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Verso il Ristoro Bis. Chi può beneficiare dei contributi

Dopo le ulteriori misure restrtittive che andranno a penalizzare il tessuto economico-industriale italiano, il governo ha varato un secondo decreto per aiutare imprese e consumatori. Sospesi acconti Irpef, Ires e Irap, cancellata la seconda rata Imu e bonus baby-sitter fino a 1.000 euro.

Pubblicato il 11/11/2020

Peggiora lo scenario Coronavirus, con i contagi che continuano a salire e a far segnare nuovi record. Un trend che ha spinto il governo italiano a “rimodulare” anzitempo, con un nuovo Dpcm, le misure necessarie per contenere la diffusione del virus. In particolare, nelle zone particolarmente a rischio, “colorate di rosso”, si torna per 15 giorni a un lockdown molto simile a quello introdotto lo scorso marzo, ma più flessibile: blocco degli spostamenti tra Regioni e Comuni, se non per motivi di salute, necessità o di lavoro, e chiusura di bar, ristoranti e negozi.

E sebbene più leggere, anche le misure relative alle aree a rischio minore, colorate di arancione e giallo, impongono restrizioni dannose per il tessuto economico-industriale della Penisola. Per sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive per contenere la diffusione del Covid-19, il governo ha approvato lunedì 9 novembre il secondo decreto dei “ristori”, con l'obiettivo di sostenere l'economia reale. Il primo decreto, invece, risale al 27 ottobre e ha previsto contributi a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, avevano la partita Iva attiva e svolgevano come attività prevalente una di quelle impattate dal Dpcm dello scorso 24 ottobre. Contributi che, ha assicurato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, saranno accreditati entro il 15 novembre direttamente sui conti correnti delle imprese direttamente interessate.

I beneficiari del primo decreto

Il contributo a fondo perduto relativo al primo decreto "Ristori", però, non spetterà a tutti, ma solo a chi lo scorso aprile aveva registrato un fatturato inferiore ai due terzi di quello ottenuto ad aprile del 2019. La platea dei beneficiari include anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato).
Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dall’1 gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

L’erogazione del "bonus"

Le imprese che lo scorso aprile avevano fatto richiesta di “ristoro”, ottenendolo, non dovranno presentare alcuna domanda, ma vedranno accreditarsi il contributo a fondo perduto direttamente sul conto corrente entro il 15 novembre.

A chi non ha usufruito dei precedenti contributi, invece, il “ristoro” sarà erogato previa presentazione della domanda. L’importo del beneficio varia dal 100% al 400% di quanto previsto in precedenza, e comunque per un importo massimo di 150mila euro, in funzione del settore di attività dell’esercizio.

Il decreto Ristori Bis

Ma questo è solo il primo decreto ristoro. Lunedì 9 novembre, il governo ha approvato il decreto "Ristori-bis", che riguarda soprattutto le attività economiche delle cosiddette zone arancioni e rosse gravemente pregiudicate dalle misure restrittive introdotte dagli ultimi Dpcm, in particolare da quello del 3 novembre 2020. Il nuovo decreto prevede tra le altre misure incrementi e allargamenti dei ristori a fondo perduto già introdotti a ottobre, nonché benefici sugli affitti e proroghe dei pagamenti di imposte e tasse. Complessivamente, sono stati stanziati 2,56 miliardi di euro, che si aggiungono ai 5 miliardi relativi al primo decreto.

Lato imprese, le nuove misure riguardano la sospensione dei contributi assistenziali e previdenziali per le aziende che operano nelle zone arancione e rosse (dovranno essere versati entro il 16 marzo 2021), la sopensione per le aziende operative nelle zone rosse degli acconti Irap e Ires, aiuti per la filiera agricola, pesca e acquacoltura, e un allargamento dei codici Ateco che hanno diritto ai contributi a fondo perduto. Inoltre, gelaterie, pizzerie al taglio, piadinerie, pasticcerie e bar senza cucina che operano nelle zone rosse avranno diritto a un incremento del 50% dei contributi a fondo perduto.

Lato consumatori, invece, il decreto "Ristori-bis" ha previsto la sospensione dell'acconto Irpef (solo zone rosse), la cancellazione della seconda rata Imu, il congedo straordinario per i genitori in caso di sospensione della didattica in presenza nelle scuole medie e il bonus baby sitter fino a 1.000 euro per i genitori che non possono usufruire dello smart working.

A cura di: Gabriele Petrucciani

Parole chiave

decreto ristoro contributi fondo perduto coronavirus

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