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Antievasione: prestiti e Superbonus nel mirino

Controlli rafforzati quando il tenore di vita è sensibilmente difforme rispetto alla dichiarazione dei redditi, monitoraggio sull'utilizzo del credito 110% e fatturazione elettronica obbligatoria anche per le partite Iva che usano il regime forfettario. Partono le misure antievasione.

Pubblicato il 11/05/2022
donna effettua pagamento contactless in negozio
L'Agenzia delle Entrate stringe i controlli

Il tenore di vita, i movimenti sul conto corrente e anche gli eventuali prestiti ricevuti. Cresce l’attenzione del Fisco sui contribuenti italiani grazie ai nuovi strumenti tecnologici che promettono di contrastare l’evasione ben più di quanto si sia fatto fino ad oggi. Con la prospettiva di premiare i contribuenti onesti attraverso tagli alle imposte.

Le novità del Decreto Pnrr

I nuovi provvedimenti sono inseriti nel decreto Pnrr, così denominato in quanto è stato concepito soprattutto per dare attuazione ai primi obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tra le varie misure adottate – dai tagli alla burocrazia per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici all’elettrificazione dei porti – rientrano anche alcune misure antievasione. Un fenomeno diffuso anche in altri Paesi, ma che da noi assume livelli da allarme rosso: secondo una stima della Cgia di Mestre, nel 2019 (ultimo dato disponibile) le somme sottratte in maniera fraudolenta al Fisco hanno superato quota 80 miliardi di euro. Una quota per altro in calo rispetto al passato, grazie soprattutto all’evoluzione tecnologica delle misure di contrasto.

“Tra la compliance fiscale, lo split payment e, a partire dal 2019, per mezzo della fatturazione elettronica, una serie di contribuenti tra cui gli evasori incalliti, chi riceveva i pagamenti dallo Stato per un servizio o una prestazione lavorativa resa e poi non versava l’Iva e, infine, i professionisti delle cosiddette 'frodi carosello', sono stati indotti a ravvedersi”, si legge nello studio.

Spinta dalla tecnologia

Il digitale è l’arma sulla quale si punta per un’ulteriore accelerata, in linea con il percorso tracciato a partire dal decreto Semplificazioni. Aumentare i controlli incrociati tra spese e introiti dichiarati dovrebbe consentire di stringere il cerchio intorno agli evasori rendendo sempre più difficile sfuggire al Fisco. Il Governo punta ad accelerare il tasso di adesione, riducendo del 5% i “falsi positivi”, cioè la rilevazione di anomalie anziché frodi. Nel Pnrr approvato dall’Ue, il governo italiano si è impegnato a ridurre l’evasione italiana del 5% nel 2023, del 15% nel 2024 e del 40% entro il 2026, data di fine del piano.

Pos, si fa sul serio

Dopo le polemiche degli anni scorsi, i Pos si vanno diffondendo su larga scala. Al 30 giugno prossimo è fissata la data limite: oltre quella data professionisti ed esercenti pubblici saranno obbligati ad accettare pagamenti tramite carte di debito e credito, pena sanzioni. Queste ultime fin qui sono mancate, tanto da rendere agevole la vita a chi non intendeva dotarsene. In particolare, la sanzione consisterà in una parte fissa di 30 euro per ogni transazione elettronica negata, alla quale sommare il 4% dell’operazione rifiutata. Il decreto introduce una stretta.

Lotteria degli scontrini al rilancio

Nonostante finora sia stata decisamente sotto tono, il Governo punta a rilanciare la lotteria degli scontrini con l’obiettivo di incrementare i pagamenti digitali. Vista l’esperienza di questi mesi, l’orientamento è di eliminare il codice a barre da presentare alla cassa che identifica il concorrente alla lotteria. Al suo posto, lo scontrino uscirà con un Qr-Code che il cliente potrà poi inquadrare con una app per vedere se ha vinto o no. L’esecutivo studia anche come aumentare il numero di estrazioni e quindi di vincite, in modo da tenere alta l’attenzione tra i contribuenti.

Fatturazione elettronica estesa

Inoltre, dal 1° luglio scatterà l’obbligo di fatturazione elettronica anche per le partite Iva che si avvalgono del regime forfettario, che prevede un prelievo unico del 15% sull’Irpef che devono pagare i percettori di redditi fino a 65mila euro.

L’introduzione della fatturazione elettronica – fin qui prevista solo per i percettori di redditi più elevati - ha portato alla riduzione del gap Iva di circa il 2,4% tra 2018 e 2019, pari a 3,5 miliardi di euro. Una somma tutt’altro che trascurabile alla luce della situazione in cui versano i conti italiani.

Monitoraggio rafforzato sul 110%

Infine viene potenziato anche il meccanismo di monitoraggio del Superbonus 110%, lo sconto edilizio più soggetto a frodi e distorsioni. L’invio della pratica all’Enea potrebbe avvenire all’avvio dei lavori e non al termine degli stessi, in modo da far scattare da subito – se necessario – i controlli.
Per il provvedimento si tratterebbe dell’ennesimo restyling nel corso degli ultimi mesi.

A cura di: Luigi dell'Olio

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