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Auto Ue: -76,3 pct le vendite in aprile, calo record

Pubblicato il 25/05/2020

Era scontato: in aprile c’è stato in Europa un nuovo, pesante cedimento delle immatricolazioni di veicoli. Le immatricolazioni sono diminuite nel mese del 76,3% tendenziale a 270.682 unità (contro 1,14 milioni di un anno fa), che ha portato a -38,5% il saldo accumulato nel primo quadrimestre dell’anno in corso. Si tratta, ha reso noto l’Acea, l’Associazione dei produttori di auto europei, del più ampio ribasso da quando è iniziato questo tipo di rilevazione. È il peggiore calo di sempre anche guardando l’insieme del mercato dell’Europa Occidentale (Ue+Regno Unito+Efta): -78,3% a 292.182 vetture.

La performance peggiore è dell’Italia

Non sorprende, in quanto si tratta della diretta conseguenza della chiusura di quasi tutte le concessionarie, avvenuta nell’ambito delle misure restrittive prese dai vari Governi per contrastare la pandemia da coronavirus. Tutti i mercati dei 27 Paesi Ue hanno accusato flessioni a doppia cifra: le più ampie sono state registrate dall’Italia (97,6%) e dalla Spagna (96,5%). Marcate anche le contrazioni scritte dagli altri principali mercati: dalla Germania (-61,1%) alla Francia (-88,8%). Tutti scrivono un segno meno nel saldo dei primi quattro mesi dell’anno: Italia -50,7%, Spagna -48,9%, Francia -48% e Germania -31%.

L’emergenza Covid-19 ha colpito un settore già debole

La causa principale di questi risultati catastrofici, secondo il Centro Studi Promotor, “è naturalmente l’emergenza coronavirus, anche se va sottolineato che il mercato auto dell’Europa Occidentale era già debole anche prima del manifestarsi della pandemia”. Come si è visto, ha affermato al riguardo Gian Primo Quagliano, “la situazione peggiore è quella dell’Italia e le prospettive per i prossimi mesi restano cupe”. E questo, aggiunge, “per il fatto che il Decreto Rilancio ha completamente ignorato l’esigenza, avvertita ovunque in Europa, di rilanciare la domanda di autovetture con incentivi alla rottamazione che prevedano anche l’acquisto di vetture nuove di ultima generazione con alimentazione tradizionale”.

Promotor, gara tra amministrazioni contro l’auto

E non solo. “Mentre emerge ovunque, con grande chiarezza, che l’automobile è il mezzo di trasporto più sicuro per evitare il contagio da coronavirus, nel nostro Paese si sta assistendo – rincara la dose Quagliano - a una gara tra amministrazioni pubbliche di vario livello per introdurre nuove limitazioni alla circolazione di autovetture con sovrano disprezzo dell’esigenza assolutamente prioritaria di salvaguardare la salute pubblica”.

In Germania ritengono inevitabili a breve gli incentivi auto

Venendo alla situazione degli altri Paesi che, insieme all’Italia, costituiscono il gruppo dei maggiori mercati dell’Europa Occidentale, va detto innanzitutto che il risultato meno catastrofico della Germania è dovuto al fatto che nell’ultima decade di aprile le concessionarie tedesche erano aperte. E ciò senza, peraltro, produrre un sostanziale miglioramento delle vendite, come rileva Reinhard Zirpel, presidente dell’associazione dei costruttori di auto della Germania, che ha anche affermato che “a breve termine sarà inevitabile un programma di stimoli economici all’automobile”. Ovunque, sottolineano ancora dal Centro Studi Promotor, si invocano incentivi all’automobile, comparto che riveste un doppio grande ruolo: è un mezzo il cui utilizzo (a scapito dei mezzi pubblici) previene il contagio da coronavirus e rappresenta un importante volano per la ripresa economica globale.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

incentivi auto immatricolazioni acea coronavirus

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