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Assegno unico per i figli: chi ne ha diritto e come richiederlo

Corrisposto a partire da marzo 2022, l’assegno unico è destinato ai genitori che non hanno accesso agli assegni familiari o all’assegno al nucleo familiare, disoccupati e titolari di partita Iva. L’importo parte dai 50 ai 175 euro, somma base alla quale si aggiungono le eventuali maggiorazioni.

Pubblicato il 02/12/2021
due mani reggono 4 ritagli di carta rappresentanti una famiglia
L’assegno unico e universale verrà corrisposto a partire dal 1° marzo 2022

L’assegno unico è un aiuto destinato alle famiglie con figli a carico e in difficoltà economica: una misura strutturale che si propone di offrire un sostegno unico e rafforzato, raggruppando e semplificando tutte quelli esistenti al momento.

L’assegno unico “ponte” 2021

Istituito a partire dal primo luglio scorso per le famiglie con figli minori che non avevano diritto a nessun altro tipo di sostegno, l’assegno unico definito “ponte” ha carattere temporaneo perché della durata di 6 mesi, dal 1 luglio 2021 al 31 dicembre 2021.

La cadenza è mensile, l’importo calcolato sulla base dell’ISEE (fino a un massimo di 50.000 euro) e del numero di figli minorenni a carico.

Il tributo è destinato alle famiglie che non hanno accesso agli assegni familiari o all’assegno al nucleo familiare, che siano disoccupate o titolari di partita Iva.

Il limite Isee

Per accedere al beneficio dell’assegno unico, l’ISEE non deve essere superiore ai 15.000 euro: oltre questa soglia, l’assegno riduce il suo importo, fino a corrispondere l’importo minimo di 50 euro per famiglie con ISEE superiore ai 40.000 euro.

Nel triennio dal 2022 al 2025 è riconosciuta una maggiorazione per i nuclei familiari con ISEE entro i 25.000 euro aventi diritto all’Assegno per il nucleo familiare (ANF), per garantire il passaggio graduale alle nuove misure di sostegno alle famiglie.

Chi può beneficiarne

Possono richiedere l’assegno unico tutti i genitori cittadini italiani o titolare di diritto di soggiorno se cittadino dell’Unione europea o ancora di permesso di soggiorno se di un Paese extraeuropeo, appartenente ala categoria dei lavoratori dipendenti, autonomi e incapienti. Inoltre le mamme a partire dal settimo mese di gravidanza.

Qualora i figli a carico avessero la maggiore età e fino a 21 anni, l’assegno può essere corrisposto direttamente quando il figlio è:

  • studente universitario;
  • tirocinante;
  • iscritto a un corso professionale;
  • disoccupato o con un reddito inferiore a 8.000 euro;
  • nel servizio civile.

L’assegno unico e universale 2022: i criteri di assegnazione

Approvato con il decreto legislativo del 18 novembre scorso, l’assegno unico e universale verrà introdotto dal prossimo primo gennaio 2022 e corrisposto a partire dal 1 marzo 2022, fino a febbraio 2023, per ciascun figlio a carico secondo gli importi e le maggiorazioni previste.

L’importo parte dai 50 ai 175 euro, somma base alla quale si aggiungono le maggiorazioni che spettano ad esempio ai nuclei con tre figli oppure a quelli in cui lavorano entrambi i genitori.

L’unico parametro di riferimento per stabilire il diritto all’assegno rimane il valore ISEE.

Questi i principali criteri per l’assegnazione e le maggiorazioni previste:

  • per ciascun figlio minorenne un importo pari a 175 euro mensili con ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, per un importo annuo di 2.100 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro;
  • per ciascun figlio maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età, è pari a 85 euro mensili con un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro;
  • per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili con un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro;
  • per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, sulla base della condizione di disabilità come definita ai fini ISEE, pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media;
  • per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 50 euro mensili;
  • per le madri di età inferiore a 21 anni è prevista una maggiorazione degli importi pari a 20 euro mensili per ciascun figlio.

Quando entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili con un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.

Come richiedere l’assegno

La domanda va presentata all’Inps in via telematica o presso i CAF e Patronati a partire dal 1 gennaio 2022.

L’erogazione, qualora si rientrasse nelle categorie aventi diritto, decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda, effettuata direttamente sull’Iban del conto corrente o tramite bonifico.

Per i nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza, l’assegno unico è corrisposto d’ufficio insieme al Reddito di cittadinanza.

In caso di separazione e affido dei minori condiviso, l’assegno può essere percepito al 50% da ciascun genitore.

A cura di: Paola Campanelli

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