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Prestiti personali: ecco quanti se ne possono richiedere

Pubblicato il 26/12/2019

Aggiornato il 13/02/2020

Non esiste una vera e propria regola assoluta stabilita dagli istituti bancari e dalle società finanziarie sul numero massimo di finanziamenti che si possono avere nello stesso tempo. Ciò che è certo è che un soggetto può riuscire ad avere più prestiti personali nello stesso periodo.

È chiaro che per accedere al credito è necessario avere un reddito fisso, comunque, dimostrabile: gli istituti di credito devono essere certi che il soggetto richiedente sia capace di coprire le rate dei prodotti richiesti in modo da scongiurare casi di insolvenza. Sotto la lente delle banche e delle società finanziarie vi finisce la posizione creditizia del soggetto che non deve presentare alcun tipo di ritardo nei pagamenti.

La parte del reddito usata per pagare le rate del prestito non deve essere solitamente superiore del 20-25% della disponibilità totale. Se le rate degli eventuali prestiti che si vogliono richiedere non vanno oltre la soglia di 1/3 delle entrate mensili, non ci dovrebbero essere problemi nell'ottenere altri finanziamenti sebbene ce ne sia qualcuno già in attivo.

Inoltre il debitore deve dimostrare di essere affidabile sul piano creditizio: il suo nome non deve figurare nelle segnalazioni della Centrale Rischi per ritardi o mancati pagamenti. 

PrestitiOnline.it ti aiuta nella ricerca del prestito migliore: in pochi istanti puoi confrontare i migliori prestiti personali di oggi e trovare il finanziamento più adatto alle proprie esigenze di spesa.

Consolidamento debiti: una buona alternativa

Una soluzione finanziaria capace di far confluire tutti i debiti in corso in un unico finanziamento è quella del consolidamento debiti. Se i finanziamenti chiesti in precedenza prevedono la clausola per l’estinzione anticipata, si può optare per il prestito per consolidamento debiti ed ad avere un solo prestito in corso con un’unica rata che talvolta risulta anche di minore entità rispetto alla somma delle rate dei finanziamenti in essere. 

Solitamente gli istituti di credito non richiedono, nel caso di un prestito per consolidamento debiti, garanzie reali, come diritti di pegno o ipoteca su beni di proprietà del soggetto richiedente. Tra le garanzie più diffuse vi è, invece, quella di un coobbligato che fungerà da garante. Quest’ultima situazione diviene ricorrente nei casi di richiedenti prestito con anzianità lavorativa recente o quando l’importo richiesto per il prestito di consolidamento debiti è abbastanza elevato.

Per ottenere maggiori informazioni, ti consigliamo di leggere la guida al prestito per consolidamento debiti.

Cattivi pagatori: come comportarsi

Il discorso cambia quando si ha a che fare con un cattivo pagatore. Tutti gli istituti di credito, prima di concedere il credito, valutano attentamente tutte le richieste, facendo attenzione alla situazione finanziaria del richiedente. Viene così consultata anche la Centrale Rischi per verificare che il soggetto richiedente non abbia mai avuto problemi nel far fronte al rimborso di una o più rate di un finanziamento come stabilito nei termini del contratto.

E se il nome compare nella “black-list”, non vuol dire certo che non si potrà ottenere un finanziamento ma che sarà sicuramente indispensabile puntare su strade alternative. Tra queste figurano la cessione del quinto o il prestito con delega. 

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è un finanziamento riservato solo a lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, e a pensionati. Si tratta di un prestito non finalizzato con tasso di interesse fisso che prevede un rimborso a rate costanti, il cui importo non può essere superiore alla quinta parte dello stipendio (o pensione) mensile. 

Il rimborso delle rate avviene in maniera automatica e a farsi carico del pagamento delle rate è il datore di lavoro del debitore o l’istituto di previdenza nel caso di pensionati. Chi ha un contratto a tempo determinato può sottoscrivere un prestito con cessione del quinto ma il debito dovrà essere estinto non oltre la scadenza del contratto di lavoro.

A cura di: Tiziana Casciaro

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