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Ristrutturazione sostenibile: il successo dei prestiti green

Il costo di un prestito green è in media inferiore al 15% rispetto a un prestito personale. Secondo i dati di PrestitiOnline.it sono richiesti da persone con reddito più elevato e diventano un prodotto interessante anche per le finanziarie, perché più ricchi e legati a una platea più bancabile.

Redazione
A cura di Redazione
monete in terreno con piante su sfondo sfocato
I prestiti green sempre più offerti dalle banche

Se un tempo costituivano solo una piccola fetta dell’offerta, negli ultimi anni i prestiti green sono parte sempre più consistente del portafoglio prodotti di banche e società finanziarie.

Un prestito green è una forma speciale di finanziamento impiegato per un progetto sostenibile, piccolo come l’acquisto di una bici o uno scooter elettrico, di un’auto ibrida o elettrica, più grande come come un immobile di classe energetica superiore. Più spesso il prestito green viene utilizzato per ristrutturare un immobile al fine di renderlo più efficiente energeticamente.

I prestiti green sono definiti anche “verdi” e incentivano chi dimostra attenzione per l’ambiente ed è disposto a modificare i comportamenti di consumo per questa indispensabile causa. Così, dalla mobilità alle abitudini in casa fino all’economia finanziaria, il “green” diventa uno stile di vita.

I prestiti green in Italia

Un tempo prodotto di nicchia delle banche, questo tipo di prestiti ha finito per diventare l’offerta di punta delle banche. Lo testimoniano anche i dati di PrestitiOnline.it riferiti allo scorso dicembre, secondo i quali i prestiti green sono richiesti da persone con reddito medio più elevato, pari a 1.810 euro rispetto ai 1.648 euro dei prestiti classici. Il valore medio delle linee di credito si attesta invece sui 15.623 euro, contro gli 11.346 dei prestiti classici.

I prestiti green sono interessanti anche per le finanziarie, perché più ricchi e legati a una platea considerata più bancabile, tanto da registrare tempi di erogazione inferiori alla media.

Chi è interessato a un prestito green ha un’età media di 42 anni e 4 mesi (42 anni per i prestiti classici), mentre quasi la metà risiede nel nord Italia, il 45% (20% Centro, 35% Sud e Isole).

Solo nel 2020 i prestiti green offerti dagli istituti di credito costituivano soltanto il 7% del totale, ma a oggi l’81% delle società finanziarie li contempla nell’offerta (ricerca Crif-Sda Bocconi): di queste, il 64% propone soluzioni di prestito finalizzate alla realizzazione di progetti volti a migliorare l’efficientamento energetico delle case e sfruttare le energie rinnovabili.

Più nello specifico si richiede un prestito green per:

  • Installare impianti fotovoltaici;
  • installare infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  • investire nella mobilità sostenibile (es acquisto di veicoli elettrici);
  • realizzare opere di isolamento termico dell’involucro delle abitazioni (cappotto termico);
  • sostituire impianti di climatizzazione;
  • acquistare elettrodomestici e illuminazione di classe A;
  • sostituire i serramenti.
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Perché scegliere un prestito sostenibile

I prestiti green prevedono condizioni agevolate rispetto a un normale prestito personale: dall’eliminazione delle spese di istruttoria all’allungamento delle durate, fino al piano di ammortamento flessibile e al taglio dei tassi di interesse. Il suo costo è in media inferiore al 15% rispetto a un qualunque prestito personale.

Secondo PrestitiOnline.it, i finanziamenti verdi consentono di risparmiare in media tra i 30 e i 50 basis point di Taeg rispetto ai prestiti normali.

Con un prestito green si risparmia doppiamente, prima alla stipula perché gli istituti di credito concedono condizioni più vantaggiose a chi li richiede, poi perché si investe nel risparmio energetico e nella sostenibilità, mossa che consente sempre di avere un ritorno nel tempo in termini di riduzione delle spese.

Le carte da preparare

Banche e società finanziarie richiedono la documentazione degli acquisti green finanziati con un prestito, pena la mancata concessione del prestito.

Se la somma è più alta, finalizzata al finanziamento della ristrutturazione o dell’acquisto di un immobile secondo i criteri green, l’istituto di credito richiederà anche l’attestato APE che certifichi la prestazione energetica acquisita dell’immobile, o una testimonianza scritta rilasciata con una dichiarazione del costruttore o dal responsabile dei lavori della ditta che effettua gli interventi.

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