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Auto: vendite in marcia indietro anche a febbraio

Nel mese di febbraio le immatricolazioni di nuovi veicoli in Italia sono diminuite del 12,34 pct annuo a poco meno di 143mila unità: il paragone è con l’ultimo mese prima dell’esplosione della pandemia. Gli esperti chiedono il rifinanziamento degli incentivi, ormai in via di esaurimento.

Pubblicato il 09/03/2021

La crisi si fa ancora sentire per il mercato automobilistico italiano, che continua ad andare a marcia indietro: a febbraio sono state immatricolate 142.998 automobili, con una contrazione del 12,34% rispetto a un anno fa, quando ne erano state vendute 163.124 unità.

Secondo i dati della Motorizzazione, la contrazione consolidata nei primi due mesi del 2021 è pari a -13,1 per cento (dopo il -13,93% accusato nel solo mese di gennaio). Sono le conseguenze, dicono gli esperti, del riacutizzarsi della pandemia da coronavirus e del progressivo esaurimento degli incentivi varati dal Governo. Uno scenario che, stimano gli addetti ai lavori, non permette di essere ottimisti nel prosieguo dell’anno.

Il paragone è sull’ultimo mese pre-Covid del 2020

Nel valutare questo calo occorre considerare due elementi importanti. In primo luogo, secondo l’analisi che arriva da Promotor, il fatto che febbraio dello scorso anno è stato l’ultimo mese ‘normale’ - cioè non ancora interessato dagli effetti della pandemia - anche se i primi provvedimenti anti-covid furono adottati già il 23 del mese.

In secondo luogo, il confronto tra febbraio di quest’anno è quello del 2020 è inficiato dal fatto che nell’era del Covid si è molto ridotto il ricorso ai chilometri zero (auto immatricolate destinate al mercato dell’usato). Sulla base di questi elementi il calo del 12,3% di febbraio non è positivo, ma non può essere considerato fortemente negativo.

Gli effetti della pandemia si allungano

Questa situazione dipende dalla somma algebrica degli effetti di due fattori di segno opposto. Da un lato c’è la forte correlazione tra le limitazioni agli spostamenti e l’acquisizione di ordini, e quindi, se la pandemia accelera non cala solo la propensione all’acquisto legata al quadro economico, ma anche il numero di persone che vanno alle concessionarie.

Dall’altro lato è forte il sostegno alla domanda degli incentivi previsti con la Finanziaria per il 2021 anche per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 61 a 135 gr/km, decisamente più interessanti per la maggior parte del pubblico di quelli in vigore per le auto con emissioni tra 0 e 60 gr/km di CO2. Questo, secondo Promotor, non accade tanto per una scarsa sensibilità ecologica quanto per il fatto che, per le auto elettriche e ibride (plug-in), ci sono ancora fortissime carenze nella diffusione delle infrastrutture di ricarica.

Gli squilibri degli incentivi

La nota di Promotor evidenzia che, mentre lo stanziamento per gli incentivi alle auto ‘verdi’ (da 0 a 60 gr/km di emissioni di CO2) è più che sufficiente per far fronte alle richieste nell’intero anno (come accaduto negli ultimi due anni), lo stanziamento per le vetture con alimentazione tradizionali con emissioni non superiori a 135 gr/km di CO2 si sta esaurendo molto rapidamente.

Infatti, dal giorno dell’apertura delle prenotazioni degli incentivi 2021 (da 18 gennaio), ben 155 dei 250 milioni stanziati per l’acquisto di queste auto sono stati prenotati e si può prevedere che lo stanziamento si esaurirà intorno al 25 marzo. In aprile le vendite potrebbero essere ancora sostenute dagli incentivi già prenotati, ma da maggio l’effetto congiunto dell’accelerazione della pandemia e la fine dei bonus potrebbe rallentare il mercato.

Il rimbalzo del Pil passa anche attraverso il mercato dell’auto

L’obiettivo del Governo è sostenere l’economia del Paese, per raggiungere quest’anno quantomeno l’incremento del 4% del Pil previsto dall’Istat. Ma il raggiungimento di questo obiettivo, stima Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, non è compatibile con un settore dell’auto al collasso.

Occorre quindi che l’Esecutivo rifinanzi immediatamente gli incentivi per le auto più richieste dal pubblico. Come, d’altra parte, è indispensabile – aggiunge Quagliano - che il Recovery Plan preveda interventi significativi per sostenere il settore dell’automobile che è strategico anche per la transizione ecologica.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

auto immatricolazioni italia promotor

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