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Prestiti a imprese e mutui: le modifiche del Decreto Rilancio

Pubblicato il 19/06/2020

Aggiornato il 26/06/2020

Il Decreto Liquidità diventa legge e accoglie con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 6 giugno scorso le modifiche apportate in Parlamento. Il fine è quello di semplificare le procedure di accesso al credito, aumentare le coperture della garanzia e ampliare la platea dei beneficiari delle garanzie.

Autocertificazione per i prestiti garantiti al 100%, aumento delle somme concesse in qualità di piccoli prestiti, allargamento della platea dei beneficiari e allungamento della durata dei prestiti oltre i 5 milioni di euro. E ancora sospensione immediata della rata del mutuo, divieto fino al 30 settembre per gli intermediari di segnalare alla Centrale Rischi piccoli imprenditori e autonomi in sofferenza dopo la richiesta di moratoria.

Sono questi in sostanza gli aggiustamenti introdotti con la conversione  n.40/2020 del d.l. 8 aprile 2020, che riguardano il sostegno alla liquidità delle imprese. Qui le vediamo una a una.

Piccoli prestiti ora a 30.000 euro

Si alza la soglia dei prestiti garantiti al 100% e dedicati alle microimprese, ditte individuali e lavoratori autonomi: 30.000 euro al posto di 25.000 euro.

Ricordiamo che la somma richiesta non può superare il 25% del fatturato, oppure il doppio della spesa sostenuta per i dipendenti.

Passa inoltre da 6 a 10 anni la durata dell’ammortamento, in risposta alle critiche dei tecnici che reputavano troppo brevi i tempi stabiliti per il rimborso del credito. 

E per le 542.000 domande pervenute al Fondo, per un totale di 25,6 miliardi, c’è la possibilità di chiedere un adeguamento dei finanziamenti già concessi secondo le nuove condizioni, sia di durata che di importo.

Sospensione mutuo più veloce

Nel corso dell’esame del DL, anche il Fondo Gasparrini è stato oggetto di revisione. La prima riguarda la platea dei beneficiari della sospensione del mutuo, estesa anche ad artigiani, cooperative edilizie e imprese individuali.

Inoltre è previsto un nuovo iter per la sospensione delle rate, perché fino al 31 dicembre 2020 la banca congelerà le rate del mutuo subito, una volta ricevuta la domanda e verificata la sua completezza, prima di inviarla alla Consap, la società che gestisce il Fondo.

Il Governo ha stanziato ben 400.000 di euro, e questo ha consentito di allargare la categoria dei beneficiari e di concedere più agevolmente la moratoria.

Ricordiamo che liberi professionisti e autonomi potranno richiedere la sospensione solo entro la fine dell'anno. Inoltre la norma esclude dalla moratoria i mutui seconda casa e ristrutturazione.

L’autocertificazione

In relazione ai prestiti entro 800.000 euro garantiti dal Fondo di garanzia, l’articolo 1bis dispone che le richieste di nuovi finanziamenti debbano essere corredate da un’autocertificazione del titolare o del legale rappresentante dell'impresa.

Sotto sua responsabilità, il titolare d’impresa dovrà dichiarare le conseguenze sulla sua attività  derivanti dall’emergenza Covid-19, la veridicità e completezza dei dati presentati, la volontà di impiegare le somme ricevute in prestito nel nostro Paese. Inoltre, dovrà dichiarare di non essere un evasore fiscale e non essere stato segnalato per mafia o riciclaggio.

I prestiti entro gli 800.000 euro sono stati inoltre allargati alle aziende con fino a 499 dipendenti e ai dipendenti degli enti pubblici.

Preammortamento grandi prestiti

Allungato a 3 anni invece dei 2 previsti prima, il preammortamento dei prestiti con garanzia Sace del valore oltre i 5 milioni di euro relativo ai finanziamenti in favore di imprese di grandi dimensioni, con oltre 5.000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro.

Per l’impresa, rimane l’obbligo di non distribuire i dividendi o ricapitalizzare, mentre la garanzia Sace viene estesa anche a forme di prestito differenti da quelle tradizionali, come la cessione dei crediti.  

Estensione dei beneficiari dei grandi prestiti

Sempre relativamente ai prestiti che necessitano di un’istruttoria più lunga perché più importanti, la platea dei beneficiari si allarga alle associazioni professionali e alle società tra professionisti. Ammessi quindi anche studi di professionisti con un fatturato oltre 1,5 miliardi di euro.

Più beneficiari per le piccole imprese

Per i prestiti concessi alle piccole e medie imprese, la categoria dei beneficiari ora comprende anche le imprese agricole che abbiano esaurito il fondo di garanzia di categoria. Sono invece escluse le società che risiedono nei famosi “paradisi fiscali”.

Come funzionano le garanzie

Due gli strumenti messi a disposizione del Governo a garanzia dei finanziamenti emessi. Il primo è il Fondo centrale di garanzia (Mcc), che fornisce garanzie per i prestiti fino a 5 milioni, l’altro è la Sace, società del Gruppo Casa Depositi e Prestiti, che garantisce le somme più importanti.

Le aziende fino a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato beneficeranno di una copertura per il 90% del valore del finanziamento; le aziende con oltre 5.000 dipendenti e più di 5 miliardi di fatturato saranno invece coperte per l’80%.

I prestiti garantiti al 100% sono quelli entro i 25.000 euro, per piccole imprese e autonomi o lavoratori con partita Iva.

A prescindere dalla dimensione e dal fatturato, si potranno ottenere finanziamenti che non superino il 25% del fatturato o dei ricavi dichiarati.

Il compito della banca adesso

Se prima il procedimento in mano alla banca era più lungo e difficile, adesso con l’autocertificazione l’istituto di credito è tenuto a svolgere solo alcuni adempimenti base. Ad esempio verificare che la domanda sia compilata correttamente, che contenga i documenti richiesti, che l’impresa non sia segnalata alla Centrale rischi.

Una volta fatti questi accertamenti che sono la prassi in ogni caso, l’intermediario finanziario invia la richiesta all’istituto competente affinche possa valutare se fornire la garanzia richiesta.

La responsabilità più importante, riguardo al resto delle informazioni fornite al Fondo o al Sace ricade adesso sull’impresa, perché la banca non è più tenuta a svolgere accertamenti che vadano oltre quelli canonici per la concessione di un prestito.

A cura di: Paola Campanelli

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