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Auto elettrica: ancora tanti passi da fare

Gli automobilisti italiani sono confusi e sanno poco delle caratteristiche di un’auto elettrica, delle diverse motorizzazioni oggi presenti sul mercato e di come scegliere un’auto. È quanto emerso dal #FORUMAutoMotive, dove gli addetti ai lavori hanno chiesto incentivi che non siano stop&go.

Pubblicato il 31/03/2022
auto elettrica tesla in posizione di ricarica
Stato della transizione ecologica del mercato dell'auto

Il mercato dell’auto, o meglio la mobilità sostenibile, è già proiettato nel futuro, ma nel suo percorso sta incontrando molti ostacoli: dall’avanzamento della transizione ecologica bloccato dalla politica agli incentivi annunciati e congelati, ai ritardi accumulati nelle infrastrutture alla crisi scaturita prima dalla pandemia e, adesso, dalla guerra in Ucraina.

Sono problematiche che non si possono trascurare perché stiamo parlando di un settore messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e che è seriamente minacciato della perdita di 75mila posti di lavoro senza un piano che guardi ‘distante’ e non solo nell’immediato. Sono stati questi i principali temi al centro dell’evento #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore.

Informare e formare, soprattutto i giovani

Nella tavola rotonda ‘La mobilità che cambia: gli italiani nel caos. Occorre informare e formare’ si è discusso della confusione che c’è tra i consumatori sulle diverse motorizzazioni presenti, su come orientare le loro scelte in base alle esigenze e sulla necessità di formare e informare correttamente gli automobilisti. In particolare, ha sottolineato Toni Purcaro, chairman DEKRA Italia, molti degli sforzi sono focalizzati sui giovani, per i quali l’incidentalità stradale rappresenta una delle prime cause di morte. Oggi, ha infatti notato Emilio Patella, segretario nazionale Autoscuole Unasca, i ragazzi che vanno alle scuole guida sono sì più informati degli adulti, ma quello che manca loro è la formazione alla guida corretta di tutti i tipi di auto.

Tutti puntano all’elettrico, ma pochi lo conoscono

Quello che manca è anche il secondo livello di sicurezza. In particolare, un’inchiesta di SicurAUTO.it ha evidenziato l’assenza di formazione dei vigili del fuoco sugli incendi che vedono coinvolte auto a batteria: situazioni che richiedono invece una capacità di spegnimento cui non siamo ancora pronti. Senza contare che finora la gente ha compreso poco il mercato dell’elettrico. Tutti mostrano attenzione per questo tema ma, ha notato Massimo Ghenzer, presidente di Areté Methodos, si registra una discordanza tra l'atteggiamento positivo e il desiderio di investire in queste vetture un budget contenuto, oggi ancora molto lontano dal costo medio di un’utilitaria alla spina. Insomma, l’automobilista italiano crede nell’innovazione, ma le sue tasche lo frenano.

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La crisi potrebbe cambiare i tempi della transizione

La direzione presa dal mercato è comunque quella green anche se, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, c’è da rilevare il suo andamento ondivago nella propria posizione sul FIT for 55. Il conflitto in Ucraina potrebbe però spingere il Paese a prendere posizioni più nette. Lo sostiene, tra gli altri, anche Andrea Crespi, direttore generale di Hyundai Italia, secondo cui oggi gli obiettivi dell’azzeramento delle emissioni di CO2 sono chiari, ma potrebbero cambiare i tempi. Per questo, ha aggiunto il manager, servono misure che non siano stop&go, ma che mettano in campo investimenti strutturali per accompagnare la transizione. In questo senso, serve una maggiore maturità e consapevolezza anche da parte dei consumatori nelle scelte di mobilità.

Crociata green tra incentivi e conseguenze sociali

All’interno del dibattito ‘Crociata green e sostenibilità sociale: quali rischi senza un vero equilibrio’ il promotore del forum, Pierluigi Bonora, ha affrontato il tema incentivi e le possibili conseguenze sociali dell’avanzata dell’elettrico. Tutti concordano che “prima arrivano e meglio è”, considerato che la politica dei rinvii ha finora penalizzato proprio le vendite delle vetture green. È però necessario evitare il greenwashing, ecco perché sarà importante capire come si produrrà l’energia che alimenterà tali vetture, altrimenti si rischia solo di spostare la produzione di CO2 e di approcciare il tema con ideologia. Bisogna evitare, ricorda Paolo Martinello, numero uno di Altroconsumo, casi come il Dieselgate che è la più grande operazione di greenwashing recente.

Mercato sempre in attesa degli interventi del Governo

Secondo studi, sottolinea Martinello, l’auto elettrica è già oggi la più conveniente dal punto di vista economico nel suo completo ciclo di vita. Gianmarco Giorda, dg di ANFIA, ammette di attendere con impazienza due interventi governativi: il DL sugli incentivi per dare fiato al mercato, anche dell’auto elettrica, e le misure di sostegno alle imprese per riqualificare la filiera, anche per cogliere le opportunità che arriveranno dall’elettrificazione. Il tema della sostenibilità è molto pesante anche per il mercato del lavoro, poiché, sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, in futuro aumenteranno (per 75mila lavoratori) le situazioni a rischio occupazionale, frutto della digitalizzazione, della connettività, della guida autonoma e dell’elettrificazione.

A cura di: Fernando Mancini

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