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Auto: lenta risalita tra incentivi e nuova fiscalità

A luglio le vendite di nuove auto sono diminuite dell'11 pct annuo. Nei primi sette mesi le immatricolazioni sono calate del 42 pct, recando danni sia al fatturato del settore sia all'Erario. L'avvio degli incentivi predisposti anche per gli Euro 6 ha ridato ossigeno a un mercato ancora in sofferenza. 

Pubblicato il 13/08/2020

È sempre negativo il bilancio di luglio del mercato dell’auto italiano, ma meno rosso del mese precedente. I veicoli immatricolati sono stati infatti 136.455, in calo dell’11,01% su base tendenziale: una contrazione sempre importante, ma che si contrappone al pesante tonfo che ha contraddistinto gli ultimi quattro mesi (marzo -85,39%, aprile -97,55%, maggio -49,55%, giugno -23,13%). La lenta risalita rispetto al ‘dramma’ vissuto dal mercato durante l’apice dell’emergenza sanitaria, secondo l’analisi di Promotor, è conseguente al fatto “che la pandemia non ha influito sull’interesse degli italiani per l’automobile e probabilmente ciò anche perché oggi l’automobile è il mezzo di trasporto più sicuro contro il contagio”

-41,72% le vendite in 7 mesi, un danno per fatturato ed Erario

Pur considerando il miglioramento della situazione resta il fatto che il bilancio dei primi sette mesi presenta un quadro “di una gravità inaudita”: le vendite di autovetture sono crollate da quota 1.236.520 del gennaio-luglio 2019 a quota 720.620 del gennaio-luglio 2020. Il calo è pari al 41,72% e di 515.900 unità per numero di autovetture e ciò con effetti pesanti per il settore, che ha perso nei primi sette mesi dell’anno circa 9,6 miliardi di euro di fatturato e per l’Erario che, soltanto per l’Iva sulle auto immatricolate in meno, accusa un minor gettito di 2,1 miliardi di euro.

Quagliano, agevolare la transizione all’elettrico

Le prospettive per gli ultimi mesi del 2020 appaiono però positive. Lo sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, secondo cui “il Decreto Rilancio nella sua prima formulazione praticamente ignorava l’automobile, in sede di conversione in legge è stato però accolto l’emendamento Benamati, sostenuto dalla maggioranza e da larghi strati dell’opposizione, che tiene conto del principio che, nella difficilissima congiuntura attuale e in generale nella lunga e appena cominciata transizione all’elettrico, occorre sostenere anche l’acquisto di autovetture Euro 6 con alimentazioni tradizionali perché è dalla vendita di questo tipo di auto che vengono le risorse per la transizione all’elettrico”.

Già moltissime richieste per il bonus

Gli incentivi in vigore, che riguardano anche le auto Euro 6 con qualsiasi alimentazione ma con emissioni di CO2 fino a 110gr al km, sono stati accolti molto favorevolmente. Il clima di fiducia degli operatori, calcolato dal Centro Studi Promotor sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali mensili, è balzato da quota 27,7 di fine giugno a quota 40,5 di fine luglio e, per quanto riguarda il pubblico, va detto che nel primo giorno di validità degli incentivi, cioè sabato primo agosto, moltissime sono state le richieste per i nuovi bonus. Ma nonostante ciò agli esperti appare impossibile che quest’anno venga raggiunto il livello delle immatricolazioni del 2019: 1,19 milioni di unità.

Ora si gioca la partita della fiscalità per le auto aziendali

La partita degli incentivi non è però ancora conclusa. Lo stesso Onorevole Benamati, ricorda la nota di Promotor, ha dichiarato a Quattroruote che intende proporre l’eliminazione di una grave anomalia che da decenni affligge il settore dell’auto in Italia: la gravissima discriminazione fiscale delle auto aziendali rispetto agli standard europei e cioè le limitazioni italiane alla detraibilità dell’Iva e alla deducibilità dei costi di esercizio. Se questa proposta andasse in porto con uno dei provvedimenti che sono al momento allo studio e fosse operativa da settembre, l’obiettivo di portare le immatricolazioni del 2020 sui livelli dello scorso anno potrebbe diventare un po' meno impossibile.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

auto immatricolazioni vendite promotor coronavirus

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