⏰ In 30 secondi:
- La Manovra 2027 rafforza gli aiuti alle famiglie e alle madri lavoratrici;
- Per gli under 30 gli aumenti di stipendio saranno tassati all’1% nel 2027;
- Salta la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi.
La Legge di Bilancio stanzia 26 miliardi nel 2027 e per l’anno successivo, ma quasi nove servono a rinnovare agevolazioni che altrimenti scadrebbero. Nessuna novità per chi contava su un dicembre più generoso in busta paga. Novità per i giovani e la tassazione degli aumenti di stipendio.
⏰ In 30 secondi:
Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 ha superato il primo passaggio in Consiglio dei ministri e ora arriva in Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre. Una manovra da 26 miliardi per il 2027 e per il 2028, di cui circa nove destinati a prorogare misure già in vigore.
Per le famiglie con figli il testo conferma alcune misure attese e ne rafforza altre. Non trova invece spazio lo sconto fiscale sulle tredicesime, ipotizzato fino alle ultime fasi della discussione: le buste paga di dicembre non beneficeranno quindi di questa misura.
Viene confermata per il 2027 l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti che derivano dai rinnovi dei contratti nel settore privato. Quest’anno l’agevolazione si applica ai dipendenti privati con un reddito da lavoro 2025 fino a 33.000 euro.
Resta da definire se soglia e periodo dei rinnovi ammessi cambieranno. Il Governo presenta la misura come un sostegno alla contrattazione collettiva, alternativa al salario minimo legale, che non entra nella manovra.
La novità principale riguarda i giovani. Solo per il 2027, gli incrementi di stipendio rispetto all’anno precedente saranno tassati all’1%, al posto di Irpef e addizionali: un prelievo ridotto sugli incrementi nel 2027, aumenti in busta paga o scatti di carriera.
Il testo trasmesso alle Camere indica un tetto di 2.500 euro di aumento agevolato, per i nati dopo il 31 dicembre 1997 con un reddito da lavoro dipendente fino a 28.000 euro. La somma potrà essere pagata in un’unica soluzione o su dodici mensilità. Resta confermata anche l’aliquota dell’1% sui premi di produttività, già prevista per il 2026 e il 2027 dalla manovra precedente.
Le imprese potranno dedurre una quota maggiorata del costo del lavoro per le nuove assunzioni: la maggiorazione sale all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per gli under 36.
Gli esoneri contributivi per i contratti a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori delle Zone economiche speciali, aree del territorio economicamente meno sviluppate in cui lo Stato concede vantaggi fiscali e burocratici alle imprese per attirare investimenti e creare posti di lavoro, sono prorogati fino a fine 2027. Secondo le prime ricostruzioni, la soglia esente dei fringe benefit salirebbe a 2.000 euro per i lavoratori fino a 30 anni.
Il bonus per le madri lavoratrici diventa permanente. Spetta alle donne con almeno due figli e un reddito da lavoro fino a 40.000 euro, comprese autonome e dipendenti a termine. Nel 2026 vale 720 euro l’anno, mentre l’importo per il 2027 non è ancora stato fissato.
Il congedo parentale pagato all’80%, utilizzabile entro i sei anni del bambino, passa da tre a quattro mesi, che diventano cinque con il secondo figlio e sei dal terzo, mentre gli autonomi che non usano il congedo potranno ricevere un voucher fino a 500 euro per un massimo di tre mesi. Non è ancora chiaro se l’importo sia mensile o complessivo.
Non c’è la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi, discussa fino all’ultimo con aliquote tra il 10 e il 15%. Manca anche la proroga dell’imposta del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni. Nel 2026 questa agevolazione vale fino a 1.500 euro l’anno per i dipendenti privati con reddito fino a 40.000 euro, ma senza un intervento del Parlamento terminerà a fine anno e salta anche l’ipotesi di estenderla al salario accessorio del pubblico impiego.
Per molte famiglie la tredicesima serve a coprire le uscite di fine anno, come regali, bollo e assicurazione auto e gli imprevisti, come una caldaia da sostituire o una cura dal dentista. Visto che non ci sarà alcun bonus fiscale, conviene pianificare per tempo: separare le spese necessarie da quelle rinviabili e mettere da parte una piccola somma per le emergenze.
Quando una spesa importante non si può rimandare, si può distribuirne il costo nel tempo invece di utilizzare tutti i risparmi. Per i lavoratori dipendenti la soluzione potrebbe essere la cessione del quinto. La rata fissa viene trattenuta direttamente in busta paga e non può superare il 20% dello stipendio netto. Inoltre, poiché lo stipendio fa da garanzia, i tassi sono in genere più bassi rispetto ad altre forme di credito.
Le condizioni cambiano molto da un operatore all’altro e in base al profilo del richiedente: dipendente privato, pubblico o pensionato. Su PrestitiOnline.it è possibile confrontare le diverse offerte di prestito personale proposte dagli istituti di credito partner, guardando soprattutto al TAEG, che comprende tutti i costi del finanziamento.
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Lo sconto fiscale e la nuova indicizzazione seguono regole diverse e, per gli assegni più alti, il risultato può essere una perdita di potere d’acquisto. In questo scenario, programmare le spese importanti diventa essenziale e la cessione del quinto può essere una soluzione.
Il Governo sta lavorando per introdurre importanti novità sui bonus casa per il 2027. L'intenzione è innalzare la detrazione per la riqualificazione energetica, che passerebbe dal 50% al 65%, sfruttando la flessibilità dell'Unione europea che punta a un maggiore efficientamento energetico. Vediamo da vicino quali interventi potrebbero rientrare nella misura.
Gli assegni pensionistici si preparano al consueto adeguamento al costo della vita. Per il 2027 le stime indicano aumenti ancora da confermare: sugli importi effettivi peseranno il valore dell’inflazione, il prelievo fiscale e le decisioni sulle pensioni minime.
Per un prestito da 5.000 euro, le condizioni possono cambiare da un istituto all’altro: alcune offerte non prevedono spese di istruttoria, mentre altre includono costi aggiuntivi. La rata mensile è un primo riferimento, ma per valutare l’impegno economico complessivo contano anche il TAEG e l’importo totale da restituire.
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