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Auto nuove: nel 2019 rincarate, mentre l’usato perde appeal

Pubblicato il 05/02/2020

I prezzi delle auto nuove salgono, anche in un modo significativo, mentre quelli delle auto usate scendono. Detta così la dinamica risulterebbe data per scontata, invece è un segnale importante su dove sta andando il mercato e, in particolare, su come gli automobilisti italiani si stanno preparando all’imminente ondata tecnologica e ‘green’ che investirà il settore dei trasporti mondiale. Una svolta che, direttamente e indirettamente, sta interessando anche le officine e, più in generale, tutto il comparto dell’assistenza. Lo rivela l’Osservatorio Autopromotec.

+2,5% prezzi auto nuove contro un’inflazione dello 0,6%  

Nel 2019, secondo un’elaborazione degli indici Istat dei prezzi al consumo per l’intera collettività, i prezzi delle autovetture nuove in Italia sono aumentati mediamente del 2,5% su base tendenziale. Si tratta di un aumento importante, soprattutto se si considera che è di oltre quattro volte superiore a quanto registrato dal tasso di inflazione (+0,6%) nello stesso periodo. Alla crescita dei prezzi delle vetture nuove si è per altro contrapposta la diminuzione delle quotazioni delle auto usate, che nell’anno che si è appena chiuso sono calate del 2,7%.  

Un trend di fondo che dura da anni

Tornando all’Osservatorio, l’aumento dei prezzi delle auto nuove è un fenomeno che prosegue in maniera consolidata da diverso tempo. Nel 2017, infatti, l’indicatore delle quotazioni dei nuovi veicoli già faceva registrare un aumento medio sull’anno precedente dello 0,9% (+1,2% l’indice Nic). I prezzi delle nuove auto sono poi ulteriormente cresciuti nel 2018 (+1,9% sul 2017), per poi il +2,5% del 2019. Secondo Autopromotec, il rincaro visto in questi anni è giustificato dalla tendenza dei produttori a offrire tecnologie, contenuti e software sempre più sofisticati a bordo. 

L’usato scivola per colpa della demonizzazione del diesel

In controtendenza invece sono andati i prezzi dell’usato, con le relative quotazioni scivolate del 2,6% nel 2017, del 3,3% nel 2018 e, quindi, del 2,7% durante lo scorso anno. Una dinamica negativa su cui ha pesato non poco limiti di inquinamento più stringenti e, soprattutto, la demonizzazione del diesel. Quest’ultimo fattore, in particolare, ha determinato un rallentamento da parte degli automobilisti nella decisione di sostituire le vecchie vetture a gasolio: un comportamento che ha ‘svalutato’ di fatto le vetture usate con questo tipo di motorizzazione. 

I servizi dell’assistenza aumentano dell’1,5%

Nel 2019 i prezzi dei servizi per l’assistenza hanno registrato un incremento dell’1,5%, in un mercato che - pur mostrando una certa linearità con il trend degli anni precedenti - continua a prendere atto che i nuovi veicoli hanno sempre meno bisogno di riparazioni. Entrando nel dettaglio delle singole voci, solo quella relativa alla manutenzione e alla riparazione ha registrato un incremento leggermente più marcato (+1,6%). In misura più contenuta, invece, sono saliti i prezzi di lubrificanti (+0,9%) e ricambi/accessori (+0,4%), mentre quelli dei pneumatici sono rimasti invariati. La ricerca, gli investimenti e la tecnologia fanno sì che i veicoli oggi messi in commercio offrano maggiori garanzie rispetto al passato. Di riflesso sta cambiando rapidamente la figura del meccanico così come l’abbiamo conosciuta finora: domani sarà specializzato in elettronica e interconnessione. In altre parole indosserà più il camice bianco che la tradizionale tuta blu.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

autopromotec auto nuove auto usate inflazione istat

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