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Auto Ue: le vendite rivedono la luce in agosto

Il mercato dell’auto Ue rivede la luce dopo tredici mesi di ribasso. In agosto le immatricolazioni sono cresciute del 4,4 per cento, performance che riduce la perdita accumulata da inizio anno a meno 11,8 per cento. L’effetto locomotiva esercitato soprattutto da Italia, Spagna, Francia e Germania.

Pubblicato il 27/09/2022
auto con calcolatrice e monete
Immatricolazioni auto nell'Ue, di agosto

Il mercato dell’auto europeo registra in agosto un primo, timido, segnale di ripresa dopo una fase di ribassi durata ben tredici mesi. In agosto, rende noto l’ACEA, le immatricolazioni di nuove auto nel Vecchio continente sono cresciute del 4,4%. Si tratta di uno spunto modesto, quasi fisiologico dopo l’ampia correzione di luglio (-10,4%) e la cui portata, per altro, acquisisce un significato peggiore considerato che la base di confronto è stata bassa.

Il saldo delle vendite registrate tra gennaio e agosto rivela, infatti, che la condizione di debolezza sofferta dal mercato resta intatta. Non solo le immatricolazioni dei primi otto mesi dell’anno risultano diminuite dell’11,8% nei confronti dello stesso periodo del 2021 ma, rispetto al primi otto mesi del 2019, ovvero l’anno che ha preceduto il grande crollo causato dalla pandemia e da tutti gli altri fattori negativi che hanno colpito il settore, c’è ancora un ritardo delle vendite del 33,3%.

ACEA, mercato molto al di sotto ai livelli pre-Covid

La nota positiva registrata in agosto ha interessato tutti i trenta Paesi dell’area, ad eccezione di sette piccoli mercati (Danimarca, Finlandia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia e Norvegia). Tutti i principali mercati hanno contribuito alla performance, con l’effetto locomotiva esercitato principalmente da Italia (+9,9%), Spagna (+9,1%), Francia (+3,8%) e Germania (+3%).

Mentre in luglio, mese più vivace per il settore rispetto ad agosto, tutti e quattro i principali mercati dell'Ue hanno registrato una performance peggiore su base tendenziale, con la Germania (-12,9%) e la Spagna (-12,5%) che hanno accusato le contrazioni più ampie. Tutti e quattro i mercati chiave quest’anno denunciano perdite: il dato peggiore è dell’Italia (-18,4%), seguito da quelli di Francia (-13,8%), Germania (-9,8%) e Spagna (-9,4%). La stessa ACEA ammette che, con appena 650.305 unità vendute, il mercato resta molto al di sotto dei livelli pre-Covid.

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I fattori della crisi del comparto auto

L’Associazione dei produttori europei di auto punta il dito verso la carenza di microprocessori: problema che sta mettendo sempre più in difficoltà le catene di montaggio. Il contesto non spinge all’ottimismo.

Le prospettive per il prossimo futuro, secondo l’analisi offerta da Promotor, non appaiono infatti positive anche perché ai fattori di crisi non ancora superati (effetti della pandemia, carenza di componenti, calo del potere di acquisto degli automobilisti, guerra in Ucraina) si stanno aggiungendo due ulteriori importanti elementi negativi: l’aumento vertiginoso dei costi dell’energia e la crescita dell’inflazione, fattori che finiranno per incidere in maniera significativa anche sui prezzi delle auto e sulle intenzioni di acquisto degli automobilisti. La crisi è tangibile guardando due mercati: quello tedesco, dove le vendite di aiuto sono scese ai minimi degli ultimi trent’anni, e quello italiano, dove sono diminuite ai livelli degli anni ‘60.

L’auto elettrica non sta prendendo prende in Italia

Unica nota positiva riscontrata sul mercato dell’auto è la costante penetrazione delle vetture a basso impatto ambientale. In diversi Paesi dell’Europa Occidentale, come rileva uno studio di Promotor, si sta infatti registrando un certo incremento delle vendite di auto elettriche. Fenomeno, purtroppo, non così evidente in Italia, dove le immatricolazioni di auto elettriche pure (BEV) nel periodo gennaio-agosto 2022 hanno accusato un calo del 20% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Al momento le strategie del Governo per ri-orientare il mercato del trasporto privato a favore della sostenibilità non sono quindi premiate. Tutto ciò, nonostante che per le auto elettriche - con il Decreto varato lo scorso 6 aprile - siano stati stanziati 220 milioni di euro per incentivi all’acquisto, incentivi al momento prenotati soltanto per il 18,6% dagli automobilisti italiani.

A cura di: Fernando Mancini

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