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Arriva il giorno dei giorni per il Superbonus

Il conto alla rovescia sta per terminare. Il 4 aprile è la data ultima per per l'invio all'Agenzia delle entrate delle comunicazioni relative alla cessione del credito in merito al Superbonus. Il tutto in relazione alle spese effettuate nel corso del 2023, ed eventualmente per le rate residue.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

progetto di ristrutturazione casa
Scadenza al 4 aprile per le comunicazioni del Superbonus

Arriva la data cerchiata in rosso per tutti coloro che – a vario titolo – sono interessati al Superbonus. Il 4 aprile scade il termine ultimo per l'invio all'Agenzia delle entrate delle comunicazioni relative alla cessione del credito in merito al Superbonus.Il tutto in relazione alle spese effettuate nel corso del 2023, ed eventualmente per le rate residue del 2022. Chi non ha trovato un cessionario, non potrà più usufruire della remissione in bonis per cercare ancora (finora entro il 15 ottobre), a fronte del pagamento di una sanzione di 250 euro.

È quanto previsto dal decreto del 26 marzo, che sostanzialmente lascia a tutti gli altri una sola possibilità, vale a dire utilizzare la detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. A questo proposito va fatta una precisazione: per molti contribuenti l’utilizzo in dichiarazione dei redditi, per mancanza di capienza fiscale, è impraticabile, dal momento che comporta la perdita di agevolazioni. Di conseguenza alcuni cantieri rischiano di essere fermati sebbene non siano arrivati a completamento e i cittadini rischiano di perdere crediti fiscali che avrebbero altrimenti potuto incassare.

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Come effettuare la comunicazione di cessione

La comunicazione (che riguardi tutte le spese sostenute o una sola parte) può essere fatta esclusivamente online utilizzando il modello predisposto dall'Agenzia delle entrate. L'invio spetta al Caf in tutti i casi in cui occorre il visto di conformità.

Bisogna inviare un modello per ogni tipo di intervento effettuato, indicando il relativo codice identificativo, a prescindere dal fatto che le spese si riferiscano tutte a un solo progetto, come ad esempio quelle relative alla realizzazione di un impianto di pannelli solari o all’installazione della pompa di calore.

Quanto alle rate residue precedenti al 2023, se si porta in detrazione la prima annualità, non c'è la possibilità di cedere le rate successive singolarmente. Dunque è importante effettuare prima tutti i calcoli in modo che la cessione riguardi tutte le rate restanti.

Cosa prevede la nuova stretta sul Superbonus

Il Governo è intervenuto a più riprese sulla disciplina del Superbonus, con l’intento di limitare l’esborso per le casse dello Stato, che a tendere – parole del ministro Giancarlo Giorgetti – sarebbe arrivato a 200 miliardi di euro. Un salasso per le casse già sotto pressione dello Stato.

L’ultimo Decreto di marzo ha abolito lo sconto in fattura e la cessione del credito per tutti i bonus edilizi che lo prevedevano ancora, dopo l’ultima stretta contenuta nel decreto approvato lo scorso dicembre. Dunque, anche case popolari e cooperativi di abitazioni, oltre che gli edifici ubicati nelle aree sismiche. Il provvedimento prevede una proroga per le procedure già avviate, in particolare per chi ha presentato la Cila e, nei condomini, dove sia stata votata la delibera assembleare per i lavori. I crediti d’imposta relativi ai bonus edilizi verranno sospesi a chi ha debiti con l’erario e saranno compensati con quelli. Nel caso di omessa trasmissione di informazioni a interventi già avviati, la sanzione può arrivare fino a 10 mila euro. Per in nuovi interventi invece è prevista la decadenza dell’agevolazione fiscale.

Intanto si parla già di un nuovo intervento, quanto meno per far rientrare alcuni degli interventi relativi alle aree terremotate. Si va verso la previsione di un tetto massimo di spesa per l’Erario fissato a 400 milioni per Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Escluse, per adesso, altre Regioni, come l’Emilia-Romagna.

Il Decreto costituisce un colpo mortale assestato a chi sarebbe dovuto partire con le ristrutturazioni, perché svuota improvvisamente il serbatoio delle Cilas dormienti, presentate entro il 16 febbraio scorso. I titoli entro quella data davano diritto a mantenere la possibilità di effettuare le cessioni dei crediti derivanti da bonus immobiliari. Ora quel diritto viene meno per chi non ha pagato almeno una fattura collegata a lavori effettivamente realizzati.

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