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Prestiti: in luglio frenata per le aziende

Nel mese di luglio la crescita dei prestiti al settore privato è rallentata al 2,1 per cento: stabili quelle alle famiglie, mentre quelli alle imprese sono più che dimezzati. Lo rende noto Banca d’Italia. I tassi sui mutui in calo, all’1,75 per cento, dopo cinque rialzi consecutivi.

Pubblicato il 17/09/2021
Andamento dei prestiti al settore privato nel mese di luglio

Il rallentamento che le attività economiche solitamente registrano nel periodo estivo si è ripercosso anche sul mercato del credito. A luglio, infatti, secondo quanto emerge dal rapporto mensile di Banca d’Italia ‘Banche e moneta: serie nazionali’, la crescita dei prestiti concessi al settore privato è rallentata per il secondo mese consecutivo.

A incidere non sono state tanto le richieste di finanziamento delle famiglie, rimaste costanti rispetto a giugno, quanto quelle presentate dalle società non finanziarie. Un effetto, secondo gli esperti, che potrebbe essere legato – oltre che all’imminente pausa estiva – anche a fattori fisiologici, dopo la vivacità che ha caratterizzato questa componente da gennaio.

Stabili i prestiti alle famiglie, +3,8%

Nel dettaglio, secondo il report di Via Nazionale, nel mese di luglio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci delle banche, sono aumentati complessivamente a un ritmo più lento di quanto visto in giugno: del 2,1 per cento sui dodici mesi rispetto al +3,4 per cento del mese precedente. I prestiti alle famiglie, in particolare, sono cresciuti del 3,8 per cento sui dodici mesi (come nel mese precedente), mentre il tasso di espansione di quelli concessi alle società non finanziarie è diminuito all’1,7 per cento dal +3,8 per cento di giugno.

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Lieve correzione del trend dei depositi

Sempre nel mese di luglio, i depositi del settore privato sono cresciuti del 9,3 per cento sui dodici mesi, poco sotto al +9,6 per cento di giugno. In sostanza, la tendenza degli italiani verso la liquidità – in atto sin dallo scoppio della pandemia dello scorso anno – continua a trovare conferme. Infatti, anche da quanto emerge dal più recente Osservatorio Prestiti di PrestitiOnline.it, le richieste di prestiti liquidità nel trimestre corrente sono risultate pari al 32% del totale, percentuale che si confronta con il 21,4% registrato nei primi tre mesi del 2020.

Tornando al report di Banca d’Italia, la raccolta obbligazionaria è diminuita del 5,2 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,2 nel mese precedente). Per quanto riguarda le sofferenze, queste sono diminuite complessivamente del 17,1 per cento sui dodici mesi (in giugno la riduzione era stata del 21,3 per cento). Questa variazione, precisa la nota, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Tassi sui mutui in calo dopo cinque aumenti di seguito

In luglio i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) sono diminuiti per la prima volta dopo ben cinque aumenti consecutivi, collocandosi all’1,75 per cento dall’1,77% di giugno.

In sintonia si sono mossi anche quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo, scesi al 7,94 per cento (dall’8,11%). I tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,05 per cento (1,17 in giugno), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,83 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,69 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,31 per cento (0,32 nel mese precedente).

Più titoli di Stato nei portafogli delle banche

Per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane nel mese di luglio possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 426,87 miliardi di euro (+2% da inizio anno), in aumento dai 421,89 miliardi di giugno.

Si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle di Banca d’Italia, è rappresentata dai Btp: a luglio sono ammontati a 306,97 miliardi (303,86 miliardi del mese precedente). Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (78,15 miliardi contro 73,91 miliardi). I Bot detenuti ammontavano a 10,68 miliardi (12,25 miliardi) e i Ctz a 11,46 miliardi (12,16 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini

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