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Palestre e piscine, rimborsi post lockdown

Il Governo, per la prima volta durante il lockdown della scorsa primavera, ha varato delle misure che hanno portato alla chiusura di palestre e piscine. A seguito di questo, sono stati previsti dei rimborsi per coloro che non hanno potuto usufruire degli abbonamenti annuali o mensili già pagati.

Pubblicato il 23/11/2020

L’emergenza Covid ha costretto il Governo, tra le altre cose, a varare provvedimenti che hanno portato i gestori di palestre e piscine a chiudere, con la conseguenza che i frequentatori delle stesse non hanno potuto utilizzare gli abbonamenti mensili o annuali già in precedenza pagati alle strutture.

Chi ha già pagato e non ha potuto usufruire dei suddetti abbonamenti ha diritto al rimborso? Ovviamente sì. Già in occasione del primo lockdown dello scorso marzo, secondo quanto affermato dall’art. 216, comma 4 del decreto Rilancio, gli acquirenti potevano presentare, entro trenta giorni dalla data in vigore della legge di conversione del presente decreto, richiesta di rimborso del corrispettivo già versato per tali periodi di sospensione dell’attività sportiva, allegando il relativo titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato.

Il gestore, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al periodo precedente, in alternativa al rimborso del corrispettivo, poteva rilasciare un voucher di pari valore che il consumatore poteva utilizzare entro un anno nella stessa struttura presso la quale si è sottoscritto l’abbonamento. Tali disposizioni sembrerebbero confermate anche in questo secondo lockdown.

Come richiedere il rimborso

Le modalità per avviare la richiesta di rimborso solo le stesse stabilite nella scorsa primavera dopo i mesi di lockdown:

  1. inviare tramite raccomandata o pec la richiesta di rimborso in denaro allegando la ricevuta di pagamento;
  2. il gestore della palestra o piscina ha 30 giorni per restituire al consumatore la somma versata o, in alternativa, emettere un voucher dello stesso valore “prolungando” la validità dell’abbonamento a partire dalla riapertura della struttura. Tale voucher, o buono, può essere utilizzato entro un anno dalla cessazione dell’attività, quindi novembre 2021.

Chi ha diritto a richiedere il rimborso

Tutti coloro che hanno sottoscritto un abbonamento mensile o annuale con la palestra o piscina. Chi invece ha pagato per i singoli ingressi, senza aver acquistato un intero abbonamento mensile o annuale, non ha diritto al rimborso o al voucher, poiché gli ingressi singoli possono essere utilizzati anche alla fine del periodo di chiusura.

Si può ricorrere al voucher, secondo il decreto Rilancio, solo nel caso in cui è possibile garantire al consumatore finale la fruizione del servizio entro un anno. Quindi, a rigor di logica, se una persona intende rinunciare ad allenarsi nei mesi a venire, dovrebbe avere il diritto di ricevere indietro la cifra pagata e non il voucher.

E se la palestra si rifiuta di rimborsare?

Qualora il gestore della palestra dovesse rifiutare il rimborso, le associazioni dei consumatori consigliano di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una pec di messa in mora, intimando la risoluzione del contratto.

Se entro 10 giorni non si ha alcuna risposta o si ha risposta negativa il consumatore potrà rivolgersi al giudice di pace secondo le modalità previste dalla legge. Va ribadito che il Codacons ritiene che, nel caso di specie, sono previsti dei rimborsi in denaro per i consumatori. Di contro, osserviamo che in questi giorni alcuni operatori di palestre e piscine stanno proponendo ai consumatori di “congelare” gli abbonamenti per poi riprenderli a emergenza finita, ma questa è un’opzione che il consumatore è libero di accettare o meno, visto che non è detto che abbia interesse a prolungare la frequentazione.

Altre strutture, invece, hanno addirittura negato il diritto di ricevere il voucher o il rimborso all’attivazione di un nuovo abbonamento, oppure hanno modificato i servizi originariamente previsti non lasciando la possibilità di recedere dal contratto. In mancanza di leggi d’emergenza, ci si può rifare all’art. 1463 del Codice Civile: nel caso in cui ci sia l’impossibilità di usufruire di quanto pagato, si ha il diritto a ottenere il rimborso. Si aggiunga infine che, se si è stipulato un contratto di finanziamento per la palestra o la piscina si può interrompere il versamento delle rate comunicando alla finanziaria per iscritto l’impossibilità di frequentare.

A cura di: Federica Izzo

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