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Mercato del credito: cresce il divario tra le imprese, aumentano i prestiti alle famiglie

Più credito alle imprese del Centro-Sud, frenata in diverse regioni settentrionali. Il mercato prestiti mostra dinamiche differenti tra attività produttive e famiglie, che continuano a finanziarsi. Il rialzo BCE riporta al centro il costo delle nuove richieste.

Martina Moretti
A cura di Martina Moretti

Esperta di prodotti finanziari

mercato prestiti
Credito: divario tra imprese e prestiti alle famiglie in crescita

⏰ In 30 secondi:

  • I prestiti alle imprese crescono del 2,6%, con forti differenze territoriali;
  • Il credito alle famiglie sale del 3,2%, mentre cala l’importo medio richiesto;
  • Il rialzo dei tassi BCE rende più onerose le nuove richieste di prestito.

Il credito alle imprese cresce soprattutto nel Centro-Sud, mentre diverse regioni del Nord registrano una contrazione. È il divario che emerge dai dati ABI aggiornati a fine giugno 2026, riportati dal Sole 24 Ore.

A livello nazionale, i finanziamenti alle attività produttive aumentano del 2,6% su base annua, ma la media nasconde andamenti regionali molto distanti. I prestiti alle famiglie segnano invece un +3,2%, con una crescita più diffusa sul territorio.

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Il credito alle imprese accelera al Sud e arretra in parte del Nord

Il Lazio registra l’aumento più marcato, pari al 12,3%. Seguono Calabria e Sicilia, entrambe al +4,6%, mentre Puglia e Basilicata crescono rispettivamente del 3,7% e del 3,1%. Al Nord, Lombardia ed Emilia-Romagna mantengono un andamento positivo, con incrementi del 2,7% e del 2,3%.

Le flessioni più significative interessano però proprio alcune regioni settentrionali: il Friuli Venezia Giulia perde il 4,3%, la Liguria il 3,7% e il Veneto lo 0,5%. Ancora più netta la contrazione in Valle d’Aosta, pari al 15,5%. Il Nord presenta quindi situazioni differenti al suo interno, con alcune delle principali aree produttive che faticano a tenere il passo della crescita nazionale.

Secondo il presidente ABI Antonio Patuelli, gli investimenti del PNRR e della ZES, la Zona economica speciale, contribuiscono a sostenere i finanziamenti nel Centro e nel Mezzogiorno. Sul Nord pesa anche il rallentamento dell’economia tedesca, che condiziona l’attività delle imprese. Il divario nel credito si accompagna così alle difficoltà della produzione industriale.

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Industria e Nord Est sotto osservazione per il rischio di credito

Un ulteriore segnale arriva dalle previsioni ABI-Cerved sui finanziamenti che entrano in default, cioè per i quali emergono difficoltà di rimborso. Per il 2026 l’industria è l’unico settore con un livello di deterioramento atteso superiore a quello precedente alla pandemia. L’aumento più consistente, all’interno del comparto, riguarda le piccole imprese.

Il Nord-Est registra inoltre il maggiore incremento previsto della rischiosità, pur restando l’area con il livello più basso. Nel Mezzogiorno, invece, il rischio rimane più elevato. La crescita dei finanziamenti e la capacità di restituirli delineano dunque due aspetti diversi: l’espansione del credito al Sud convive con una maggiore fragilità dei rimborsi.

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Alle famiglie più credito, ma nei prestiti personali scende l’importo richiesto

Per le famiglie il quadro territoriale è più omogeneo. Nei dati ABI riportati dal Sole 24 Ore, tutte le regioni registrano aumenti dei finanziamenti: tra le più dinamiche figurano Emilia-Romagna e Campania, con incrementi del 3,9% e del 3,8%. Il dato riguarda il credito complessivo alle famiglie, di cui i prestiti personali costituiscono una componente.

Su questo segmento, l’Osservatorio di PrestitiOnline.it rileva nel terzo trimestre 2026 un importo medio richiesto di circa 10.600 euro, in calo rispetto ai 10.900 euro del trimestre precedente. La liquidità resta la prima finalità, con il 37,3% delle richieste, sostanzialmente stabile rispetto al 37,6% del secondo trimestre. Rispetto all’inizio dell’anno, quando la liquidità rappresentava il 28,9% delle richieste, questa esigenza ha acquisito maggiore peso.

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Il rialzo BCE rende più importante confrontare le offerte

A questo andamento si aggiunge il cambiamento della politica monetaria, in particolare per quanto riguarda il rialzo dei tassi BCE. L’aumento del costo del denaro deciso dalla Banca Centrale per contenere l’inflazione si riflette su nuovi finanziamenti, con le condizioni dei prestiti che si adeguano di conseguenza, rendendo più onerose le nuove richieste. Uno scenario che è destinato ad inasprirsi, dato che entro la fine dell'anno è previsto un ulteriore rialzo da parte della BCE.

Per chi deve finanziare una spesa, confrontare le proposte diventa quindi ancora più utile. PrestitiOnline.it permette di consultare le migliori offerte di prestito personale e mettere a confronto rata, costo complessivo e condizioni. Il vantaggio è individuare, tra le soluzioni disponibili per la propria richiesta, quella più conveniente, senza fermarsi al primo preventivo.

Mercato prestiti: imprese e famiglie seguono percorsi differenti

Il mercato dei prestiti continua a crescere, ma con ritmi diversi. Per le imprese, il dinamismo del Centro-Sud si contrappone alle difficoltà di alcune regioni settentrionali e ai segnali di maggiore rischio nell’industria. Per le famiglie, la crescita del credito è più uniforme, mentre nei prestiti personali diminuisce l’importo medio richiesto. Con il rialzo BCE, la scelta delle condizioni di finanziamento acquista ulteriore peso nel bilancio familiare.

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