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Prestito con delega: cos'è e come funziona

Il prestito con delega segue le medesime dinamiche della cessione del quinto, ma ne amplia la possibilità di superare i limiti della richiesta della somma ottenibile in prestito. Veloce da richiedere e garantito dalla presenza della busta paga o della pensione.

Aggiornato giugno 2021

Nell’attuale situazione di crisi economico-finanziaria che si è venuta a creare a causa dell’avvento della pandemia mondiale da Coronavirus, e che ha aggravato una condizione già esasperata dalla prolungata crisi economica internazionale esplosa nel 2008, sono molte le famiglie e le piccole e medie imprese costrette a dover fare i conti con il post lockdown e l’impatto che ha determinato a causa del blocco di quasi tutte le attività produttive.

L’accesso al credito è una delle priorità assolute in senso generale, cui si abbina la fretta di poter ottenere un finanziamento con liquidità versata direttamente sul proprio conto corrente.

Una soluzione arriva dal prestito con delega, riservato a coloro che hanno già ottenuto un prestito personale attraverso la formula della cessione del quinto, e quindi dedicato a lavoratori dipendenti e pensionati, anche se cattivi pagatori.

La formula segue le medesime dinamiche della cessione del quinto, ma ne amplia la possibilità di superare i limiti della richiesta della somma richiedibile. Rapido e garantito dalla presenza della busta paga o della pensione da lavoro, è tra le opportunità che, più di altre, offrono la certezza di ottenere il prestito personale in breve tempo.

Nella guida che segue troverai tutte le informazioni necessarie a comprenderne il meccanismo.

Chi può accedere al prestito con delega?

Come è stato appena accennato, il prestito con delega è dedicato a chi ha già ottenuto un prestito personale con la cessione del quinto, ma anche a chi ha avviato la pratica per ottenerlo.

Di conseguenza la platea dei beneficiari è la stessa: lavoratori dipendenti e pensionati. Persone che possono garantire la restituzione del debito contratto con l’istituto di credito attraverso il prelievo automatico di una somma mensile pari a massimo la quinta parte del rateo della pensione o, appunto, dello stipendio.

Come funziona il prestito con delega?

Il prestito con delega è regolato dall’articolo 1269 del Codice Civile e in realtà l’esatta denominazione è prestito con delega di pagamento, o in alternativa, doppio quinto.

Perché si chiama anche doppio quinto? Perché permette di poter raddoppiare l’importo del prestito già ottenuto, restituendo l’intera somma attraverso una doppia rata mensile che, sommate insieme, non possono, per legge, superare i due quinti dello stipendio o della pensione.

In massima sintesi e traducendo l’esempio con le percentuali: in ogni caso la rata mensile da restituire alla banca non deve superare il 40% di quanto si percepisce mensilmente come lavoratori con regolare stipendio o come pensionati.

Chi sono i beneficiari?

E’ quindi chiaro che possono accedere al prestito con delega di pagamento possono accedere i medesimi beneficiari dei prestiti con cessione del quinto: i lavoratori del settore pubblico e privato con regolare contratto di assunzione, oppure i pensionati INPS e INPDAP.

La condizione preesistente di ottenimento del prestito attraverso la cessione del quinto, snellisce molto la pratica di approvazione da parte della banca che conosce già il debitore e deve esclusivamente valutare la documentazione presentata, la somma aggiuntiva richiesta e calcolare esattamente il nuovo rateo mensile.

Al prestito con delega possono quindi accedere gli stessi protagonisti della cessione del quinto: lavoratori dipendenti che operano nel settore pubblico o privato, e pensionati INPDAP o INPS.

Qual è la somma massima che si può ottenere?

Così come nel caso del prestito personale con cessione del quinto, anche con il prestito con delega di pagamento la somma massima che può essere chiesta alla banca è pari a 60.000 euro. di conseguenza, se si accede al doppio quinto, si può ottenere in totale una somma fino a 120.000 euro, anche se l’approvazione della somma massima richiedibile dipende da alcuni fattori, come per esempio l’anzianità di servizio del lavoratore che determina un maggior importo del TFR accantonato, che riveste un’ulteriore garanzia per la banca nel caso in cui, per esempio, il debitore dovesse perdere il posto di lavoro prima della scadenza del periodo del piano di rientro.

In quante rate si può restituire il doppio quinto?

Anche questo parametro segue le stesse normative relative alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione: la restituzione del prestito personale deve avvenire entro un lasso di tempo massimo stabilito in 10 anni, che corrisponde a 120 rate.

Quali sono i vantaggi del doppio quinto?

Per chi lavora con un contratto a norma di legge, per chi è pensionato, per chi – in primis – ha già ottenuto un finanziamento personale con la cessione del quinto e ha necessità di nuova liquidità e in tempi brevi, il doppio quinto è la soluzione ideale.

E’ anche importante valutare un’altra serie di vantaggi, rappresentati dal fatto che è possibile rinnovare il prestito, estinguerlo anticipatamente dopo il primo anno di versamento delle rate, avere la garanzia di una rata mensile costante e quindi di non avere sorprese derivanti dalle fluttuazioni del mercato finanziario, e anche di sapere in anticipo l’entità del tasso applicato, perché la normativa prevede che sia il tasso fisso.

Non è tutto: tra i vantaggi ricordiamo l’automatismo della restituzione del debito, che si realizza automaticamente attraverso il prelievo mensile sullo stipendio o sulla pensione.

Cattivi pagatori: possono ottenere il doppio quinto?

Per ciò che concerne i cattivi pagatori, la risposta è affermativa. Si può ottenere l’ampliamento del prestito personale, in quanto la cessione del quinto permette anche ai cattivi pagatori l’accesso al credito.

Ciò è determinato dalla garanzia per il creditore di riottenere quanto erogato, e anche dal fatto che per legge questo tipo di accesso al credito presuppone, obbligatoriamente, l’attivazione di una polizza sulla vita, che garantisce ancor di più l’istituto bancario anche in caso di eventi funesti.

Documenti da presentare

Il lavoratore o il pensionato deve presentare pochi documenti alla banca che erogherà il prestito con delega bancaria, ecco quali:

  • Una copia del documento di identità in corso di validità
  • Il codice fiscale o tessera sanitaria
  • Le ultime due buste paga

Dal canto suo anche il datore di lavoro dovrà produrre alcuni documenti:

  • L’atto di consenso della doppia cessione del quinto
  • Il certificato dello stipendio

Dopo aver consegnato tutti i documenti all’istituto di credito, la richiesta sarà valutata in tempi brevi – solitamente entro due settimane - e se approvata, l’importo sarà versato direttamente sul conto corrente segnalato dal richiedente all’atto della presentazione dell’istanza.

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