⏰ In 30 secondi:
- Il Fondo Consap garantisce il 70% dei prestiti per studenti;
- Si possono ottenere fino a 70.000 euro, in base al percorso di studi;
- Il rimborso parte 2 anni e mezzo dopo il titolo e può durare 15 anni.
Il Fondo per lo Studio di Consap entra a pieno regime: i giovani tra 18 e 40 anni possono finanziare università, master e dottorati con un prestito garantito dallo Stato. Nessuna richiesta di reddito o garanzie familiari: a contare sono soltanto i risultati negli studi.
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Nel 2026 il Fondo per lo Studio gestito da Consap entra a pieno regime e apre una strada ambiziosa: chi studia con impegno può finanziare il proprio percorso, che sia una magistrale, un master all’estero o un dottorato, contando sulla garanzia dello Stato.
A fare la differenza sono i risultati raggiunti, il desiderio di crescere e la voglia di guardare lontano, in risposta a quello che si rivela come un segnale di fiducia verso le nuove generazioni e un invito a investire su sé stessi.
Lo strumento non è nuovo, perché esiste da oltre quindici anni ma è rimasto a lungo poco più di una promessa sulla carta. Il motivo era tecnico: senza una garanzia pubblica di ultima istanza, per le banche concedere questi prestiti significava immobilizzare capitale e fare accantonamenti sull’intero importo. Pochi istituti avevano interesse a farlo, tanto che gli aderenti erano appena ventitré.
La svolta arriva con un emendamento al Decreto Sport e Istruzione, che introduce la copertura statale al 70%, e con il decreto attuativo firmato a novembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine gennaio 2026. Da fine aprile la piattaforma è pienamente operativa.
Possono fare domanda ragazzi e adulti tra i 18 e i 40 anni. Il tetto è di 50 mila euro per chi studia in Italia e di 70 mila per chi sceglie un percorso all’estero. Il ventaglio dei corsi è ampio: lauree, master, dottorati, scuole di specializzazione, corsi di lingua e ITS Academy.
La procedura si divide tra due soggetti. Consap, tramite il portale MyConsap, controlla i requisiti e rilascia la garanzia in pochi giorni lavorativi. Poi entra in gioco la banca scelta dallo studente, che valuta il merito creditizio e decide se e a quali condizioni erogare.
Il funzionamento del sistema è il rendimento. Per accedere a una triennale servono almeno 75 centesimi alla maturità; per magistrali e master, un voto di laurea di almeno 100 su 110. E non basta entrare: il finanziamento arriva a rate annuali, fino a 15 mila euro ciascuna, e ogni nuova tranche è legata alla verifica dei progressi negli esami. Chi si ferma smette di ricevere fondi.
Il rimborso è pensato sui tempi reali dell’ingresso nel mondo del lavoro: si comincia a restituire due anni e mezzo dopo il titolo, con un piano che può arrivare a quindici anni.
C’è però un aspetto che conviene conoscere bene prima di decidere. Se il giovane non paga, il Fondo rimborsa alla banca il 70% della somma non restituita e poi si rivale sul debitore, anche attraverso la riscossione coattiva. Un impegno serio, insomma, da valutare con la stessa attenzione che si dedicherebbe a un mutuo.
I primi numeri raccontano un interesse reale: oltre 2.400 domande nei primi cinque mesi e una rete di istituti aderenti più che raddoppiata, da 23 a 54, con l’ambizione dichiarata di toccare quota cento entro fine anno. Anche il credito cooperativo si è mosso, con prodotti dedicati che si appoggiano alla garanzia Consap.
Il terreno, del resto, era già stato preparato dai privati. Il caso più noto è Per Merito di Intesa Sanpaolo, attivo dal 2019: niente garanzie esterne, importi fino a 75 mila euro, restituzione dilazionabile fino a trent’anni. La sua crescita è un buon indicatore della domanda rimasta a lungo inespressa: nel 2024 i beneficiari erano circa 17 mila, oggi superano i 54 mila, per un totale erogato oltre il miliardo di euro.
Il cantiere è ancora aperto. È attesa la firma della convenzione con Cassa Depositi e Prestiti e con il Fondo europeo per gli investimenti, che porterebbe una controgaranzia europea e nuove risorse: Consap ha parlato di 200 milioni aggiuntivi. Sul tavolo c’è anche l’idea di integrare i fondi regionali per il diritto allo studio.
L’orizzonte dichiarato è ambizioso: oltre 200 mila finanziamenti nell’arco di dieci anni.
Le banche aderenti al Fondo non offrono tutte le stesse condizioni, e accanto allo strumento pubblico esistono prestiti personali privati con logiche diverse. Il parametro da guardare è sempre il TAEG, che include spese e costi accessori. Poi contano la durata del periodo di attesa prima della prima rata, la lunghezza massima del piano di rimborso, la possibilità di estinguere in anticipo senza penali e le regole in caso di cambio di corso o di ritardo negli esami.
Un buon esercizio è chiedere almeno due o tre preventivi, confrontarli e simulare la rata su uno stipendio d’ingresso realistico: bastano pochi decimali di differenza per spostare migliaia di euro sull’intera durata del prestito.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 153,14 | 7,74% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
Finiti gli studi, molti giovani si trovano davanti a un bivio: entrare nel mondo del lavoro o proseguire gli studi per ampliare le proprie competenze e arrivare ancora più preparati. Non tutti però possono permettersi di prolungare la formazione accademica ed ecco che entra in gioco il prestito studenti, uno strumento di finanziamento strategico che consente di coprire le spese destinate all'istruzione e alla specializzazione.
I piccoli prestiti permettono di ottenere somme contenute in modo rapido, evitando le lungaggini burocratiche dei finanziamenti tradizionali. Grazie ai processi digitali, le richieste vengono evase in poche ore e la documentazione può essere gestita completamente online.
Chi non ha un reddito da dipendente può accedere in genere a somme contenute e spesso più costose. Per evitare brutte sorprese, conviene confrontare il TAEG, diffidare di chi chiede denaro in anticipo e verificare che l’intermediario sia autorizzato e iscritto presso l’OAM.
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