Turismo: per gli italiani le vacanze sono irrinunciabili
Gli italiani che hanno l’intenzione di andare in vacanza questa estate sono il 75%: in aumento di ben tre punti percentuali rispetto all’estate del 2019. La crisi e l’inflazione determinano una revisione della spesa al ribasso e nuove strategie per ridurre i costi. Si rimane più in Italia.
La voglia di vacanza degli italiani va oltre le preoccupazioni per la guerra in Ucraina, per la morsa che sta avendo l’inflazione sul loro potere d’acquisto e anche del visibile rallentamento subito negli ultimi mesi dalla crescita economica. Insomma, secondo una ricerca di Ipsos Future4Tourism, la nostra voglia di viaggiare si conferma forte e risulta addirittura in crescita rispetto al passato, quello prima dell’esplosione della pandemia. Il picco, che ha sempre coinciso con la stagione delle ferie anche prima dell’avvento del Covid-19, secondo gli esperti dovrebbe alzarsi ulteriormente quest’anno.
Il 75% ha intenzione di viaggiare questa estate
La quota degli italiani che dichiarano l’intenzione di viaggiare durante questa estate, tra luglio e settembre, sono il 75%: in aumento di ben tre punti percentuali rispetto all’estate 2019. Si può affermare, secondo la lettura fornita da ricercatori, che questa crescita è legata soprattutto all’incremento delle vacanze brevi nei week-end, mentre le vacanze di media e lunga durata, seppur in importante recupero rispetto alle estati segnate dal Covid-19 e dalle restrizioni imposte dal Governo (2020 e 2021), rimangono allineate ai periodi pre-pandemici.
Pronti a rivedere la spesa
Questa alta propensione alle vacanze non può comunque essere data per scontata, in quanto, come accennato, il contesto generale crea non pochi timori. Se le inquietudini per il conflitto in Ucraina sono in generale diminuite rispetto alle prime fasi della guerra e anche il loro impatto prospettico sulle vacanze si è ridimensionato, l’aumento dei prezzi e l’inflazione restano invece un tema cruciale per tutti. Anzi, sono proprio questi ultimi fattori che rischiano di impattare maggiormente sulle vacanze: sicuramente gli italiani non ci vogliono rinunciare, ma ammettono di essere disposti a rivederne il programma.
Le strategie per risparmiare
Infatti, secondo quanto emerge dalla ricerca, gli italiani puntano soprattutto al contenimento della spesa originariamente prevista per le vacanze. In prospettiva le strategie che gli italiani intendono attuare in vacanza per difendersi dall’aumento dei prezzi saranno una riduzione dello shopping, la diminuzione dei giorni di vacanza, la scelta di periodi di bassa stagione e la riduzione della frequentazione di bar e ristoranti. Subisce un impatto minore, stando all’indagine, il tipo di sistemazione ma, l’analisi in trend dei comportamenti permette di affermare che è in atto comunque una modifica delle scelte dei viaggiatori tra sistemazioni di tipo alberghiero (hotel, agriturismo, B&B) a favore di sistemazioni di tipo privato (case e appartamenti).
Si rimane più nel Belpaese
Per quanto riguarda le mete preferite dai nostri concittadini, nelle scelte per le vacanze estive siamo ancora lontani dal quadro pre-pandemia: si continua infatti a rimanere in Italia più di quanto si facesse in passato. In lieve ripresa le mete europee, mentre i viaggi di lungo-raggio/extra-Europa restano ancora fortemente penalizzati. Anche guardando all’autunno, alle vacanze previste tra ottobre e dicembre, la situazione appare invariata: si continuerà a preferire il Belpaese. Relativamente al tipo di vacanza, per l’estate il mare resta la prima scelta. Continua però la buona performance delle mete montane: opzione scoperta durante la pandemia e che ha trovato conferma di anno in anno.
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