Auto: resta prioritaria nella new mobility post Covid
L’emergenza sanitaria ha avuto un impatto significativo sulla mobilità degli italiani, che stanno ancora limitando i propri spostamenti per lavoro e convivialità. Con 2 cittadini su 3 pronti a limitare gli spostamenti mediante il trasporto pubblico locale, l’auto si conferma in cima alle scelte di mobilità post Covid-19 negli scenari di new mobility nazionale. Se da una parte la crisi economica e il telelavoro stanno frenando al momento la domanda di car sharing, dall’altra parte “l’adozione di protocolli di igienizzazione e il ritorno a una ‘nuova normalità’ restituiranno all’auto condivisa un ruolo strategico per le città”.
Studio ANIASA-Bain & Company
È solo uno dei punti evidenziati dalla ricerca ‘Auto protagonista della mobilità post COVID – Gli spostamenti degli italiani nella fase di ripartenza’ condotta da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, e dalla società di consulenza strategica Bain & Company. Dallo studio, inoltre, emerge che in vista dell’estate, il 20% degli italiani è pronto a noleggiare una vettura per le proprie vacanze, mentre oltre 8 su 10 hanno rinunciato o rinviato l’acquisto dell’auto in attesa di incentivi o di ricorrere a nuove formule di gestione, come il noleggio a lungo termine.
Ancora molta diffidenza nell’utilizzo dei trasporti pubblici
Lo studio mostra come l’emergenza sanitaria abbia decisamente lasciato il segno. Più della metà degli intervistati, ritiene di poter tornare ai precedenti standard di spostamenti pre pandemia solo tra più di 6 mesi, e un quarto addirittura non prima di un anno. La maggiore cautela (o timore) riguarda il ‘trasporto pubblico locale’, che quasi il 70% del campione dichiara di volere utilizzare meno di prima, così come il 47% intende servirsi meno anche dei taxi. È quindi prevedibile che gli italiani per un po’ si muoveranno meno, rinunciando agli spostamenti meno necessari, in particolare a quelli legati al lavoro e al piacere: 3 italiani su 4 pensano di andare meno di prima al ristorante e lo stesso vale per lo shopping. E, soprattutto, la metà ritiene di non aver più bisogno di spostarsi per andare a lavoro nel medio termine grazie al ricorso delle soluzioni di telelavoro e smart working.
Timori sanitari e telelavoro frenano il car sharing
Scendiamo nel dettaglio. Il car sharing, che prima del Covid aveva visto un deciso consolidamento della propria base clienti, ha subito una improvvisa battuta d’arresto nei mesi di lockdown. Se il 46% degli italiani intende utilizzarlo come o più di prima, la restante parte intende invece utilizzarlo meno: di questi il 64% è spinto da preoccupazioni di carattere sanitario, il 30% ritiene di non averne più bisogno per motivi lavorativi (effetto del telelavoro). Il 44% degli ‘scettici’ è però pronto a superare i propri timori, in presenza di chiari protocolli di sanificazione delle auto. Secondo l’analisi, superata questa fase iniziale in cui le preoccupazioni relative all’emergenza sanitaria sono ancora troppo vive, “il car sharing potrà recuperare rapidamente fette di mercato perse negli ultimi mesi e ampliare la propria clientela a quanti eviteranno di servirsi dei mezzi pubblici”.
Il 20% degli italiani pronto a noleggiare un’auto per le vacanze
Il 50% degli intervistati dichiara di voler utilizzare il noleggio come o più di prima del Covid. Per questo business, secondo la ricerca, i timori legati al minor utilizzo sono solo per un terzo legati a ragioni igienico-sanitarie e riguardano nel 54% dei casi invece la variazione delle abitudini lavorative (remote working) o le difficoltà economiche, anche connesse alla perdita/cambio di lavoro (55% del totale). Il 72% degli italiani conferma che andrà in vacanza (in 7 casi su 10 in Italia) e il 20% si dice comunque pronto a farlo con una vettura in noleggio.
L’84% aspetta gli incentivi per acquistare una nuova vettura
Lo studio ANIASA-Bain & Company esamina anche la propensione all’acquisto di nuove auto. Il 24% del campione intervistato ammette di aver rinunciato, al momento, all’acquisto. Un altro 60% lo ha solo posticipato. Chi ha rinunciato o posticipato l’ha fatto per motivi economici (47%) o in attesa di un imminente calo dei prezzi (23%). Per gli intervistati il ritorno all’acquisto è, infatti, legato a incentivi/promozioni (70%) e allo sviluppo di strumenti flessibili. In quest’ottica la formula del noleggio a medio e lungo termine, che garantisce un impegno economico certo nel tempo, senza rischi o sorprese sul valore dell’usato, rappresenta un’opportunità concreta anche per i privati.
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