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Frodi: nel 2020 per le famiglie un danno da 125 milioni di euro

Nel 2020, con l’emergenza Covid, il numero delle frodi tramite furto d’identità è calato del 32,5 per cento, ma si è alzato nello stesso tempo l’importo medio frodato, del 21,8 per cento a un totale di 125 milioni di euro. Le vittime preferite sono gli uomini e over 60.

Pubblicato il 10/08/2021
Andamento delle frodi perpetrate nel 2020 tramite furto d'identità

Ingenuità, leggerezza nell’utilizzo del web e fiducia mal riposta ed ecco che le frodi creditizie nel nostro Paese trovano un terreno fertile in cui imperare. Se da una parte c’è un piccolo dato positivo, ovvero la diminuzione del numero dei casi (ma solo grazie ai lockdown), dall’altra ci somo una serie di segnali che indicano come il fenomeno stia assumendo nel nostro Paese una dimensione preoccupante: dall’aumento degli importi truffati e dei prestiti personali oggetto dei truffatori, all’allungamento dei tempi di scoperta dell’atto criminale.

Il più recente Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti d'identità realizzato da CRIF-MisterCredit è infatti tutt’altro che incoraggiante: nel 2020 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 21.800, per un danno stimato che sfiora complessivamente i 125 milioni di euro.

-32,4% le frodi, ma solo grazie all’emergenza sanitaria

Rispetto all’anno precedente, secondo la ricerca, il numero di frodi risulta in netto calo (-32,4%) di riflesso alla contrazione che c’è stata delle erogazioni di credito alle famiglie a causa dell’emergenza sanitaria.

Al contempo, però, è decisamente salito l’importo medio frodato (+21,8%), attestatosi a circa 5.650 euro, e questo è un preciso segnale dell’efficienza raggiunta dalle organizzazioni criminali. Le frodi creditizie realizzate mediante furto di identità continuano dunque ad avere un impatto non trascurabile sulle famiglie italiane, con il conseguente utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni, e con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. Un problema in continua evoluzione, con il maggiore utilizzo della tecnologia.

Quello delle frodi tramite furto di identità, secondo Beatrice Rubini, direttore Mister Credit di CRIF, è un fenomeno in continua evoluzione, con i criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate che spesso non si è in grado di rilevare. Dopo una crescita costante nell’ultimo decennio, nel 2020 si è registrato un calo dei casi, ma solo perché il lockdown ha determinato la chiusura di molti esercizi e il deciso calo dei finanziamenti. Non è però il caso di abbassare la guardia perché, stima l’esperta, con la ripresa della normale operatività, le frodi sono immediatamente cresciute di nuovo. Per altro, l’accelerazione nell’uso delle carte di pagamento, il boom dell’e-commerce e la digitalizzazione di molti processi possono determinare un innalzamento dei rischi e una nuova impennata dei casi.

La truffa si concentra sugli importi sotto 3mila euro

Anche nel 2020 il maggior numero di frodi si concentra su importi inferiori ai 3mila euro, in virtù della preponderanza dei casi su operazioni di credito al consumo perpetrate presso le catene di distribuzione.

La loro incidenza sul totale è però molto calata in favore dei casi di importo più elevato. Infatti, sono aumentati le frodi con importo tra 10mila e 20mila euro (all’11,1% dal 10,1% del 2019) e quelli oltre i 20mila euro, che arrivano al 13,5% (+68,9% sulla precedente rilevazione). C’è stato un lieve rialzo (+2,5%) dei casi nella fascia 3-5mila euro (al 10,7% dal 10,4%).

Le vittime ‘preferite’ sono uomini e over 60

Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio CRIF–MisterCredit emerge che, ancora una volta, la maggioranza delle vittime sono uomini (nel 61,8% dei casi). Per quanto riguarda invece la distribuzione delle frodi per classi di età si inverte la tendenza evidenziata nel 2019: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento percentuale dei casi è quella degli over 60 anni (+10,6%), al contempo calano gli under 30 (-9,4%). La fascia compresa tra i 41 e i 50 anni scalza invece i più giovani dalla prima posizione, ‘raccogliendo’ il 22,7% delle vittime.

La ripartizione geografica delle frodi mostra una maggiore incidenza in Campania (con un peso del 13,1% sul totale), seppur a fronte di una diminuzione dei casi rilevati del 9,3%, che viene appaiata dalla Lombardia (anch’essa al 13,1%) in virtù di un aumento del 3,7% annuo. A seguire troviamo la Sicilia (10,5%), il Lazio (10,1%), il Piemonte (8,0% in virtù di una crescita dei casi pari a +17,9%) e la Puglia (7,1%). Si tratta delle stesse regioni che, anche nel 2019, occupavano i primi posti, anche se bisogna segnalare che nel 2020 il Piemonte ha sorpassato la Puglia.

Attenzione alla carta d’identità

Analizzando gli alert emerge che nel 76,2% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 22,3% una patente. Circa l’1,4% dei documenti presentati in fase di identificazione è una carta di identità contraffatta o valida ma non riconducibile al soggetto. Per le patenti, il 4,5% sono documenti inesistenti o non appartenenti al soggetto, l’1,3% delle partite IVA è risultato inesistente, il 2,7% con posizione chiusa.

Per quanto riguarda i tempi di scoperta delle frodi, sembra che questi si stiano allungando: solo il 36,3% dei casi è intercettato entro 6 mesi (nel 2019 era il 53%), mentre i casi in cui la frode viene scoperta dopo più di 5 anni sono aumentati del 44%.

A cura di: Fernando Mancini

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