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Pensionati e credito al consumo. Una combinazione vincente

Pubblicato il 30/11/2019

Prestiti e pensionati: un accoppiamento all'apparenza non immediato ma che, oltre a essere più plausibile di quanto si potrebbe pensare, offre delle garanzie assolutamente uniche nel panorama del credito al consumo. Anche senza ricorrere necessariamente alla cessione del quinto, che è comunque la pratica più logica nel caso dei pensionati, avere come "datore di lavoro" un ente previdenziale offre una garanzia che gran parte degli altri consumatori non possono vantare. Nonostante i costanti allarmi su possibili crisi del sistema pensionistico pubblico, è davvero difficile immaginarsi il fallimento dell'Inps o di qualsiasi altro ente previdenziale. Un pensionato non potrà mai essere "licenziato". E per questo motivo ottenere un prestito quando si è in pensione è considerevolmente più semplice rispetto alla media del mercato. Anche chi è stato inserito in passato nell'elenco dei cattivi pagatori può puntare a ottenere credito visto che la garanzia viene direttamente dall'ente. Tendenzialmente gli istituti che erogano i prestiti si cautelano con un'assicurazione dal possibile decesso di chi chiede il finanziamento ed esistono limiti di età (in genere 80 anni ma non è una regola) per avere accesso al credito e la scadenza del periodo di rimborso in media non può superare il compimento dei 90 anni.

Concedersi un lusso o aiutare finanziariamente figli e nipoti

Concedersi qualche viaggio o un lusso cui magari si è rinunciato nel corso della vita lavorativa, aiutare finanziariamente figli e nipoti spesso, di questi tempi, assai meno benestanti dei loro genitori e nonni. Decidere di ristrutturare casa, regalarsi un divano più comodo o un televisore di ultima generazione. E ancora ricorrere a cure mediche e odontoiatriche senza dovere dipendere da tempi e modalità della sanità pubblica. Sono molti i motivi per cui un pensionato potrebbe decidere di chiedere un prestito e sono diversi i canali da cui passare. A partire proprio da quelli istituzionali. L'Inps, infatti, ha attivi diversi programmi per l'erogazione di prestiti specifici per singole categorie di utenti (dipendenti pubblici, insegnanti etc), che siano pensionati e non. Per quanto riguarda i pensionati, poi, esiste la possibilità di ottenere un finanziamento con cessione del quinto (in questo caso appunto dell'assegno previdenziale e non dello stipendio), che viene erogato direttamente dall'Inps con tassi agevolati o da una serie molto ampia di istituti di credito e finanziarie convenzionati.

Pensione garanzia senza pari non solo per la cessione del quinto

Forte della garanzia data dall'ente erogatore della pensione, un consumatore ritiratosi dal mondo del lavoro può comunque anche decidere di ricorre a un prestito personale non legato alla cessione del quinto e quasi tutti i principali istituti hanno offerte pensate proprio per i pensionati. Che in generale possono puntare su una corsia preferenziale dovendo offrire minori garanzie rispetto agli altri consumatori. Come sempre, poi, si può trarre vantaggio dai servizi online per accelerare la pratica di finanziamento. Nel caso di un prestito personale l'utilizzo di comparatori come quello di PrestitiOnline.it rende immediata la valutazione di rate, interessi e modalità di rimborso. Non solo, volendo utilizzare il programma di cessione del quinto, su PrestitiOnline.it è disponibile una guida alla cessione del quinto esauriente che accompagna l'utente nell'intero percorso, oltre a un comparatore apposito proprio, che funziona in modo diverso rispetto a quello per la scelta dei prestiti personali. Il calcolo viene infatti realizzato a partire dalla rata e dal tempo necessario per il rimborso e non dall'ammontare iniziale del prestito. Prendendo per esempio in considerazione un finanziamento di 48 rate da 200 euro (per un pensionato 67enne con assegno mensile di 2.000 euro), Findomestic offre un netto erogato di 8.366 euro, con zero spese iniziali Taeg al 7,13% e 6,91% di Tan fisso nel tempo. Pitagora propone invece 8.224 euro, con 20,65 euro di spese iniziali, Taeg e Tan all'8,8% e al 7,55% rispettivamente. E ancora 8.143 per CreditOnline, con 416 euro di spese iniziali Taeg all'8,64% e 5,73% di Tan fisso nel tempo.

A cura di: Raffaele Rovati

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