7,68 del mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,15 per cento (1,19 in luglio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,69 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,85 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,34 per cento (come in luglio).

I titoli di Stato nei portafogli delle banche

Per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane in agosto possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 450,87 miliardi di euro, in aumento dello 0,8% dai 447,46 miliardi del mese precedente. Dalla fine dello scorso dicembre l’ammontare è salito del 17,5%. Si conferma che buona parte di questo portafoglio titoli, secondo le tabelle pubblicate da Banca d’Italia, è rappresentata dai Btp: a luglio sono saliti a 314,56 miliardi dai 313,7 miliardi del mese precedente. Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (70,49 miliardi contro 69,23 miliardi del mese precedente) e poi i Bot (18,27 miliardi contro 17,20 miliardi) e i Ctz (19,03 miliardi contro 18,72 miliardi).

 

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

banca d§italia famiglie tassi depositi

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