Auto elettrica: quanto è davvero sostenibile?
Analizzando l’intero ciclo di vita di un’auto, dalla produzione alla rottamazione, emerge che le vetture elettriche impattano sull’ambiente il 30 per cento in meno rispetto agli altri tipi di motorizzazione. Sul tasso di sostenibilità influiscono anche il tipo di guida e l’uso di energia pulita.
La mobilità, al momento, è il principale cardine della transizione energetica: tutti parlano di motori endotermici da abbandonare a favore dell’auto elettrica. Tuttavia, ai più l’industria dell’auto e la tecnologia non sono pronti per affrontare questo passaggio, a causa dei notevoli ritardi infrastrutturali (pochi punti di ricarica) e dei problemi tecnici (quanto dureranno le batterie? che fine faranno?). Altroconsumo, in collaborazione con ICRT, la rete internazionale di organizzazioni di consumatori di cui fa parte, studiando l’impronta ecologica durante il ciclo di vita di oltre 60 auto (elettriche, a benzina, diesel e ibridi), ha cercato di capire se l’auto elettrica è davvero una scelta sostenibile.
Efficacia dell’ecobonus e il progetto RESSS
I veicoli sono stati sottoposti all’analisi del Lca (Life Cycle Assessment), lo studio dell’impatto di tutti i processi di produzione e utilizzo del mezzo fino al suo fine vita. La ricerca riguarda direttamente l’ecobonus auto, visto che questo prevede da 2 a 5 mila euro di aiuti per l'acquisto di auto elettriche e ibride ricaricabili (anche senza rottamazione), ma anche su alcuni modelli di diesel, benzina, Gpl e metano. L’iniziativa di Altroconsumo si inserisce nell’ambito del progetto RESSS (Rendiamo semplici le scelte più sostenibili), finalizzato a orientare i consumatori nella transizione verso un’economia circolare, al fine di compiere azioni più ecologiche e rispettose dell’ambiente.
LCA, analisi dell’intero ciclo di vita di un’auto
L’intero ciclo di vita di un’auto (dall’estrazione e trasporto delle materie prime che servono a produrla fino alla demolizione, allo smaltimento e al riciclo delle componenti) viene studiato per capirne l’impatto sul riscaldamento globale e il suo consumo di energia. Bisogna tener presente che il risultato di questo studio non dipende esclusivamente dal modello del veicolo, ma anche, per esempio, da come viene prodotta l’energia elettrica con cui lo si ricarica. L’Lca presenta inoltre qualche limite, perché diversi aspetti (come l’estrazione dei materiali o la produzione di componenti) non possono essere calcolati in modo preciso.
La modalità di guida fa la differenza
Nei test in strada si nota come lo stile di guida incida molto sui consumi di carburante e di energia della vettura. La differenza c’è soprattutto nelle ibride ricaricabili, cioè quelle in cui la batteria può essere ricaricata come quella di un’auto elettrica: ricaricandole spesso e viaggiando in modalità elettrica i consumi sono contenuti, mentre se non le si ricarica e si passa al motore a combustione i consumi cambiano del tutto. Nelle auto con motore endotermico la combustione del carburante durante la guida è la fase più impattante per l’ambiente. Per quanto riguarda invece le elettriche, la fase dell’Lca che impatta di più è quella della produzione, soprattutto delle batterie e del loro smaltimento.
Le elettriche impattano il 30% in meno
Per quanto riguarda il tasso di sostenibilità, le vetture piccole sono quasi sempre migliori delle grandi, perché hanno un peso minore, consumano meno e richiedono batterie più piccole. Se non si hanno esigenze particolari, inoltre, acquistare un’auto di media o piccola dimensione è già un buon criterio di scelta ambientale. Nel test l’auto elettrica impatta molto meno sulle emissioni di gas serra lungo l’intero ciclo di vita: circa il 30% in meno di altri mezzi. Rispetto all’uso totale di energia invece non risulta così competitiva, anche se resta il tipo di veicolo migliore: il punto di forza rispetto alle tradizionali è infatti l’alimentazione con energia proveniente da fonti rinnovabili.
Il vantaggio di ricorrere all’energia pulita
Anche se il consumo di energia nell’intera vita del veicolo è più o meno lo stesso, c’è il grande vantaggio che una buona parte di questa non proviene da fonti fossili, come avviene per le auto a benzina o diesel. Il maggior ricorso a un’energia pulita permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra. Questi dati, secondo Altroconsumo, mostrano quanto sia importante che sempre più energia venga prodotta da fonti rinnovabili. Secondo lo scenario IEA le rinnovabili potranno coprire il fabbisogno mondiale al 90% e, nel 2050, il solare potrà essere la fonte più importante di energia. In questo modo l’impatto ambientale delle auto elettriche calerà ulteriormente.
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