⏰ In 30 secondi:
- Il Fondo Studio 2026 mette a disposizione 70.000 euro senza garanzie;
- La domanda si presenta online su Consap con SPID o CIE;
- Rimborso flessibile fino a 15 anni e preammortamento di 30 mesi.
Nato nel 2010 e rimasto per anni marginale, il Fondo Studio riparte nel 2026 con regole nuove: 30 mesi di preammortamento, importi fino a 70.000 euro e domanda digitale su Consap. Nei primi mesi, già oltre mille richieste, soprattutto dal Sud, un buon segnale di ripartenza.
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Studiare costa e non sempre le famiglie hanno le risorse per sostenere rette, affitti fuori sede e spese di formazione fino alla laurea. Per rispondere a questa esigenza, esiste da anni uno strumento poco conosciuto ma potenzialmente decisivo: il Fondo Studio, noto anche come Fondo per il credito ai giovani, che permette di ottenere un prestito d'onore garantito dallo Stato senza dover offrire garanzie personali o familiari.
La sfida principale, più che normativa, sembra oggi comunicativa: far sapere agli studenti e alle famiglie che strumenti come il Fondo Studio esistono e sono una via concreta per affrontare il percorso universitario senza rinunce.
Il Fondo nasce nel 2010 con l'obiettivo di sostenere gli studenti meritevoli attraverso il sistema bancario, ma per oltre un decennio la sua diffusione è rimasta marginale. Dal 2026, lo strumento è stato rilanciato con un nuovo impianto normativo, gestito da Consap, la società controllata dal Ministero dell'Economia che verifica i requisiti di accesso, mentre alle banche convenzionate spetta la valutazione del merito creditizio e l'erogazione del finanziamento.
Possono accedervi i giovani tra i 18 e i 40 anni regolarmente iscritti a un corso riconosciuto in Italia o all'estero: lauree triennali e magistrali, corsi AFAM, master, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, corsi di lingua di almeno sei mesi e percorsi ITS Academy.
È richiesto un profitto scolastico adeguato: un voto minimo di 75/100 al diploma per chi si iscrive a una triennale, oppure di 100/110 alla laurea triennale per accedere a master o specializzazioni.
Rispetto al passato, i massimali sono stati ampliati in modo significativo: si può arrivare fino a 50.000 euro per un percorso in Italia e fino a 70.000 euro per chi studia all'estero. La somma non viene erogata in un'unica soluzione, ma in tranche annuali che non superano i 15.000 euro. Dopo la prima erogazione, le tranche successive sono legate al rendimento accademico: lo studente deve aver superato almeno metà degli esami previsti dal piano di studi, pena la sospensione del finanziamento.
Il vero elemento distintivo del Fondo è la garanzia pubblica, che copre fino al 70% dell'importo in caso di inadempienza, permettendo alle banche di erogare senza chiedere fideiussioni o garanti.
Il rimborso può estendersi da un minimo di 3 a un massimo di 15 anni e il piano di ammortamento non parte prima del trentesimo mese dall'ultima tranche erogata: un periodo "ponte" durante il quale si versa solo la quota interessi, pensato per non gravare sullo studente mentre è ancora impegnato con gli studi.
La procedura è stata digitalizzata rispetto al passato: la richiesta si presenta direttamente sul portale di Consap, accedendo con SPID o CIE e inserendo i propri dati anagrafici e accademici.
L'esito preliminare arriva in genere entro pochi giorni; una volta verificato il possesso dei requisiti, la pratica passa alla banca scelta tra quelle aderenti alla convenzione, che effettua l'istruttoria finale e delibera l'erogazione.
Il primo Fondo, attivo dal 2011, aveva prodotto risultati modesti: poco più di 2.500 prestiti erogati in quindici anni, una quota infinitesimale rispetto ai circa due milioni di studenti universitari italiani.
Il rilancio, partito nella primavera del 2026, mostra però segnali di ripartenza: nei primi mesi di operatività sono arrivate oltre mille richieste, in gran parte dal Sud Italia, con diverse centinaia di pratiche già istruite e i primi finanziamenti avviati.
Il tasso di default storico dello strumento, sotto il 2%, resta uno degli elementi che ha convinto le autorità a puntare su un rilancio strutturale, affiancando il canale pubblico alle convenzioni già attive tra singoli istituti di credito e atenei.
Chi non rientra nei requisiti del Fondo Studio, o non vuole attendere i tempi dell'istruttoria pubblica, ha comunque a disposizione un'altra strada praticabile. Anche per i più giovani resta infatti sempre possibile accedere a un prestito personale online a condizioni interessanti, con tassi che restano molto vantaggiosi anche nel 2026.
Su PrestitiOnline.it è possibile confrontare le offerte disponibili sul mercato per individuare la soluzione più adatta al proprio profilo: un'opzione utile per chi ha bisogno di liquidità in tempi rapidi o per integrare l'importo ottenuto tramite il Fondo.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
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| Prestito Personale Crediper Crediper | € 151,91 | 7,48% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 151,25 | 7,82% | 7 anni |
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| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 161,40 | 10,85% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
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