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Furti d’identità: il coronavirus non li blocca

I più colpiti dai furti d’identità e frodi creditizie sono i giovani. L’attività illegale, che nel primo semestre ha provocato danni per oltre 65 milioni, si è concentrata sui prestiti finalizzati e sulle carte di credito. Campania a Lombardia guidano la classifica dove ci sono più vittime.

Pubblicato il 15/01/2021

Gli italiani non possono abbassare la guardia nei confronti dei furti di identità e delle frodi creditizie. Nel primo semestre 2020, secondo il recente Osservatorio realizzato da CRIF-MisterCredit i casi nel Paese sono stati oltre 11.200, per un danno stimato che supera i 65 milioni di euro. L‘importo medio della singola frode è stato di 5.792 euro, in aumento del +24,2% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante il lockdown e le misure restrittive abbiano portato a una maggiore difficoltà a effettuare truffe fisiche in banca e nei punti vendita (-33,1%), il fenomeno continua infatti ad avere dimensioni preoccupanti e con gravi ripercussioni sulle famiglie rimaste vittima.

Presi di mira prestiti finalizzati e carte di credito

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (auto, moto, elettronica, articoli di arredamento, elettrodomestici, energie rinnovabili), che continuano a rappresentare la metà del totale. Al secondo posto si trovano le frodi sulle carte di credito, con il 20,4%, seguite da quelle legate ai prestiti personali, in aumento rispetto allo scorso anno, con una quota del 10,6%. Un vero e proprio boom ha interessato i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che, anche se rappresentano il 3,6% del totale delle frodi, risultano più che raddoppiati rispetto ai primi sei mesi del 2019.

Al primo posto gli acquisti fraudolenti di elettrodomestici

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, rispetto al primo semestre 2019, gli elettrodomestici restano la tipologia più diffusa, con una quota del 31,9% del totale. Al secondo posto, in aumento del 7,4% tendenziale, si piazzano le auto e moto (che arrivano a spiegare il 14,8%), seguite dall’arredamento (8,1%), mentre una quota rilevante di azioni fraudolente riguarda anche elettronica-informatica-telefonia (8,3%). È inoltre interessante evidenziare il continuo aumento dei casi che hanno come oggetto di frode trattamenti medici ed estetici (anche se la loro incidenza sul totale nel primo semestre si è fermata al 6,1%).

La mappa delle frodi in base all’importo

Cambia sostanzialmente la fotografia delle frodi se si guarda il tipo di bene in rapporto all’erogato: qui le categorie più colpite risultano intrattenimento/viaggi, consumi/abbigliamento/lusso, spese professionali e trattamenti medici/estetici. Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 5.792 euro, nel 29,6% dei casi il valore risulta inferiore ai 1.500 euro. Nel complesso, rispetto al primo semestre 2019, secondo l’Osservatorio i casi di frode di importo contenuto sono quasi raddoppiati, mentre risultano in calo quelli con importi compresi tra 10.000 e 20.000 euro e quelli superiori ai 20.000 euro.

La fascia più colpita resta quella dei giovani

Ancora una volta la maggioranza delle vittime sono uomini (63,7% dei casi). Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella nella quale si rileva il maggior incremento percentuale delle frodi nel primo semestre 2020 è quella degli over 60 (+16,6%) seguita dai 51-60enni (+10,3%). In termini assoluti, tuttavia, la fascia più colpita resta quella dei giovani tra 18 e 30 anni, coinvolti in circa 1 caso di frode su 4. In merito alla tipologia del contratto di lavoro, dall’analisi dell’unità antifrode BPO di CRIF è emerso che l’1,4% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, così come sempre l’1,4% delle pratiche dei lavoratori autonomi.

Campania e Lombardia guidano la classifica

Riguardo la regione di residenza delle vittime, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (con oltre 1.500 casi), Lombardia (quasi 1.350), Lazio (oltre 1.300) e Sicilia (quasi 1.200). Rapportando il dato della percentuale di frodi sui volumi di crediti erogati, si evidenziano dei cambiamenti significativi nel ranking, con la Calabria che scala la classifica passando dalla decima posizione alla prima, così come salgono in graduatoria Sardegna, Abruzzo e Molise. Dagli alert emerge che nel 79,5% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 18,5% dei casi una patente e nell’1,9% un passaporto.

A cura di: Fernando Mancini

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