Anche la carte di credito avranno un bonus
L'incentivo, che segue quello sull'utilizzo del bancomat, è stato introdotto dal governo Draghi per incoraggiare una ulteriore riduzione del contante. I commercianti che agevolano l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici godranno di un credito d'imposta del 100% delle commissioni.
I pagamenti digitali, accelerati anche dalla pandemia, crescono sempre di più in Italia. D’altra parte, l’importo a partire dal quale non si possono più fare pagamenti in contanti è passato da 3.000 a 2.000 euro dall'1 luglio 2020, e si avvia a scendere ulteriormente fino a un massimo di 1.000 euro dall'1 gennaio 2022. In questo contesto, il governo Draghi ha deciso una nuova misura per incoraggiare una ulteriore riduzione del contante: il bonus carte di credito.
Il bonus carta di credito
La misura, che segue il bonus bancomat, riguarda commercianti e imprese che accettano pagamenti tracciabili e può portare benefici che vanno da 160 a 320 euro. In concreto, si tratta di uno strumento che porta dal 30 al 100% il credito di imposta sulle commissioni legate ai pagamenti tracciabili.
Non solo. Questa misura vale anche nel caso in cui vengano acquistati, noleggiati o utilizzati degli strumenti che diano la possibilità ai clienti finali di effettuare dei pagamenti elettronici. Tutto questo, però, purchè il mezzo per effettuare il pagamento, in possesso del commerciante, sia connesso direttamente con il registratore di cassa.
Il target
Alla misura possono accedere tutti coloro che sono titolari di una partita Iva e gestiscono un'attività con un Pos di ultima generazione. Il credito di imposta sarà riconosciuto a quegli imprenditori che esercitano l'attività di impresa, di arte o di professione, che da luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022, decidono di acquistare o noleggiare un qualsiasi strumento, che permetta ai clienti di effettuare i pagamenti elettronici.
Il valore del bonus
Ma a quanto ammonta precisamente il bonus? La cifra sarà calcolata in base a ricavi e compensi del titolare della partita Iva e corrisponderà:
- al 10% dell’importo speso per quanti abbiano ricavi compresi tra un milione e cinque milioni di euro;
- al 40% dell’importo speso per quanti abbiano ricavi compresi tra i 200.000 ed il milione di euro;
- al 70% dell’importo speso per quanti abbiano ricavi inferiori ai 200.000 euro.
Nel caso in cui si introducano anche i suddetti strumenti per la trasmissione degli stessi corrispettivi, il bonus lieviterà a 320 euro. Insomma, si rientra nella casistica in cui si può beneficiare del credito di imposta anche per i costi fissi, come per esempio le spese di gestione e locazione del Pos.
In questo caso, il valore massimo per soggetto su cui calcolare il credito di imposta è di 320 euro:
- 100% per i soggetti i cui ricavi nell’anno precedente non superino i 200.000 euro;
- 70% per i soggetti i cui ricavi nell’anno precedente siano superiori a 200.000 euro e non superino 1 milione di euro;
- 40% per i soggetti che, nell’anno precedente, abbiano avuto ricavi compresi tra 1 milione e 5 milioni di euro.
I numeri
Secondo l’Osservatorio Innovative Payments, nel 2020 i pagamenti attivati da smartphone o wearable in negozio, nonostante gli stop causati dalla pandemia, hanno superato 3,4 miliardi (da 1,9 miliardi del 2019).
Anche se c’è stato un crollo dei consumi di oltre il 13%, i pagamenti digitali nel 2020 hanno toccato in valore quota 5,2 miliardi di transazioni, passando dal 29% al 33% del totale. Di fatto, è aumentato l’uso di carte e bancomat (o device abilitati) rispetto al contante, che rimane però ancora il mezzo di gran lunga più utilizzato: nella classifica dell'utilizzo di strumenti digitali, l’Italia è al 24esimo posto su 27 Paesi UE e la media italiana delle transazioni digitali pro-capite resta a quota 77, contro le 387 della media danese.
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