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Sovraindebitamento, tutte le strade per uscire dall'impasse

Pubblicato il 23/10/2019

Aggiornato il 28/10/2019

Nella nuova era dei tassi a zero, le offerte del credito al consumo diventano sempre più appetibili. E tra le famiglie cresce la soglia di indebitamento. Come testimonia tra l’altro anche l’ultimo Osservatorio Mutui del gruppo MutuiOnline, che mostra un incremento dell’importo medio richiesto: 136mila quest’anno contro i 128mila dello scorso anno e i 127 mila del 2017. Ma quella del finanziamento è una strada che va percorsa con molta prudenza. Bisogna sempre fare i conti con il proprio bilancio familiare e con la capacità di sostenibilità della rata dei prestiti richiesti. Non sono rari i casi in cui si ritrova sommersi dai debiti e quindi nell’incapacità di far fronte ai propri impegni finanziari. Il rischio, in caso di morosità di almeno due rate, è di vedersi segnalati ai Sic (Sistemi di informazioni creditizie) come cattivo pagatore, con tutte le conseguenze del caso. Per evitare di arrivare a questo, se ci si dovesse ritrovare in una situazione di sovraindebitamento (squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio immediatamente liquidabile) sarebbe meglio giocare d'anticipo e uscire dall'impasse utilizzando una delle soluzione che ci offre il mercato o la legislazione italiana.

La via dell’esdebitazione

Con il procedimento di esdebitazione previsto dalla legge numero 3 del 2012, anche le famiglie hanno a disposizione una sorta di procedura concorsuale per risanare la propria condizione debitoria. Ma per accedervi è necessario che siano rispettati determinati requisiti, a partire dalla sussistenza di una situazione di sovraindebitamento. Inoltre, alla procedura di esdebitazione è possibile accedervi soltanto attraverso gli enti preposti, quindi o gli Organismi di composizione della crisi (Occ), oppure i professionisti abilitati, come l’avvocato o il commercialista. Il consumatore, poi, non deve aver beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda e non deve aver riportato condanne per una serie di reati previsti dalla normativa. E ancora, alcuni debiti, come quelli derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari, non possono essere oggetto di esdebitazione. Entrando più nel dettaglio, la legge prevede per il consumatore tre tipi di procedure:

  • l’accordo con il creditore;
  • il piano del consumatore;
  • la liquidazione del patrimonio.

La prima è un vero e proprio accordo tra consumatori e creditori, che si raggiunge se c’è un’adesione almeno del 60% e che, al pari del concordato preventivo, ha effetto anche nei confronti di chi non ha sottoscritto l’accordo. La seconda procedura, invece, prevede la presentazione del cosiddetto piano del consumatore, con stralcio dei debiti, un riscadenziamento del debito residuo e la modifica del piano di ammortamento. In questo caso non è previsto alcun accordo con i creditori. Il piano deve essere sottoposto al vaglio di un giudice e se omologato avrà effetto su tutti i creditori. Se il piano non dovesse essere accolto, invece, il consumatore potrà sempre accedere alla terza procedura prevista dalla legge, ovvero la liquidazione del patrimonio, rinunciando a tutti i propri beni, fatta eccezione per quelli impignorabili.

Come consolidare i debiti

Come dicevamo, per accedere alla procedura di esdebitazione è necessario trovarsi in una situazione di sovraindebitamento. Se ciò non dovesse verificarsi, ma il bilancio familiare è comunuque in sofferenza, allora si potrebbe tentare di percorrere la strada del consolidamento dei debiti: un’operazione che permette di riunire più prestiti in uno solo e di pagare quindi un’unica rata mensile. Per consolidare i debiti ci sono due possibili opzioni: il prestito personale e il mutuo di liquidità, che in media presenta tassi più bassi rispetto al credito al consumo tradizionale (di solito si ricorre al mutuo quando l’entità dei finanziamenti è rilevante). Se da un lato, però, i tassi sono più bassi, dall’altro lato bisogna anche prendere in considerazione che l’ottenimento di un mutuo è subordinato all’accensione di un ipoteca sul proprio immobile. Che si scelga un prestito personale o un mutuo, comunque, prima di consolidare è bene fare un’analisi dei vecchi finanziamenti, calcolando il Taeg medio e confrontandolo con quello nuovo. Per questa analisi si possono utilizzare sempre i comparatori online, come PrestitiOnline.it, dove si possono trovare le migliori offerte anche per il consolidamento del debito.

A cura di: Gabriele Petrucciani

Parole chiave

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