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Auto: il mercato europeo vira in rosso in ottobre

Il mercato dell’auto europea accusa un nuovo arretro: in ottobre le vendite sono calate del 7,8 pct a causa soprattutto della pandemia. Relativa tenuta delle immatricolazioni di nuove auto in Italia, grazie alla coda avuta dagli eco-bonus adottati dal Governo. 

Pubblicato il 07/12/2020

Il mercato automobilistico europeo vira di nuovo in rosso, dopo avere spuntato in settembre un misero +1,1%, primo e unico rialzo registrato quest’anno. Le immatricolazioni di nuove auto sono infatti diminuite in ottobre del 7,8% tendenziale a 953.615 unità. Una battuta di arresto per la maggior parte riconducibile, secondo la chiave di lettura dell’Associazione dei produttori di auto europei (Acea), alle nuove restrizioni decise da alcuni Governi europei per contrastare la seconda ondata del Covid. 

Relativa tenuta delle immatricolazioni in Italia

Lo scorso mese dei 31 mercati nazionali dell’area solo quattro hanno chiuso su un terreno positivo, si tratta di mercati piccoli o piccolissimi come Norvegia (+23,6%), Romania (+17,6%), Islanda (+12%) e Irlanda (+5,4%). Particolarmente pesante è il bilancio mensile di tre dei quattro principali mercati: la domanda è diminuita soprattutto in Spagna (-21%) e, in modo più contenuto, in Francia (-9,5%) e in Germania (-3,6%). Segno negativo anche per il mercato italiano, che però riesce a limitare i danni (-0,2% su base annua) grazie all’effetto coda degli incentivi varati dal Governo a favore delle vetture con alimentazione tradizionale.

Dietro il crollo dei primi dieci mesi c’è la pandemia 

Evidente l’impatto della pandemia nel consolidato dei primi dieci mesi dell’anno, con la domanda crollata nell’Ue del 26,8%. Nell’area allargata Ue+Efta+Uk il calo è stato del 7,1%, che porta a -27,3% la flessione tra gennaio e ottobre. In effetti, in tutta l'UE sono stati immatricolati circa 8 milioni di veicoli nei primi dieci mesi, il che si traduce in un calo di oltre 2,9 milioni di unità rispetto al 2019. Guardando ai principali Paesi, la Spagna accusa il calo più marcato (-36,8%), seguita dall’Italia che – nonostante la relativa tenuta di ottobre – tra gennaio e ottobre ha perso il 30,9% delle vendite. In linea il crollo accusato dal mercato del Regno Unito (-31%). Non sono indifferenti comunque nemmeno i cali registrati in Francia (-30,9%) e Germania (-23,4%). 

La crisi continua a influenzare la propensione all’acquisto

In tutti i mercati, secondo l’analisi di Promotor, la domanda di autovetture è oggi influenzata essenzialmente da tre fattori: le limitazioni alle attività economiche e alle libertà personali disposte per contrastare il coronavirus, gli effetti sull’economia e sulla propensione all’acquisto di beni durevoli derivanti dalla crisi e, a favore, gli incentivi varati in quasi tutti i Paesi per sostenere il mercato dell’auto e favorire il rinnovo del parco circolante. L’impatto dei primi due fattori è stato devastante tra marzo e maggio, mentre da giugno a ottobre gli stimoli hanno consentito un parziale contenimento delle perdite. 

I nuovi contagi compromettono l’ultima parte del 2020

A causa della seconda ondata dei contagi è facile prevedere nuovi crolli a partire da novembre, temperati, ma solo in parte, nei Paesi con sistemi di incentivazione efficace e con stanziamenti adeguati. Non vi sarà invece alcun temperamento dell’impatto del virus nei Paesi con incentivazioni inadeguate e purtroppo l’Italia rientra in questa categoria. Al 18 novembre, infatti, sono già esauriti gli stanziamenti per gli incentivi previsti dal Decreto agosto per le auto con emissioni da 61-110 di CO2 gr/Km e si stanno esaurendo quelli per le auto con emissioni di CO2 da 0-60 gr/Km. Il successo degli eco-bonus è infatti andato oltre le previsioni, con gli automobilisti italiani che in massa hanno acquistato una nuova auto cogliendo l’occasione degli incentivi pubblici contestualmente a un mercato del credito che continua a offrire tassi di interesse sui prestiti davvero convenienti.

Preoccupa l’assenza di aiuti nella proposta di Legge di Bilancio

L’orizzonte per il mercato dell’auto italiano resta a tinte fosche: la proposta di Legge di Bilancio presentata dal Governo al Parlamento per la conversione in legge non prevede infatti alcun aiuto per il mondo dell’auto. In questa situazione le previsioni per l’ultimo scorcio del 2020 e per il 2021 non possono essere che – secondo Promotor - “catastrofiche”. È quindi essenziale, secondo il suo presidente, Gian Primo Quagliano, che dal Parlamento venga la proposta di un pacchetto per l’auto da inserire nella Legge di Bilancio e che questo pacchetto sia adeguato all’importanza del comparto che, con il suo indotto, vale in Italia il 12% del Pil.

A cura di: Fernando Mancini

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