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Auto: a giugno rallenta la caduta delle vendite

Pubblicato il 07/07/2020

Il mercato italiano dell’auto segna ancora un profondo rosso a causa della crisi innescata dalla pandemia da coronavirus, anche se in giugno è riuscito a limitare i danni. Lo scorso mese, infatti, le immatricolazioni di nuove vetture registrate presso la Motorizzazione sono ammontate a 132.457 unità: la caduta è quindi rallentata a -23,13% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta di una conferma di una lenta e difficile risalita per il settore, dopo il -44,61% accusato in maggio, anche se il dato deve essere inquadrato con il fatto che il mese ha avuto un giorno lavorativo in più (che secondo gli esperti vale circa 4,5 punti percentuali in più). La relativa ‘tenuta’ arriva comunque dopo i tonfi di aprile (-97,55%) e marzo (-85,39%), segnati dal picco dell’emergenza sanitaria e dal conseguente lockdown.

-46,1% le immatricolazioni nei primi sei mesi

Questo risultato (comunicato dal ministero dei Trasporti), secondo l’analisi di Promotor, appare ancora più negativo se si considera che in giugno, con la fine della quarantena, il mercato avrebbe dovuto “non solo tornare sui livelli normali e quindi in linea con quelli del 2019, ma avrebbe anche dovuto recuperare almeno una parte delle mancate vendite di marzo, aprile e maggio”. Il consuntivo del primo semestre chiude dunque fortemente in perdita. Il calo delle immatricolazioni registrate rispetto allo stesso periodo del 2019 è del 46,1%, vale a dire che nella prima metà di quest’anno ci sono state ben 499.224 vetture vendute in meno.

I concessionari in profonda crisi

In questo quadro cupo si inseriscono aspettative per il prossimo futuro tutt’altro che positive. Dall’inchiesta congiunturale condotta dal Centro Studi Promotor a fine giugno emerge che “il 70% dei concessionari dichiara bassi livelli di acquisizione di ordini, mentre il 62% lamenta anche una insoddisfacente affluenza ai saloni di vendita di interessati all’acquisto. Sulla situazione del settore dell’auto in Italia incide poi il fatto che le auto invendute in giacenza sono circa 500mila e che la situazione finanziaria di molte concessionarie è altamente critica”. E l’analisi del dettaglio del mese di giugno lascia poche speranze: le vendite sono franate su tutti i canali: -7,7% i privati, -39% il noleggio (col segmento a breve termine -72%) e -44% le società.

Quagliano, urgono incentivi per aiutare il settore

Tradotto in cifre: nei primi sei mesi dell’anno il settore ha avuto una perdita di fatturato di circa 9 miliardi, con un danno diretto anche per l’Erario che si quantifica in quasi 2 miliardi di gettito solo per l’Iva. Ne consegue, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “l’assoluta necessità che vengano varati al più presto incentivi anche per chi rottama auto di oltre 10 anni e acquista vetture nuove ad alimentazione tradizionale, oltre che elettrica”. I benefici, afferma, “sarebbero notevoli per l’eliminazione di vetture circolanti altamente inquinanti, per far uscire il settore dell’auto da una situazione di estrema difficoltà e, soprattutto, per la ripresa dell’economia del Paese”.

Unrae stima altre 200mila vendite in meno nel II semestre

Anche l’Unrae batte sulla voce incentivi: mentre i Governi di Germania, Spagna e Francia hanno già approvato piani di sostegno, “continua – sottolinea l’Associazione delle case automobilistiche estere - il silenzio del Governo italiano”. UNRAE chiede invece “interventi immediati per il settore auto, in grave crisi di domanda e di liquidità, a protezione di migliaia di imprese e dei loro lavoratori”. “Proiettando il dato di giugno sul secondo semestre, il mercato – secondo Michele Crisci, presidente dell’associazione - perderebbe altre 200mila immatricolazioni, che, insieme al mezzo milione perso nei primi sei mesi, si tradurrebbero in un crollo della domanda di autovetture nel 2020 a 1,2 milioni di unità”.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave

immatricolazioni motorizzazione vendite ministero trasporti

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