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Cessione del Quinto: Banca d'Italia investe sul futuro

In seguito alla comunicazione di Banca d'Italia dello scorso 12 gennaio, che rivalutava fortemente la Cessione del Quinto, Assofin ha rivisto il proprio Protocollo e ha riflettuto sulle forme di tutela e sul vantaggio che questo prodotto finanziario può dare.

Pubblicato il 27/01/2022
portone banca d'italia
Banca d'Italia e Assofin si confrontano con la Cessione del Quinto

Con la comunicazione del 12 gennaio 2022 la Banca d’Italia ha ribadito alcuni importanti concetti in materia di Cessione del Quinto, nei confronti delle Banche e delle Finanziarie che operano nella collocazione di questi prodotti. In realtà la comunicazione non ha introdotto novità rilevanti, ma ha ribadito le linee guida del settore, attribuendo alla Cessione del Quinto il ruolo di "importante forma di finanziamento", sdoganando di fatto il prodotto dalla nomea di soluzione finale per cattivi pagatori.

La presenza della copertura assicurativa obbligatoria, insieme alla riconosciuta minore rischiosità del prodotto, in seguito alle misure urgenti dovute alla pandemia per il sostegno del mercato del credito (regolamenti UE 873 del 2020), ha ridotto il fattore di ponderazione, cioè l’accantonamento obbligatorio per le perdite attese dei crediti emessi con la Cessione del Quinto, dal 75% al 35%, questo per evitare di sottrarre risorse erogabile sul mercato del credito e incentivare gli intermediari finanziari ad aumentare i prestiti a lavoratori dipendenti e pensionati.

Tutte queste circostanze pongono di fatto la Cessione del Quinto tra le soluzioni finanziarie migliori nel settore del credito alle famiglie, effetto riscontrabile sul mercato con l’applicazione di tassi di interesse in molti casi concorrenziali, se non addirittura decisamente inferiori, rispetto ai normali prestiti personali.

La conseguenza diretta di questa impostazione è rappresentata dal rafforzamento di quelle misure a tutela del consumatore che la circolare ha richiamato. Banca d’Italia, in riferimento al rischio di credito, ribadisce la necessità di non fermarsi nell’istruttoria per la concessione della Cessione alla sola valutazione del datore di lavoro, ma coinvolge le banche e le finanziaria verso un’analisi a tutto tondo del cliente, tenendo conto della complessiva situazione economico-finanziaria del debitore, anche mediante l’utilizzo della verifica sulle banche dati SIC, con lo scopo di evitare il sovraindebitamento delle famiglie, ridurre il ricorso alla composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotto con il Decreto Ristori del 2020, e tutelare il sistema finanziario dai crediti tossici.

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Per la prima volta Banca d’Italia, riferendosi alla tematica della gestione delle reti di vendita nella collocazione ai consumatori dei prodotti di Cessione del Quinto, pone l’accento sul rischio reputazionale che potrebbe coinvolgere le banche e le finanziarie nei comportamenti scorretti tenuti dai loro venditori che, secondo il Testo Unico Bancario, comporta l’esplicita responsabilità dell’intermediario finanziario per il rispetto degli obblighi di trasparenza da parte dei suoi agenti (Art. 128 decies TUB). La circolare suggerisce agli intermediari finanziari di predisporre, per le proprie reti di vendita, dei protocolli finalizzati all’introduzione del concetto di corretta vendita e di adeguatezza della remunerazione delle reti, sul modello della gestione e collocazione dei prodotti di risparmio gestito.

La comunicazione chiude la serie di precisazioni con un proposito di intenti da parte di Banca d’Italia legato all’intensificazione dei controlli per rafforzare l’azione di supervisione nei confronti delle società vigilate.

La reazione alla comunicazione di Banca d’Italia da parte di Assofin, l’associazione dei principali operatori bancari e finanziari del credito al consumo e immobiliare, è stata positiva e ha imposto una riflessione sull’accelerazione della revisione del Protocollo Assofin in materia di finanziamenti contro le Cessioni del Quinto dello stipendio o della pensione e le delegazioni di pagamento. Il testo del protocollo, datato 2017, ha sempre recepito le indicazioni di Banca d’Italia a volte precedendone l’impostazione e il favore nei confronti del consumatore.

Assofin, in linea con la raccomandazione sul rischio di sovraindebitamento, ha posto l’accento sul progressivo incremento del ricorso nella valutazione del rischio di credito, alle interrogazioni delle banche dati SIC, che vede un trend da parte delle banche e finanziarie associate orientato a un utilizzo al 100% delle richieste di Cessioni del Quinto. Sul tema della trasparenza e del pricing verso la clientela l’orientamento degli associati vede una prevalenza verso i prodotti "TuttoTAN", dove al cliente viene presentato un tasso di interesse praticato comprensivo di tutti i costi da affrontare, dando in tal modo un indicatore chiaro e immediato dei costi dell’operazione.

Relativamente alle raccomandazioni in materia di rischio reputazionale, legato a comportamenti scorretti delle reti di vendita, specie nell’ipotesi di rinnovo della Cessione del Quinto, il dibattito è acceso, perché se da una parte prevale l’esigenza di tutela del consumatore, dall’altra le banche e le finanziarie devono comunque garantire alle proprie reti di agenti una giusta remunerazione, che consente la produzione e l’erogazione di nuovi contratti di Cessione del Quinto.

La conclusione del dibattito ha visto comunque nella comunicazione di Banca d’Italia uno stimolo alla revisione del Protocollo Assofin, già in fase di sviluppo, che comporterà sicuramente delle perdite finanziarie nell’immediato per le banche e le finanziarie, ma vedrà nella Cessione del Quinto sul lungo termine un prodotto vincente nel mercato del credito alle famiglie.

A cura di: Carlo Unali

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