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Auto: Acea, target green Ue sostenuti da adeguate politiche

Gli europei sono più rispettosi dell’ambiente: nel 2019 nel continente è triplicata la quota di auto elettriche. Tuttavia, sostiene l’Associazione dei produttori di auto europei, perché gli ambiziosi target verdi dell’Ue siano raggiungibili è bene affiancarli da un’adeguata politica di sostegno. 

Pubblicato il 29/09/2020

Uno dei principali risvolti sociali che sta avendo l’emergenza sanitaria è il risveglio ‘ambientale’ dei cittadini, oggi accumunati da un accresciuto senso di responsabilità verso i consumi. In questi mesi è infatti aumentata la frequentazione dei negozi di prossimità, la preferenza di prodotti a chilometri zero a scapito di quelli d’importazione e, soprattutto, c’è da parte loro maggiore attenzione su come si può inquinare meno. Questo si è tradotto in un’esplosione degli acquisti di vetture con propulsione alternativa al diesel e alla benzina. 

Triplicata quota mercato Ue delle vetture elettriche

Per tradurre in numeri questo trend è sufficiente rilevare che nel secondo trimestre di quest’anno la quota del mercato Ue dei soli veicoli a ricarica elettrica è triplicata (al 7,2% del totale) rispetto allo stesso periodo del 2019, con un aumento delle immatricolazioni di oltre il 53% tendenziale. L’onda ‘green’ potrebbe essere dunque un importante impulso per l’economia, basta che – secondo l’Associazione dei produttori automobilistici europei - gli ambiziosi obiettivi climatici siano accompagnati da adeguate politiche di sostegno da parte dell’Unione europea.

Huitema, strategia Ue deve essere rivista periodicamente

L'industria automobilistica raggruppata nell’Acea, prendendo atto del ‘2030 Climate Target Plan’ presentato dalla Commissione Ue (e che ha come obiettivo di lungo termine la neutralità climatica entro il 2050), ha espresso la propria volontà di volere fare la sua parte nel rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro. È tuttavia chiaro, ha affermato il suo direttore generale, Eric-Mark Huitema, “che la strategia dell'UE deve essere rivista e adattata periodicamente per garantire che tutte le parti siano sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi”.

Acea, investire su rete di distribuzione e punti di ricarica

Per questo, ha sottolineato, per ottenere un vero cambio di marcia ‘ambientale’ del Vecchio continente non è sufficiente indicare i target da centrare, ma c’è bisogno di politiche di supporto per tutti i tipi di veicoli, senza le quali questi obiettivi saranno semplicemente non raggiungibili. Queste politiche includono una fitta rete di punti di ricarica e stazioni di rifornimento nell’Ue (con obiettivi vincolanti per gli Stati), assieme a incentivi sostenibili, in modo che la mobilità a emissioni zero possa diventare un'opzione accessibile e conveniente per tutti.

Bisogna garantire fattori abilitanti necessari

L’Acea sostiene inoltre che, per sostenere la transizione verso una mobilità a emissioni zero, tutti i tipi di veicoli dovrebbero far parte di un sistema di scambio di quote di emissioni dell'Ue (ETS) più ampio, che applichi un prezzo del carbonio a un livello tale da favorire il cambiamento reale. Per gli obiettivi delle emissioni di CO2 di auto e furgoni nuovi, la Commissione dovrebbe innanzitutto garantire che i fattori abilitanti necessari siano effettivamente concessi e rafforzati, prima di dover tornare alla progettazione per aumentare i target fissati appena l'anno scorso.

Difficile fare previsioni senza una visione politica 

Su questo punto Huitema ha voluto sottolineare la posizione dell’associazione: “riconosciamo il desiderio di essere un pioniere globale quando si tratta di agire per il clima, ma avremo bisogno di un cambiamento normativo senza precedenti per garantire che tutti i giusti fattori abilitanti siano garantiti”. Per questo, ha denunciato, finché non ci sarà una visione più chiara del quadro politico di accompagnamento e della valutazione dell'impatto, è difficile prevedere quale sia uno scenario realistico in termini di obiettivi futuri di CO2.

In Italia l’Ecobonus rifinanziato da settembre

Nel frattempo gli automobilisti stanno generando l’onda ‘verde’. Già nel 2019 le vendite nell’Ue di auto a ricarica elettrica sono aumentate del 110% e, grazie agli incentivi messi in atto da molti Stati, quest’anno la performance sarà migliore. Anche il Governo italiano ha varato l’Ecobonus (rifinanziato a settembre con altri 400 milioni di euro) per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di categoria M1. Il provvedimento ha inoltre suddiviso la fascia di emissioni C02 61-110 g/km (introdotta col decreto Rilancio) in due fasce di emissioni CO2 comprese tra 61-90 g/km e 91-110 g/km.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

auto acea unione europea

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