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Maternità e prestiti, le strade percorribili

Nel 2019 37mila donne hanno lasciato il lavoro per ragioni economiche e l'impossibilità di conciliare lavoro e famiglia. Ma sono diversi i canali a cui può far riferimento una neo mamma per accedere a un prestito o reperire risorse di sostegno alla maternità.

Pubblicato il 15/12/2020

Aggiornato il 15/04/2021

Conciliare vita privata e lavoro è una delle sfide più difficili per le neo mamme. Lo dimostra il fatto che nel 2019 sono state oltre 37mila le donne che si sono licenziate perché in difficoltà su questo fronte. Secondo una ricerca Ipsos, il 37% delle donne tra i 25 e i 49 anni con almeno un figlio risulta inattivo, percentuale che sale all’aumentare del numero di figli, arrivando fino al 52,5% per le donne con tre o più figli. Ecco allora che i prestiti o i fondi dedicati alle neo mamme tornano d’attualità. Ma quali sono le strade percorribili?

Cessione del quinto in maternità

Si tratta di un prestito garantito e non finalizzato che prevede la cessione di una parte dello stipendio (massimo il quinto, ovvero il 20% dello stipendio) con addebito diretto sulla busta paga. Una possibilità che spesso, durante il periodo di maternità gli istituti bancari o finanziari sono restii a concedere. Più che altro per autotutelarsi, dal momento che è possibile che una dipendente possa richiedere un periodo di congedo facoltativo.

In tal frangente la rata del prestito non viene addebitata, ma ripianificata nelle successive mensilità. Per richiedere la cessione del quinto per donne in maternità, la dipendente deve dimostrare di essere rientrata in servizio. Oppure deve richiederla nel periodo che precede il congedo per maternità. Se il soggetto richiedente sottoscrive una cessione prima di beneficiare del congedo di maternità, la rata del prestito viene comunque addebitata.

Fondo di sostegno alla natalità 

Il fondo può contare su una dotazione di 13 milioni di euro e ha l’obiettivo di sostenere finanziariamente le famiglie con figli attraverso un prestito a tasso agevolato, garantito dallo Stato sino al 50% del capitale ottenuto in prestito. Si possono richiedere in prestito fino a 10mila euro da rimborsare in sette anni al massimo, in un’unica soluzione o in più rate che vanno stabilite con la banca che eroga il finanziamento.

Il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) fisso applicato, cioè il tasso che esprime in percentuale il costo totale del prestito, non deve superare il valore del Tegm (Tasso effettivo globale medio) rilevato ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per i prestiti personali e in vigore nel momento in cui viene concesso il finanziamento.

Il prestito va richiesto esclusivamente a una delle banche che hanno aderito all’iniziativa, poco meno di 40, il cui elenco è disponibile sul sito di Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici che gestisce il Fondo. Le banche o gli intermediari finanziari aderenti non possono chiedere garanzie aggiuntive oltre a quella rilasciata dal Fondo stesso.

Bonus figli 2021

L’assegno unico 2021 spetta alle famiglie con figli a carico, e non concorrerà alla formazione del debito. L'importo che arriverà grazie al bonus bebè varia a seconda del reddito Isee della famiglia:

  • per quanti abbiano un'Isee fino a 7.000 euro, il bonus bebè sarà pari a 160 euro al mese;
  • per le famiglie che hanno un Isee compreso tra i 7.000 ed i 40.000 mila euro, il bonus scende a 120 euro al mese;
  • è pari a 80 euro mensili per le famiglie che hanno Isee superiori a 40.000 euro o nel caso in cui non sia stata presentata la Dsu per richiedere l'Isee.

Nel caso in cui ci siano dei figli successivi al primo - stesso discorso nel caso in cui siano stati adottati - l'importo del bonus crescerà del 20%.

Bonus asilo nido

Il bonus Asilo nido invece non è propriamente una novità. È stato istituito nel 2016 ed ha lo scopo di dare un supporto alla genitorialità: in questo caso la misura cerca di dare un supporto economico nei primi anni di vita del bambino.

Il bonus asilo nido può essere richiesto da quelle famiglie che hanno avuto un figlio dal 1° gennaio 2016: in un primo momento l'importo del bonus poteva arrivare ad un tetto massimo pari a 1.000 euro. Doveva essere utilizzato per saldare le rette degli asili nido pubblici e privati. Poteva essere sfruttato per pagare le forme di assistenza domiciliare in favore dei bambini con meno di tre anni di età.

Dal 2019 il bonus asilo nido è stato portato a 3.000 euro, sulla base dell’Isee. I criteri di erogazione sono i seguenti:

  • Isee minorenni fino a 25.000 euro: bonus fino a 3.000 euro annui, erogato per 11 mensilità da 272,72 euro;
  • Isee minorenni da 25.0001 fino a 40.000 euro: bonus fino a 2.500 euro annui, erogato per 11 mensilità da 227,27 euro;
  • Isee minorenni superiore a 40.0001: bonus fino a 1.500 euro annui, erogato per 11 mensilità da 135,37 euro.

Finanziarie e banche

Anche le finanziarie e le banche possono concedere prestiti alle neo mamme. Si tratta di prestiti personali e variano a seconda dell’importo, della durata e delle garanzie. Non sarà necessario presentare alcun giustificativo di spesa al momento della richiesta di finanziamento e si potrà usufruire di Tan e Taeg molto convenienti.

A cura di: Sofia Fraschini

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