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Dal 14 luglio: via agli incentivi per rilanciare le aree di crisi industriale

Alle 12 del 14 luglio prossimo riapriranno gli sportelli di cinque aree di crisi industriale. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione risorse pari a circa 27 milioni di euro in totale per i territori del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, di Venezia, Livorno e Massa Carrara.

Pubblicato il 11/07/2022
documenti aziendali su tavolo di ufficio
Via agli incentivi per rilanciare le aree di crisi industriale

Per cinque aree di crisi industriale sono in arrivo nuove risorse. I territori coinvolti sono il Friuli Venezia Giulia, la Marche, Venezia, Livorno e Massa Carrara.

Dal 14 luglio riaprono gli sportelli online per richiedere gli incentivi. La somma messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico è di circa 27 milioni di euro in totale. Un provvedimento che prende il via dalla legge 181/89. Oggi l’obiettivo del Governo è avviare una semplificazione e soprattutto un’accelerazione delle procedure a favore di imprese che hanno bisogno di agevolazioni per investire in Italia.

Con il decreto del Mise del 24 marzo 2022 sono state, infatti, stabilite nuove modalità di accesso e funzionamento degli interventi per il rilancio delle aree di crisi industriale ai sensi della legge n. 181/89 e con decreto direttoriale dello scorso 27 giugno è stata disposta, a partire dalle ore 12 del 14 luglio 2022, la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione riguardanti programmi d’investimento localizzati nelle aree di crisi industriale di Livorno, di Venezia, di Massa Carrara, della regione Friuli-Venezia Giulia, dei comuni rientranti nell’area coinvolta dalla crisi del Gruppo Antonio Merloni, precedentemente sospesi con decreto direttoriale 31 marzo 2022.

Il Mise fa sapere che ad essere finanziati saranno tutti i progetti di riconversione, riqualificazione e rilancio industriale previsti in queste cinque aree che andremo ad elencare di seguito:

  • l’area di crisi industriale non complessa della regione Friuli Venezia-Giulia, con agevolazioni pari a 1.977.677,85 di euro;
  • l’area di crisi industriale non complessa della regione Toscana (provincia di Massa-Carrara), con agevolazioni pari a 6.336.194,40 di euro;
  • l'area di crisi industriale del gruppo Antonio Merloni (comuni della regione Marche), con agevolazioni pari a 7.160.253,59 di euro;
  • l’area di crisi industriale complessa di Venezia, con agevolazioni pari a 6.231.245,25 di euro;
  • l’area di crisi industriale complessa del Polo produttivo dell’area costiera livornese, con agevolazioni pari a 5.006.554,10 di euro.

Le risorse serviranno, dunque, a rilanciare alcune aree industriali presenti sul territorio nazionale che attualmente, però, versano in uno stato di difficoltà, complice la crisi di alcuni comparti produttivi. Da qui la decisione del ministro Giancarlo Giorgetti di rendere più veloci le procedure amministrative della legge 181/89 affinché l’erogazione dei contributi avvenga in tempi stretti e si possa finalmente puntare sul lavoro, sulla sostenibilità ambientale e sull’innovazione.

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A chi si rivolgono gli incentivi

Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese costituite in forma di società di capitali, le società cooperative e le società consortili, sono altresì ammesse le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. Le agevolazioni vengono concesse, anche in combinazione tra loro, nella forma del contributo in conto impianti, del contributo alla spesa e del finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato concedibile non può essere inferiore al 20 per cento degli investimenti ammissibili. Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa – fa sapere il Mise - vengono stabiliti in base all’ammontare del finanziamento agevolato.

Ad occuparsi degli adempimenti tecnici e amministrativi relativi all’istruttoria delle domande, alla concessione e all’erogazione delle agevolazioni è Invitalia, a cui vanno inoltrate anche le domande di accesso alle agevolazioni.

Cosa finanzia l'agevolazione

Hanno diritto alle agevolazioni tutti i progetti che:

  • prevedano la realizzazione di programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione di processo e l’innovazione dell’organizzazione, progetti per la formazione del personale e, nel caso di programmi di investimento con spese ammissibili di importo superiore a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese complessive ammissibili non inferiori a 1 milione di euro; nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 400.000,00 euro;
  • comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento.
A cura di: Tiziana Casciaro

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