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I mille euro di Draghi

La novità del bonus mille euro di Draghi rispetto al bonus Conte è che questa forma di sostegno da mille euro sarà svincolata dai codici Ateco. Nel caso in cui venga notificato il rigetto della domanda, si hanno 20 giorni di tempo per chiederne la revisione all'Inps.

Pubblicato il 03/03/2021

Mille euro di bonus per i lavoratori con partita Iva e per chi ne è privo, sarà incluso nel Decreto Ristori 5, rinominato Dl Sostegno dal nuovo Governo Draghi. La misura avrà fondi per 37 miliardi di euro totali che andranno ad aiutare lavoratori, imprese e famiglie italiane. E la novità rispetto al bonus Conte è che questa forma di sostegno da mille euro sarà svincolata dai codici Ateco.

A chi spetta

Il nuovo contributo da mille euro spetterà a tutti i titolari di partita Iva, ma anche ai lavoratori autonomi o stagionali, che non sono titolari di una partita Iva. Un ampliamento che include così chi era rimasto tagliato fuori dai ammortizzatori o dai precedenti bonus.

Di fatto, si tratta di una platea ampia che dovrebbe comprendere dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazioni dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, dipendenti a tempo determinato degli stessi settori e di settori diversi; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi che non hanno partita Iva e non sono iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria che siano stati titolari di contratti di lavoro autonomo occasionale durante il 2020; incaricati alle vendite a domicilio con iscrizione alla Gestione separata Inps; lavoratori iscritti al fondo pensione del settori dello spettacolo.

I requisiti

Il bonus sarà erogato a tutti i lavoratori in possesso dei requisiti richiesti, mentre non verrà preso in considerazione il codice Ateco di appartenenza, ma solamente la perdita percentuale del fatturato annuale relativo agli anni di imposta precedenti.

Questa è una differenza sostanziale con i bonus varati dal precedente Governo Conte, che aveva tagliato fuori molte categorie di lavoratori con le decisioni prese, suscitando non poche polemiche. Tra i requisiti essenziali ci sono quello di essere in possesso di una partita Iva da almeno 3 anni; di avere un reddito annuo inferiore ai 50.000 euro; di essere in regola con il versamento dei contributi all'Inps; e di aver subìto una perdita di fatturato di almeno il 33% nel 2020 riconducibile all’emergenza Coronavirus.

Come fare domanda

Il bonifico sarà automatico, almeno per chi l’ha ricevuto in passato con i precedenti ristori, mentre gli altri dovranno fare domanda direttamente all’Inps tramite il portale dedicato. Si stima che i bonifici potranno essere effettuati nel mese di aprile.

Chi richiede il beneficio può controllare l’esito della domanda, e le eventuali informazioni sul rigetto della stessa, nella sezione del sito dell’Inps “Covid-19: tutti i servizi”. Dalla sezione relativa a tutti i servizi Covid-19, si trova un’area specifica dedicata al bonus da 1.000 euro. Basta cliccare la voce “Esiti” per controllare la propria posizione.

In caso di rigetto

Nel caso in cui venga notificato il rigetto della domanda, si hanno 20 giorni di tempo per chiederne la revisione. Per farlo bisogna inviare la documentazione corretta fornita dall’Inps tramite la sezione “Esiti”, dove è possibile allegare il dossier con la richiesta di rivalutazione della propria posizione. In alternativa, si può inviare un’email alla struttura territoriale di competenza all’indirizzo riesamebonus600.milano@inps.it.

A cura di: Sofia Fraschini

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