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Taglio IRPEF e pensioni: da marzo cambiano le trattenute

La Manovra taglia l'aliquota IRPEF sulla seconda fascia di reddito e i pensionati vedranno gli effetti già nel cedolino di marzo, arricchito anche dagli arretrati dei primi due mesi. Non tutti però beneficeranno della misura: ecco cosa cambia davvero.

Pubblicato 20/02/2026
coppia di pensionati guarda il proprio cedolino della pensione
Pensioni: la novità fiscale della Manovra 2026

Il cedolino di marzo segna una svolta per milioni di pensionati italiani. La Legge di Bilancio ha previsto una riduzione dell'aliquota IRPEF applicata alla seconda fascia di reddito, quella compresa tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui, che scende dal 35% al 33%. Non si tratta di un incremento della pensione lorda, ma di un alleggerimento del prelievo fiscale operato dall'INPS, che si traduce in un importo netto più alto accreditato ogni mese sul conto del pensionato.

Il beneficio massimo raggiunge i 440 euro annui per chi percepisce un reddito pensionistico di 50.000 euro e si estende — grazie ai meccanismi di applicazione dell'imposta — anche ai redditi superiori, fino alla soglia dei 200.000 euro. Oltre quel livello, il vantaggio viene neutralizzato attraverso una riduzione degli sconti fiscali spettanti al contribuente. Per chi si colloca nella parte bassa della fascia interessata, il risparmio è più contenuto: circa 40 euro annui per un reddito di 30.000 euro, che salgono a 140 euro per chi ne guadagna 35.000.

Chi percepisce una pensione al di sotto della soglia dei 28.000 euro lordi, già soggetta ad aliquote inferiori, non trae alcun vantaggio diretto da questa misura, a meno che non rientri tra le categorie che beneficiano delle maggiorazioni sociali.

Pensioni di marzo con il bonus degli arretrati

La particolarità del cedolino di marzo risiede nel fatto che, oltre al nuovo importo mensile ricalcolato con l'aliquota ridotta, l'INPS verserà anche i conguagli arretrati relativi ai mesi di gennaio e febbraio, durante i quali la trattenuta fiscale era ancora calcolata con la vecchia aliquota al 35%.

Il risultato sarà un accredito una tantum più consistente del normale, destinato a rientrare nei ranghi a partire da aprile, quando la busta pensionistica rifletterà esclusivamente il risparmio fiscale corrente.

Ecco alcuni esempi concreti:

  • per una pensione annua lorda di 30.000 euro, l'aumento netto mensile è nell'ordine di 3-4 euro, a cui si aggiungono a marzo circa 6-8 euro di arretrati, per un totale di 10-12 euro in più nel cedolino;
  • con un reddito pensionistico di 40.000 euro, il beneficio mensile sale a circa 20 euro, con arretrati di 40 euro e un extra complessivo su marzo di 60 euro;
  • per chi si attesta sui 50.000 euro, l'incremento netto mensile è di circa 35-37 euro, con arretrati nell'ordine dei 70-75 euro, per un totale di circa 100 euro aggiuntivi nel solo mese di marzo.

Maggiorazioni sociali: a chi spettano i 12 euro in più al mese

Accanto al taglio IRPEF, il cedolino di marzo porta con sé anche l'adeguamento delle maggiorazioni sociali, una misura che riguarda specifiche categorie di pensionati:

  • gli over 70;
  • gli invalidi civili totali;
  • chi dispone di redditi particolarmente bassi.

Per queste categorie, l'importo della maggiorazione mensile passa da circa 8 a 20 euro, con un incremento netto di 12 euro al mese. Anche in questo caso, a marzo si aggiungono gli arretrati dei primi due mesi dell'anno, portando il beneficio complessivo del cedolino a circa 40 euro.

Per i pensionati con redditi inferiori a 28.000 euro che non rientrano in queste categorie specifiche, il cedolino di marzo non presenterà variazioni significative rispetto ai mesi precedenti.

Taglio IRPEF: una strategia di riequilibrio fiscale

Il taglio dell'aliquota intermedia non è un intervento isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia di rimodulazione del prelievo fiscale, pensata per attenuare l'erosione del potere d'acquisto che ha colpito le famiglie e i pensionati italiani negli ultimi anni.

L'obiettivo dichiarato è riequilibrare la pressione tributaria su chi si colloca nella fascia centrale dei redditi, quella che storicamente sopporta il carico fiscale più sbilanciato rispetto ai servizi ricevuti.

Si tratta di un tentativo di protezione del reddito pensionistico, in un contesto economico dove l'inflazione e i rincari delle utenze hanno ridotto il valore reale delle prestazioni previdenziali.

Pensioni e divario di genere: le donne percepiscono il 26% in meno

A rendere il quadro più complesso contribuiscono i dati INPS sul divario retributivo tra uomini e donne in ambito pensionistico. Secondo il Monitoraggio sui flussi di pensionamento, nel 2025 l'importo medio delle pensioni liquidate alle donne si è fermato a 1.056 euro, il 26% in meno rispetto ai 1.437 euro degli uomini. Considerando le sole gestioni previdenziali e quindi escludendo gli assegni sociali, il gap si conferma: 1.139 euro mensili per le donne contro 1.545 euro per gli uomini, con una differenza del 26,28%.

Le ragioni sono strutturali: carriere lavorative mediamente più brevi per le donne, retribuzioni più basse durante la vita attiva e un tasso di occupazione femminile ancora inferiore a quello maschile.

La cessione del quinto come risorsa per i pensionati

In un contesto in cui molti pensionati si trovano a dover far fronte a spese impreviste o straordinarie, la cessione del quinto della pensione resta uno degli strumenti di finanziamento più accessibili e vantaggiosi.

Si tratta di un prestito a tasso fisso e rata costante, rimborsato attraverso una trattenuta diretta sull'assegno pensionistico per un importo che non può superare il 20% del netto mensile. Una formula che offre stabilità e prevedibilità, due qualità particolarmente apprezzate da chi vive di rendita previdenziale.

Per valutare la propria situazione e individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, è possibile richiedere un preventivo di cessione del quinto direttamente online, senza impegno e in modo gratuito.

Il comparatore di PrestitiOnline.it consente di confrontare le proposte dei principali istituti di credito e finanziarie partner, individuando le condizioni più competitive in pochi passaggi. Per chi desidera approfondire le soluzioni disponibili, è utile consultare anche la sezione dedicata alle migliori cessioni del quinto per pensionati, dove vengono aggiornate periodicamente le proposte più vantaggiose sul mercato.

Per riassumere

  • L'aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
  • Il cedolino di marzo include anche gli arretrati di gennaio e febbraio;
  • Cessione del quinto della pensione: finanziamento a tasso e rata costante.
A cura di: Paola Campanelli

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