⏰ In 30 secondi:
- A giugno 2026 i prestiti a famiglie e imprese crescono del 3,3% annuo;
- Tasso sui nuovi mutui casa sceso al 3,48%, contro il 4,42% del 2023;
- Crediti deteriorati in calo: confrontare le offerte conviene.
Secondo l'ultimo rapporto dell'ABI, i prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere a ritmo sostenuto, in accelerazione rispetto ai mesi precedenti. I tassi sui nuovi finanziamenti restano nettamente più bassi, anche rispetto a quelli registrati alla fine del 2023.
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Il rapporto mensile dell'ABI relativo a luglio 2026 conferma una tendenza ormai ininterrotta: il credito in Italia continua a crescere e lo fa a un ritmo sempre più sostenuto. A giugno 2026 il totale dei prestiti erogati a famiglie e imprese ha segnato un incremento del 3,3% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,0% registrato il mese precedente.
Il dato si inserisce in un percorso di crescita avviato ormai a marzo 2025, che sta assumendo i contorni di una fase espansiva piuttosto solida.
A colpire, più ancora del dato aggregato, è la durata delle due serie positive che lo compongono. Per le famiglie si tratta del diciottesimo mese consecutivo di aumento dei prestiti, per le imprese il dodicesimo mese.
Guardando al dettaglio più recente disponibile, a maggio 2026 i finanziamenti alle famiglie sono cresciuti del 2,6% su base annua, mentre quelli alle imprese hanno fatto ancora meglio con un +3,5%, segno che la ripresa del credito stia interessando in modo piuttosto uniforme sia il mondo produttivo sia i consumatori.
Il rapporto ABI fotografa anche l'evoluzione del costo del denaro per chi richiede oggi un finanziamento. Il tasso medio applicato al totale dei prestiti in essere, che comprende quindi anche i contratti sottoscritti negli anni passati, si attesta al 4,08%, in leggero aumento rispetto al mese precedente.
Guardando invece alle nuove operazioni, il quadro appare più favorevole: il tasso medio sui nuovi mutui casa è sceso al 3,48%, un valore nettamente inferiore rispetto al 4,42% registrato a dicembre 2023.
Anche i nuovi finanziamenti alle imprese seguono una traiettoria simile: il tasso medio si è attestato al 3,76%, contro il 5,45% di fine 2023. Un calo di quasi due punti percentuali in circa due anni e mezzo, che testimonia come l'accesso al credito sia diventato più sostenibile sia per le famiglie sia per le aziende.
Il rapporto evidenzia anche come il margine tra il tasso applicato ai nuovi prestiti e quello riconosciuto sulla nuova raccolta (spread), calcolato su famiglie e società non finanziarie, si attesti a giugno 2026 a 208 punti base, valore che riflette la marginalità con cui le banche continuano a operare, pur in un contesto di tassi ufficiali stabili e di una domanda di credito in espansione.
A sostenere questa dinamica contribuisce anche il costante miglioramento della qualità del credito. A maggio 2026 i crediti deteriorati netti sono scesi a 26,7 miliardi di euro, in ribasso rispetto ai 27,7 miliardi di dicembre 2025 e ai 31,3 miliardi di fine 2024. Rispetto al picco di 196,3 miliardi toccato nel 2015, il calo supera i 169 miliardi di euro.
In termini relativi, i crediti deteriorati rappresentano oggi appena l'1,28% del totale dei finanziamenti erogati, contro l'1,32% di dicembre 2025. Un sistema bancario più solido, dunque, che si traduce anche in una maggiore propensione degli istituti a concedere nuovi finanziamenti.
In un contesto in cui il credito riprende slancio e i tassi sulle nuove operazioni restano sensibilmente più bassi rispetto a due anni fa, per chi sta valutando un prestito personale o un finanziamento diventa ancora più importante mettere a confronto le diverse proposte disponibili sul mercato, che possono variare in modo significativo da un istituto all'altro, sia in termini di tasso applicato sia di costi accessori.
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