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Agenzia Entrate: al via i contributi a fondo perduto

L’Agenzia delle Entrate ha reso noto di avere messo in pagamento circa 600mila istanze presentate da imprese e partite Iva nell’ambito dei contributi a fondo perduto stanziati dal Governo per fronteggiare la crisi economica. Le maggiori richieste da Lombardia, Campania e Lazio.

Pubblicato il 22/04/2021
Sono partiti i contributi a fondo perduto per imprese e partite iva

La macchina dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni si è messa in marcia: le imprese e le partite Iva che ne hanno fatto richiesta avranno la possibilità di vedersi caricare l’aiuto finanziario stanziato dallo Stato per arginare l’emergenza economica provocata dalla pandemia.

Dall’8 aprile sono infatti partiti gli ordinativi di pagamento delle prime 600mila istanze presentate sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, per un importo complessivo di 1,9 miliardi di euro, a favore dei soggetti destinatari dei sostegni che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile 2021.

I contribuenti coinvolti vedranno così accreditarsi le somme direttamente sul conto corrente che hanno indicato nella domanda, oppure potranno scegliere se utilizzare l’importo riconosciuto in compensazione.

In dieci giorni circa un milione di domande

In dieci giorni, ovvero dal 30 marzo scorso, giorno dell’apertura del canale telematico dell’Agenzia delle Entrate, sono state circa un milione le domande del contributo a fondo perduto inviate con l’apposita piattaforma informatica delle Entrate gestita con il partner tecnologico Sogei.

Finora, precisa una nota della stessa agenzia, sono ne state già elaborate più di 600mila (per la precisione 604.534), per le quali è stato già predisposto il mandato di pagamento oppure riconosciuto il credito d’imposta. Quest’ultima opzione riguarda 10 mila domande, nelle quali i contribuenti avevano manifestato la scelta della compensazione in alternativa all’accredito su conto corrente.

Le maggiori richieste da Lombardia, Campania e Lazio

Lo spaccato regionale evidenzia che le maggiori richieste di contributi a fondo perduto sono giunte dalla Lombardia, con oltre 99mila domande (il 16,4% del totale) per un importo di bonus complessivo superiore ai 357 milioni di euro.

Seguono la Campania con 70.534 domande (11,7%) e il Lazio con 68.697 domande, i cui relativi importi s’invertono nella classifica (rispettivamente 210,56 milioni per la Campania e 239,63 milioni per il Lazio). Gli ultimi tre posti del ranking sono occupati dalle regioni più piccole e con una forza economica più contenuta, ovvero da Valle d’Aosta (1.497 domande, 0,2% e bonus per 4 milioni di euro), Molise (rispettivamente 3.189, 0,5% e 7,36 milioni) e Basilicata (rispettivamente 4.656, 0,8% e 12,43 milioni di euro).

Disponibili i codici per l’uso in compensazione

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto codici tributo, per chi ha scelto il credito di imposta, da utilizzare nel modello F24. Questi permettono la restituzione del contributo ricevuto tramite bonifico o usato in compensazione, nel caso in cui questo sia risultato in tutto o parzialmente non spettante.

Per consentire l’uso in compensazione il codice tributo è ‘6941’ (“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione - art. 1 DL n. 41 del 2021”). L’Agenzia ha presentato anche tre codici per consentire la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante, erogato mediante accredito su conto corrente o usato in compensazione, nonché il versamento dei relativi interessi e sanzioni, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”.

Possibile aderire al Decreto Sostegni fino al 28 maggio

C’è tempo fino al 28 maggio per richiedere online il bonus a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni.(è possibile utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall’Agenzia). Una volta presentata la domanda, in caso di esito positivo successivo alle ordinarie verifiche, il sistema dell’Agenzia delle Entrate comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo o il riconoscimento come credito d’imposta (nel caso di tale scelta).

A cura di: Fernando Mancini

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